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Lavika, rock made in Italy e suggestioni prog

  • 19 giugno 2006

Autore: Lavika
Titolo: Lavika
Anno: 2005
Etichetta: Autoproduzione

Lavika è un progetto nato nel 1998, da un’idea del cantante Dario Sudano. Da allora la formazione è variata diverse volte fino a stabilizzarsi con Fabrizio Coco (chitarra, cori), Riccardo Pulvirenti (tastiere), Andrea Parisi (basso). Il nome è un chiaro riferimento alla natia Catania e al calore vulcanico della nostra terra. La formazione esordisce come cover band di Litfiba, Ligabue, Queen, Cranberries, Carmen Consoli, passando con disinvoltura da un palco all’altro della nostra isola, per un numero infinito di concerti tra ‘98 e ‘99. I due anni successivi vedono venire alla luce i primi lavori inediti, ma solo nel gennaio del 2005 i nostri registreranno il loro primo omonimo demo/cd, con l’aiuto tecnico di Antonio Torresi.

La passione per il rock sanguigno “made in Italy” si apprezza al primo ascolto di “Lavika”, per via del sound e dei testi, nonostante l’idea sia quella di fondere questa con un’altra passione che accomuna i nostri: quella per il progressive. Gente come i Dream Theater è un punto di riferimento per il quartetto catanese, basta l’attitudine di brani come “Vivi l’attimo” o le melodie di “Veloce Scomparire”. Rock italiano, prog-metal, sì, ma anche tanta elettronica come nella traccia di chiusura “Wild” che si muove tra electro-beat e latin.

“Nessuna Paura”, brano molto equilibrato che apre il demo, è forse il più rappresentativo della band: sound e groove molto potenti su linee vocali - rigorosamente in italiano – che ricordano i Negrita. Ottime le tastiere di Riccardo Pulvirenti che con il sinth riesce a ricreare l’irruenza di alcune frasi alla Jordan Rudess come a restituire alla memoria suoni e atmosfere genesiane. In definitiva - va detto - la “vulcanica” band potrebbe anche andare oltre e proporre qualcosa di più originale (e nei testi e nelle soluzioni musicali), non dovendo, per forza, cambiare binario.

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