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Igor D’India: un palermitano per l’Africa Rally

Un viaggio – documentario che lo terrà impegnato per quasi due mesi e che si concluderà a Cape Town intrapreso a bordo di una Y10 rossa dell’89

  • 13 febbraio 2010

Lo avevamo lasciato al suo ritorno dal Mongol Rally effettuato a bordo di una gloriosa Y10 rossa dell’89, dopo un viaggio che lo ha visto attraversare l’Europa fino a giungere l’Asia Centrale dove avrebbe dovuto raggiungere Ulan Bataar (città della Mongolia, sostituita in fine da Novosibirsk, Siberia), che già riparte, e questa volta alla scoperta dell’Africa. Il documentarista palermitano Igor D’India insieme a Paolo Belarducci (pilota e meccanico nonché presidente dell’associazione Est Onlus di Varese e già documentarista), a bordo di quella ormai famosa e veneranda Y10 rossa, infatti, sta per lasciare nuovamente i confini italiani, partendo da Varese questo fine settimana, per raggiungere la terra africana dove prenderà parte all’Africa Rally, una gara non competitiva ma organizzata a scopo benefico dall’Associazione inglese "The Adventurists".

Il viaggio li terrà impegnati per quasi due mesi e vedrà la sua conclusione una volta raggiunta la meta stabilità dai due documentaristi, prevista appunto per fine marzo: Cape Town (Città del Capo, capitale legislativa del Sud Africa). Scopo di questo viaggio – documentario, durante il quale è previsto anche l’attraversamento di zone particolarmente pericolose come l'Afghanistan e il Congo, è quello di dimostrare che la popolazione civile di quei luoghi è estranea a certe manovre politiche o militari e non ha nessuna intenzione di sparare addosso a un paio di italiani su una Y10 rossa. L' impresa, nella sua totalità, sarà raccontata in un documentario presto in concorso al “TheAdventurists Film Festival” di Londra a fine marzo e visionabile online già da aprile.

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La particolarità di questo viaggio sta nel fatto che i due non potranno contare sull’ausilio di nessuna apparecchiatura moderna, molto utili, come il Gps o telefonini satellitari ma tutto sarà fatto secondo il vecchio stile “purista”, così come amano definirlo, quello delle gloriose esplorazioni del passato e cioè con il solo aiuto delle ormai, sembra, dimenticate mappe e basandosi principalmente sulla fiducia in se stessi. È sicuramente cosa da non sottovalutare. La videocamera e la macchina fotografica, unici supporti digitali di questa e della scorsa avventura, saranno le loro compagne di viaggio, mezzi indispensabili per potere alla fine raccontare a tutti noi questo strepitoso viaggio, immagini che unite alla passata documentazione videografica del Mongol Rally comporranno il video documentario.

«Sappiamo che, oltre a riportare l'attenzione sui paesi che attraversiamo, spesso in ginocchio per guerre o carestie, il nostro entrare in contatto con queste popolazioni ci arricchisce ogni volta di più e ci fa imparare a sopravvivere lontano da casa e a vivere una volta ritornati in patria - ha dichiarato Igor che conclude - siamo anche convinti del fatto che solo un attraversamento del mondo, metro per metro, scaffa dopo scaffa, ci può dare realmente idea della situazione del pianeta di oggi, con le sue infinite problematiche spesso incastrate tra villaggi e città cresciuti in immensi spazi spesso impressionanti». Potete seguire questa loro nuova avventura sul sito www.teamest.it dove verrà, ogni volta che se ne presenterà l’occasione, postato un aggiornamento.

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