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Una tira l'altra ed è come una droga: ma le Caldarroste invece fanno super bene

Difficile resistere all'inconfondibile profumo delle castagne affumicate per strada: storia e curiosità della tradizione autunnale golosissima che ha tanti benefici

  • 2 novembre 2018

Quando per le vie di Palermo incroci un fumo bianco della braciera di un castagnaro sai che è arrivato l’autunno.

O meglio, sai che per il calendario è arrivato l’autunno, perché una delle espressioni tipiche di quando trovi un castagnato all’angolo di una strada è: "già le castagne, con sto' caldo… però buoneeee".

Considerata da sempre il "pane dei poveri", la castagna, presente in molti piatti della tradizione italiana, rappresentava un pasto nutriente e sostanzioso per le popolazioni montane nei periodi di carestia.

A Palermo alla caldarrosta è difficile resistere, cotta nel tipico braciere cilindrico che ne conserva morbidezza e gusto e, grazie al sale grosso gettato nel fuoco durante la cottura, le colora di bianco.

Le proprietà nutrizionali della castagna sono eccezionali: è un frutto atipico, infatti è ricca di carboidrati complessi (non semplici come la classica frutta) paragonabile ai cereali ed al pane integrale, proteine e lipidi.
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Una vera e propria miniera di nutrienti come ferro, fosforo, potassio, magnesio (100 grammi di castagne forniscono 81 mg di fosforo, 30 mg di calcio, 0,9 mg di ferro e 395 mg di potassio), vitamine B2 e PP fondamentali per la salute dei tessuti, una buona percentuale di fibre e acido folico.

Da non sottovalutare il valore calorico ed energetico utile per nel periodo autunnale per ricavare le forze così da poter affrontare l’inverno.

Cento grammi di castagne fresche forniscono 195 Kcal circa, valore che scende a 130 Kcal se utilizziamo la bollitura come metodo di cottura, ma che si innalza fortemente a 245 se le mangiamo arrostite (ahimè).

Niente però è paragonabile al valore calorico che hanno da secche, ben 369 ogni 100 grammi. Se le volete consumare occhio, quindi, al metodo di cottura.

Curiosità: le foglie e la corteccia se utilizzate in infuso o decotto sono un toccasana per la tosse e per liberare le vie respiratorie.

Dalla polpa invece si può ricavare una crema da utilizzare come maschera nutriente per il viso.

Con l’acqua di cottura in cui vengono bollite si possono sciacquare i capelli (biondi) per donargli dei riflessi dorati.

Per spiegazioni e informazioni la dott.ssa Laura Napoli, biologo nutrizionista specialista in Biochimica Clinica è reperibile a questi numeri: 388 1962573 e 380 1772680.
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