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Una tragedia familiare nei “Sei personaggi” di Cecchi

  • 1 febbraio 2005

Luigi Pirandello secondo Carlo Cecchi: dopo il successo di pubblico della scorsa stagione, la compagnia dell’attore fiorentino ripropone nei teatri italiani la sua versione innovativa e anticonformista dei “Sei personaggi in cerca d’autore”, uno dei drammi più famosi e rappresentati del premio Nobel siciliano. L’opera, prodotta dal Teatro Stabile delle Marche e dal Teatro Stabile Mercadante di Napoli, sarà in scena dal 2 al 13 febbraio al teatro Biondo di Palermo (via Roma 258), dopo aver toccato in questa stagione Firenze, Ancona, Cagliari, Bologna, Roma e altre città italiane. Com’è noto, il tema del dramma pirandelliano è quello dell’ incomunicabilità fra gli uomini, un’incomprensione così atavica e complessa che nemmeno l’arte del teatro riesce a risolvere. Un tema filosofico molto caro allo scrittore e qui rappresentato attraverso il travagliato rapporto fra una compagnia di attori in prova in un teatro ed i personaggi di una tragedia familiare immaginati da un autore, ma non ancora creati compiutamente nella pagina scritta.

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Gli attori accettano di soddisfare l’aspirazione alla comunicazione dei sei personaggi mettendo in scena la loro vicenda umana, ma non riescono ad interpretarla fedelmente a causa di un’impossibilità congenita di comprensione reciproca, che fa fallire il progetto di rappresentazione scenica. La regia di Cecchi, che interpreta anche il ruolo del protagonista, si allontana decisamente dall’impianto scenico tradizionale imperniato sui contenuti filosofici, scegliendo di rappresentare, attraverso i conflitti e le ipocrisie del nucleo familiare, la crisi di valori della borghesia italiana del pre-fascismo. Una lettura insolita ed antitradizionale che discute e fa discutere, con riferimenti ironici più o meno evidenti alle contraddizioni dell’Italia contemporanea. «Dopo tante lotte, strazi e conflitti fra i protagonisti, la famiglia legittima si ricompone - dice il regista - e l’ordine si ristabilisce. E la trama nera di questo canovaccio pirandelliano, così esemplarmente italiano, continua da quasi un secolo ad essere nascosta sotto la maschera del conflitto fra finzione e realtà». Accanto a lui sul palcoscenico, tra gli altri, Paolo Graziosi, Angelica Ippolito, Antonia Truppo e Sabina Vannucchi. Le scene e i costumi sono di Titina Maselli. Informazioni e prenotazioni al botteghino del teatro, telefonio 091.7434341.

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