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Troy, l’Iliade si fa colossal

  • 18 luglio 2004

Troy
U.S.A. 2004
Di Wolfang Petersen
Con Brad Pitt, Eric Bana, Orlando Bloom, Diane Kruger, Sean Bean, Brian Cox, Peter O'Tole, Brendan Gleeson, Saffron Burrows

Molto liberamente ispirato al famoso poema omerico, il film ci riporta indietro di 3000 anni, quando le guerre si combattevano con frecce, spade e lance e le donne prigioniere divenivano schiave dei vincitori. Probabilmente coloro che hanno letto e riletto i versi dell’Iliade resteranno profondamente delusi da questa visione più storica che epica, che da più spazio all'azione, sacrificando l'aspetto leggendario e quasi ridicolizzando la presenza divina. Nessun dio dell’Olimpo assume sembianze umane per consigliare o ingannare i mortali e quando vengono invocati c'è sempre chi constata la loro assenza nei momenti di bisogno. Perché il dio Apollo non ha fulminato Achille quando ha profanato il suo tempio? E perché, se odiamo tanto la guerra, dobbiamo pregare anche Ares? Protagonista indiscusso ed incontrastato è Achille, interpretato da un bravo Brad Pitt, che dimostra di non essere solo l'idolo delle ragazzine. Bello di quella bellezza tanto cara ai greci: folte e bionde chiome, fisico scolpito, viso liscio e sguardo fiero. Passionale fino all'estremo, capace di gesti violenti quando in preda alla collera, ma anche di dolci attenzioni e premure nei confronti delle persone che ama. Ossessionato dalla gloria e dal desiderio di immortalità, non teme la morte e si butta in ogni impresa solo perché questa verrà ricordata nei secoli. Forte come un dio, capace di scagliare una lancia con una forza sovraumana e di spaventare i nemici solo con la sua presenza. Non segue delle regole, non crede in nulla, e vive assecondando i suoi istinti.

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Alla sua forte personalità si contrappone quella di Ettore, primogenito di Priamo ed erede al trono di Troia. Forte e coraggioso Ettore non si batte né per la gloria né per l'immortalità; non ama la guerra e non ama uccidere altri esseri umani. Eppure è sempre pronto a sacrificarsi, a scendere in campo in prima linea, solo per difendere quei valori a cui crede tanto: l'amore per la famiglia, per gli dei e per la patria. I suoi nobili sentimenti, che gli varranno tanto rispetto pure tra i nemici, saranno anche la causa della sua morte. Attorno a loro girano gli altri personaggi: Agamennone, re di Atene, assetato di potere, cinico e spietato; Menelao, re di Sparta, assetato di vendetta; Paride, figlio di Priamo, pavido, irresponsabile, schiavo dell'amore, che riscatterà il suo onore troppo tardi, quando Troia sarà già in mano agli Achei; Elena, moglie insoddisfatta e regina irresponsabile; Andromaca, moglie innamorata e addolorata; Priamo, re di Troia, capace di accettare una guerra per assecondare il desiderio del figlio; Briseide, sacerdotessa di Apollo e schiava di Achille.

A fare da contorno scene imperiose. Le navi greche, schierate sull'Egeo, suscitano un certo brivido e rendono perfettamente l'idea di qualcosa di molto grande e spaventoso che si sta abbattendo contro una città protetta dalle sue mura. Le scene delle battaglie sono concitate e crudeli, ma non scadono mai in violenze gratuite e in spargimenti di sangue buoni solo ad impressionare lo spettatore. Tra le scene più belle ricordiamo l'abbraccio di Ettore al figlio ancora in fasce e il suo dolore di fronte alla consapevolezza che potrebbe crescere senza un padre. Non poteva mancare una storia d'amore (oltre a quella già scontata tra Paride ed Elena) tra il protagonista Achille e la sua schiava Briseide che prima lo considera un bruto e poi si lascia catturare dal suo fascino e dalla sua nobiltà d'animo. Tra le righe del film si leggono messaggi (voluti o non) all'attuale situazione mondiale, in cui chi ha il potere trova dei pretesti per acquisirne ancora e sfrutta l'ingenuità e l'amor patrio dei suoi cittadini per camuffare i suoi chiari intenti belligeranti.

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