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Coppa che va, coppa che viene

  • 20 marzo 2006

Un sogno Uefa svanisce e, nel giro di 60 ore, se ne riapre un altro. Sicuramente avvincente il finale di stagione che attende tutto l’ambiente rosa. Perché se da una parte il Palermo soccombe nello stadio tedesco sotto i colpi di un avversario superiore in tutto (anche se occorre sottolineare che la squadra rosa ha giocato in inferiorità numerica e che nei primi 40 minuti di gioco era stata in “partita”), dall’altra a Marassi, in una sorta di spareggio Uefa, la squadra si ritrova di colpo ad una manciata di punti (quattro per l’esattezza) dal sesto posto valido per il piazzamento diretto nella competizione europea. A tutto questo aggiungiamo pure che alle porte vi è la doppia sfida di Coppa Italia in una semifinale che, se superata, oltre a rappresentare prestigio ed ambizioni da amarcord per una società che in tempi diversi sfiorò d’un soffio la vittoria di questo trofeo, metterebbe il "visto" sul passaporto europeo per la stagione futura, comunque vada l’eventuale finale.

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Temevamo la trasferta di Genova sia per il valore dell’avversario che per i possibili strascichi psico-fisici lasciati dalla notte di Gelsenkirchen. Ed invece un Palermo sornione ed autoritario, specie nella ripresa, ha superato l’ostacolo dimostrando ai più scettici che la squadra è viva ed è pronta a vendere cara la pelle in questo finale di stagione. Da quello che si è visto sul campo di Marassi sembrava che in debito d’ossigeno fosse la squadra doriana. Merito di una preparazione ritrovata e, a quanto pare, ritornata saldamente in mano ad un “mago” come Bordon, preparatore atletico tra i più quotati in Italia. Merito di un cambio tecnico-tattico che, oltre al già citato equilibrio in campo tra i reparti, ha avuto il pregio di rispolverare giocatori che nella passata gestione tecnica erano finiti in naftalina. I vari Conteh, Biava, Mutarelli, Codrea hanno giovato non poco dell’avvicendamento tecnico trasformandosi da turisti o quasi in elementi pienamente coinvolti nel progetto Palermo. Singolare la storia di Conteh: lo vedevamo come uno spettatore qualunque in tribuna autorità, era la terza scelta nel ruolo di terzino destro alle spalle di Zaccardo e Ferri. Con l’arrivo di Papadopulo ha inanellato prestazioni convincenti, proponendosi come un autentico jolly di qualità su cui poter contare.

Ma c’è pure in questa rosa chi ha riscoperto il ruolo dell’interprete principale: gente come Barone e Zaccardo, il cui inizio stagione era stato a dir poco deludente, hanno dato quanto ci si aspettava da elementi che rivestono stabilmente un ruolo in nazionale e che, presumibilmente, faranno parte della spedizione azzurra in Germania 2006. La speranza è, come sovente ripetiamo, che Zamparini non si lasci ammaliare da qualche stregone o presunto tale per la stagione successiva. Palermo non è Empoli o Chievo, il pubblico esige come e più di Roma o Milano per certi versi, ed un allenatore narcisista attecchisce poco.
Una ultima annotazione: non sarà sfuggito al telespettatore l’entusiasmo e la passione del pubblico tedesco che ha affollato il proprio stadio trascinando alla vittoria la propria squadra. Erano in 55 mila sugli spalti ad incitare la propria squadra. E dire che il pubblico di quelle parti è abituato ad incontri ancora più “altisonanti” in competizioni e contro squadre più blasonate rispettivamente della Uefa e del Palermo, ma in una sola serata ha messo insieme tutti gli spettatori che in 5-6 turni di coppa hanno assistito alle gare del Palermo.

Si è molto discusso su tale aspetto e noi stessi ci siamo chiesti quali politiche abbia realmente adottato la società rosanero per far affluire più spettatori al Barbera in questa competizione. Resta il problema degli orari scomodi, della diretta tv, del cattivo tempo, dal “caro vita” ma un dubbio ci rimane: nelle medesime condizioni appena esposte, contro Inter, Milan o Juve ci sarebbero stati lo stesso numero di spettatori presenti? C’è chi si è portato l’architetto in Germania pensando ad uno stadio più “funzionale”? Ma eravamo marziani quando in B ci arrampicavamo l’uno sull’altro per vedere la partita sui “gradoni” della Favorita accontentandoci di un salutare ghiacciolo d’estate o di un caldo “caffè borghetto” d’inverno? Ai lettori le più disparate riflessioni. Sotto con il primo match point stagionale, sotto con la Roma.

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