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Beppe Grillo torna in Sicilia: le nuove date dello "Tsunami Tour" in sei città siciliane

Una campagna elettorale che tocca sei città siciliane: dopo traversate a nuoto e comizi show Beppe Grillo torna in Sicilia con lo "Tsunami Tour"

Balarm
La redazione
  • 16 gennaio 2013

Beppe Grillo

Come un moto che porta subbuglio e scompiglio ovunque si trovi a passare. Le premesse sono legate allo scalpore, come sempre è avvenuto ogni volta che Beppe Grillo si è recato in Sicilia tra traversate a nuoto dello stretto e comizi show.

Questa volta l'appuntamento è con lo “Tsunami Tour”, la serie di incontri elettorali che il leader (appellativo con cui sarebbe vietato chiamarlo) del Movimento 5 Stelle ed il suo staff stanno allestendo per incontrare gli italiani in circa 100 città, in occasione delle elezioni Nazionali. Ovviamente si fa tappa anche in Sicilia.

A poco più di due mesi dall’ingresso di 15 deputati del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana - il partito è stato il più votato alle recenti consultazioni regionali - ecco tre appuntamenti che, a detta del comico genovese “sconvolgeranno l'Italia". Tre giornate, al ritmo di due appuntamenti al giorno, toccando ben sei capoluoghi isolani e viaggiando rigorosamente in camper.

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Già in fermento gli attivisti del Movimento che cureranno gli aspetti organizzativi per le varie tappe. Ancora da definire gli spazi che ospiteranno lo show in ogni città. Si parte mercoledì 30 gennaio alle ore 17, con il primo incontro a Ragusa, mentre alle ore 21 si fa tappa a Catania.

Giovedì 31 gennaio alle ore 17 appuntamento pomeridiano a Siracusa, per poi passare tra i sostenitori di Caltanissetta alle ore 21. Ultima giornata del tour siciliano è venerdì 1 febbraio: alle ore 17 è Trapani ad accogliere Grillo che, in tutti gli appuntamenti, sarà seguito da un web channel per 12 ore al giorno.

Alle 21, poi, a Palermo: l'appuntamento nel capoluogo siciliano rappresenta ancheil primo incontro tra Grillo ed i 15 "cittadini a 5 stelle", che giunti al Parlamento siciliano "hanno tenuto fede agli impegni con gli elettori, avendo già rifiutato centinaia di migliaia di euro tra rimborsi elettorali, benefit e stipendi"

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