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Avviso di Garanzia, amico mio!

Durante le elezioni, quando uno dei candidati è indagato, si fermano i cuori di decine di persone a lui vicine, che crea quell'imbarazzo tipico del primo appuntamento

  • 24 maggio 2017

Se c'è una cosa che mi fa impazzire durante le campagne elettorali è quel giorno in cui esce sulla stampa la notizia che uno dei candidati è indagato.

È esattamente il momento in cui si fermano i cuori di decine di persone a lui vicine, che crea quell'imbarazzo tipico del primo appuntamento, dove nessuno sa come cominciare una conversazione, ma avrebbe tanto da dire (semi cit. Francesco Benigno).

È in quel preciso istante che sta per decidersi il destino di centinaia di parole mescolate a frasi pompose che rendono vano il sacrificio di qualsiasi addetto alla comunicazione. È la tua strada? No. Niente non riesco a trovare le parole giuste. Loro invece sì, lo fanno sempre.

È come un rituale da messa della domenica, si alzano, si dirigono e salgono sul podio, recitano quelle quattro frasi da manuale della retorica: “Sono sereno/a”. “Ho fiducia nella magistratura”. “Un atto dovuto”. “Io non c'ero e se c'ero dormivo”.
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A quel punto poi parte lo sfogo contro la macchina del fango, contro i giornali, contro i “poteri forti”, contro l'olio di palma, contro la ricotta nei cannoli prima di essere consumati che li fa ammollare, contro il traffico, l'Etna, i brufoli sulla fronte ed infine il caldo, quel cazzo di caldo che non ti fa respirare in estate.

Insomma, sembra d'essere in un ascensore con il vicino che ti sta sul cazzo. A noi non resta che ascoltarli, annoiati, come se veramente qualcosa di quello che dicono ci potesse sul serio interessare. Riempono i quotidiani, i tg e da qualche tempo i social network.

Stanno lì a spiegarci cos'è tecnicamente un “avviso” con parole che sarebbero incapaci di scrivere pure sotto dettatura, quando invece il silenzio sarebbe la cosa più opportuna. Per carità, non è sempre così, però veramente, c'avete scocciato.

Ma c'avete rotto proprio tutti, anche voi che alla fine a queste "notizie" date più spazio che ai fatti. Anche adesso, che gli "avvisi" sono arrivati (come treni austriaci) a diversi aspiranti qualcosa, ci avete stancato. Ci avete proprio ammorbato.

Lasciateci sereni (semi cit. Matteo Renzi).
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