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Di Michele punisce un Cagliari sprecone

  • 10 aprile 2006

CAGLIARI-PALERMO 1 - 1 (primo tempo 1 - 0)
Marcatori: 45’ pt D. Suazo, 49’ st D. Di Michele.
CAGLIARI (4-3-3): A. Chimenti (26' st Campagnolo), M. Ferri, F. Bega, M. Canini, F. Pisano, A. Conticchio, D. Conti, A. Budel, M. Gobbi, D. Suazo, M. Esposito (46' st Bizera). A disp.: A. Campagnolo, J. Bizera, F. Vignati, A. Agostini, A. Capone, A. Cocco, A. Cossu. All: Nedo Sonetti.
PALERMO (4-3-3): F. Agliardi, C. Zaccardo, L. Rinaudo, A. Barzagli, K. Conteh, G. Tedesco, S. Barone, F. Grosso, M. Gonzalez (0' st Di Michele), D. Godeas (10' st Caracciolo), F. Brienza (30' st Makinwa). A disp.: C. Lupatelli, D. Di Michele, C. Terlizzi, S. Makinwa, A. Caracciolo, L. Conean, F. Velardi. All: Giuseppe Papadopulo.
Ammoniti: F. Grosso (P), L. Rinaudo (P), M. Ferri.
Arbitro: Emidio Morganti (Ascoli Piceno).

Ancora una volta Cagliari risulta essere un campo assai difficile per il Palermo che, grazie ad un gol di Di Michele a tempo ormai scaduto, agguanta un pareggio meritato ma che sembrava ormai sfumato. Un risultato giusto, che lascia ancora aperte le speranze per la qualificazione in Europa, anche se la squadra di Papadopulo scende in campo con una formazione rimaneggiata. Da una parte gli infortuni, dall’altra le scelte tecniche di tenere a riposo alcuni giocatori in vista dell’importantissima partita di mercoledì contro la Roma per giocarsi l’accesso alla finale di Coppa Italia, il Palermo è costretto a schierare il rientrante Grosso a centrocampo, mentre in attacco spazio per Godeas e per un Gonzales lontano anni luce dalla forma strepitosa di un mese fa. Il Cagliari deve assolutamente vincere, per allontanarsi dalla zona calda ed ottenere la salvezza, ragion per cui le motivazioni dei sardi sembrano maggiori rispetto a quelle del Palermo.

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Nei primi minuti non succede quasi nulla: il Palermo cerca di costruire delle azioni più ragionate ma senza mai mettere i propri attaccanti in condizione di segnare; il Cagliari agisce di rimessa, sfruttando la velocità dei suoi attaccanti. Al 20’ l’ottimo Agliardi respinge di piede un forte diagonale di Gobbi da buona posizione. Lo stesso Gobbi, al 35’, salva sulla linea un tiro di Brienza, dopo un’azione tambureggiante del Palermo che avrebbe meritato il gol. Poi al 45' Suazo s'invola dalla metà campo lungo la fascia centrale del campo, entra in area, si sposta sulla destra evitando tre avversari in un colpo e di destro batte Agliardi, segnando il 17esimo gol stagionale e confermando la sua vena realizzativi contro il Palermo. Grande merito bisogna dare a Suazo per la sua bravura tecnica ma sicuramente la difesa rosanero avrebbe potuto fare qualcosa di più per fermare l’attaccante.

Nella ripresa la partita di fa più vivace ed al 13’ Di Michele fallisce l’occasione più clamorosa: servito da un ottimo pallone si presenta solo davanti a Chimenti, lo supera ma si sposta troppo sulla destra ed il suo tiro finisce proprio sul palo esterno. La reazione del Cagliari è micidiale e più volte i sardi sbagliano il gol della capitolazione. Al 23’ Conti su punizione impegna Agliardi. Poi ancora Suazo, vera spina nel fianco della difesa, al 37’ ed al 44’ solo davanti ad Agliardi spedisce per due volte la palla fuori. Il Palermo sembra stordito ed incapace di reagire e nemmeno l’ingresso in campo di Makinwa e Caracciolo sembra riuscire a capovolgere le sorti della gara. Ma proprio quando la partita sembra ormai archiviata arriva il gol un po’ beffardo di Di Michele, molto abile ad insaccare di testa un lancio lungo che nessuno riesce a deviare, e sorprendendo il portiere Campagnolo subentrato a Chimenti. Esplode la gioia dei giocatori ed in particolar modo di Papadopulo che ci ha creduto fino all’ultimo.

Un punto importante per il Palermo che ora è solo all’ottavo posto, a 4 punti dalla Lazio che resta da sola al sesto posto. Una posizione che fa ben sperare, anche se tutta l’attenzione della squadra e della tifoseria è rivolta alla partita di Roma. Centrare la qualificazione alla finale vorrebbe dire (in caso di vittoria dell’Inter contro l’Udinese) qualificazione certa alla Coppa Uefa, oltre che avere la possibilità di vincere il primo trofeo della storia rosanero, ed il merito va sia a questi ragazzi che con grande generosità e sacrificio stanno dando il massimo per ottenere questi risultati, sia a Papadopulo che sa vedere le partite e cambiare la squadra in corso d’opera.

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