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The Aviator: quando il genio può diventare follia

  • 8 febbraio 2005

The Aviator
U.S.A./Giappone 2004
Di Martin Scorsese
Con Leonardo DiCaprio, Cate Blanchette, John C. Reilly, Kate Beckinsale, Jude Law, Adam Scott, Kelli Garner, Gwen Stefani, Nellie Sciutto, Alec Baldwin, Danny Huston, Matt Ross, Ian Holm, Alan Alda, Frances Conroy, Vincent Laresca, Justin Shilton, Brent Spiner, Josie Maran, Sam Hennings, Willem Dafoe, Stanley DeSantis

Ereditare, a poco più di 20 anni, una società che estrae petrolio, è forse una delle maggiori fortune che possano capitare nella vita di un uomo. Ma quando quest’uomo ha dei grandi sogni e considera il denaro semplicemente uno strumento per realizzarli, allora quel futuro già segnato, fatto di tranquillità economica e benessere costante, si trasforma invece in continue scommesse ad alto rischio e in imprese straordinarie. Questo era Howard Hughes, personaggio di spicco nell’America dagli anni ‘20 alla fine degli anni ‘40, capace di costruire un impero economico e di far parlare di sé per le sue più grandi passioni: il cinema, l’aviazione e le belle donne. Ostinato, sfacciato, eccentrico, e con una sufficiente dose di follia, Hughes era dotato di indiscussa genialità e di fronte ai problemi sollevati dai suoi collaboratori era solito dire: “Non ditemi che non si può fare”. Ma ogni genio nasconde il rovescio della medaglia e Hughes, che già era paranoico di natura, era ossessionato dalla paura dei germi, che lo condusse, poco alla volta, ad isolarsi dal resto del mondo per vivere lontano da qualunque cosa che potesse infettarlo.

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The Aviator è un film nato da un progetto di Leonardo DiCaprio per Michael Mann e poi diretto, magistralmente, dal sempre più sorprendente Martin Scorsese. Si riforma così l’accoppiata vincente di “Gangs of New York”, anche se in questo caso la storia e l’ambientazione sono piuttosto differenti. Il film, oltre a ricostruire gli anni più significativi della vita di Hughes, offre uno spaccato dell’America di quel periodo, grazie alla straordinaria fotografia, a scene ben ricostruite, ai costumi e alla colonna sonora. Ogni particolare di questo film è curato con meticolosa precisione e, al contrario di quanto si possa pensare, non finisce per annoiare ma per coinvolgere. La pellicola è gradevole, scorrevole, intrigante, elegante e mai superficiale o banale. Il cast è di tutto rispetto. Leonardo DiCaprio, dismessi per sempre i panni del romantico Jack di “Titanic”, mostra con fierezza i segni di quel talento che oggi è divenuto una certezza e si gode, oltre al Golden Globe, la sua prima nomination agli Oscar. Certo quel viso da eterno ragazzo lo accompagnerà per molti anni ancora, ma sempre più persone sono concordi nel definirlo il nuovo De Niro. Molto brava anche Cate Blanchette nel ruolo dell’affascinante ed egocentrica Katharine Hepburn, forse il più grande amore di Hughes.

La Blanchette, che aveva già impressionato del ruolo di Veronica Guerin, è riuscita a centrare in pieno le caratteristiche di questa diva del cinema, consapevole di essere tale, fiera e altezzosa, ma allo stesso tempo dolce e vulnerabile. Tutti gli altri attori, da Jude Law (Errol Flynn) ad Alec Baldwin (Juan Trippe), da Gwen Stefani (Jean Harlow) a Kate Beckinsale (Ava Gardner), sono il perfetto contorno che gravita attorno ai protagonisti. Il film arriva in Italia con 3 Golden Globe già vinti ed 11 nomination agli Oscar. Scorsese, più volte candidato ed ingiustamente ignorato, potrebbe finalmente vincere l’ambita statuetta, anche se la concorrenza di quest’anno è molto agguerrita. Questo The Aviator si colloca in un contesto cinematografico odierno privo di sceneggiature originali e che sembra prediligere le biografie di personaggi illustri e di spicco (vedi “Ray” o “Alexander”, per citare i più recenti). Sicuramente mette in luce un personaggio che, per molti versi, somiglia ad un eroe mitologico greco dei giorni nostri: in perenne bilico tra il sogno e la follia, e allo stesso tempo consapevole dei propri mezzi, Hughes sa essere un grande, e non si ferma davanti a nulla pur di raggiungere i propri obiettivi. Una grande vittima del suo stesso genio.

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