SALUTE E BENESSERE

A novembre siamo più tristi (e senza voglia di fare): c'è un motivo e non è solo il tempo

Ci si sveglia già stanchi, con il divano come migliore amico e anche le cose semplici sembrano richiedere uno sforzo enorme: cosa succede al corpo e alla mente

Balarm
La redazione
  • Pubblicato il
    3 novembre 2026

Perché a novembre siamo più tristi?

C'è chi lo chiama malinconia autunnale, chi dà la colpa al cambio dell'ora e chi, più semplicemente, vorrebbe soltanto restare sotto le coperte fino a primavera. Una cosa, però, è certa: novembre ha uno strano effetto su molte persone. La sveglia suona e siamo già stanchi, la voglia di uscire diminuisce e persino rispondere a un messaggio può sembrare un'impresa. Per non parlare di quella sensazione di tristezza che arriva all'improvviso, senza un motivo preciso, magari mentre guardiamo la pioggia dalla finestra.

E se pensiamo che sia soltanto una questione di carattere o di pigrizia, potremmo sbagliarci. Dietro questa specie di "letargo emotivo" si nascondono infatti ragioni biologiche e psicologiche che spiegano perché, con l'arrivo dei mesi più freddi, il nostro umore possa cambiare.

Meno sole e più pensieri

Il primo indiziato è proprio il sole. Con le giornate che si accorciano e il buio che arriva sempre prima, il nostro organismo deve fare i conti con una minore esposizione alla luce naturale. Un cambiamento che può influenzare il ritmo circadiano, cioè quell'orologio interno che regola il sonno e la veglia.

La luce, inoltre, è coinvolta nei meccanismi che regolano la melatonina, l'ormone del sonno, e i sistemi legati alla serotonina, un neurotrasmettitore importante anche per l'umore. Ecco perché, in questo periodo, alcune persone si sentono più assonnate, meno concentrate e con una gran voglia di non fare assolutamente nulla. Ma non è soltanto una questione di luce.

Novembre è anche il mese in cui iniziamo a fare i conti con noi stessi. L'entusiasmo di settembre, quello dei nuovi inizi e dei buoni propositi, sembra ormai lontanissimo. Le vacanze estive sono un ricordo, le feste di Natale non sono ancora arrivate e la quotidianità procede tra lavoro, studio, scadenze e impegni. È una sorta di terra di mezzo, un periodo in cui tutto sembra andare avanti mentre noi vorremmo soltanto fermarci. E poi c'è quella vocina che comincia a farsi sentire: "Ma quest'anno cosa ho combinato?".

Mancano poche settimane alla fine dell'anno e inevitabilmente iniziamo a ripensare ai progetti lasciati a metà, agli obiettivi non raggiunti e a tutte quelle cose che ci eravamo promessi di fare e che, puntualmente, abbiamo rimandato. Un bilancio anticipato che può alimentare insoddisfazione e frustrazione, soprattutto se siamo già stressati.

A complicare le cose ci si mette anche il cambiamento delle nostre abitudini. Fa buio presto, le temperature si abbassano e le occasioni per stare all'aperto si riducono. Così finiamo per trascorrere più tempo in casa, muoverci meno e, in alcuni casi, limitare anche le occasioni di socialità.

Un circolo vizioso che può incidere ulteriormente sul nostro benessere. Non tutti, naturalmente, vivono novembre allo stesso modo. C'è anche chi ama l'autunno, le giornate di pioggia, le serate sul divano e quell'atmosfera un po' nostalgica che accompagna questa stagione. Per altri, invece, il cambiamento può essere più difficile.

In alcuni casi, infatti, la tristezza legata ai mesi freddi può assumere caratteristiche più serie. È il caso del disturbo affettivo stagionale, una forma di depressione che tende a manifestarsi in determinati periodi dell'anno, soprattutto in autunno e in inverno.

Non si tratta della semplice voglia di restare a letto qualche minuto in più, ma di una condizione che può provocare tristezza persistente, perdita di interesse per le attività quotidiane, stanchezza intensa e alterazioni del sonno e dell'appetito. È importante, dunque, non confondere una normale flessione dell'umore con un disturbo che, quando presente, merita attenzione e supporto professionale.

Come sopravvivere a novembre

Ma allora, come si fa a sopravvivere a novembre senza trasformarsi definitivamente in un tutt'uno con il divano? Gli esperti suggeriscono di partire dalle piccole cose. Esporsi alla luce naturale durante il giorno, anche soltanto con una passeggiata, mantenere orari regolari per il sonno e praticare un po' di attività fisica possono aiutare a sentirsi meglio.

Anche continuare a vedere gli amici, concedersi momenti piacevoli e non isolarsi troppo può fare la differenza. E soprattutto, forse, imparare a essere un po' meno severi con se stessi. Perché siamo abituati a pensare che ogni giorno debba essere produttivo, che dobbiamo sempre avere nuovi obiettivi, essere motivati e pieni di energia. Ma la verità è che non funziona sempre così.

Non possiamo pretendere di essere sempre al massimo, in ogni momento dell'anno. La natura, del resto, ce lo mostra continuamente. Gli alberi perdono le foglie, le giornate rallentano e tutto sembra prepararsi a una pausa. Noi, invece, continuiamo a correre come se nulla fosse cambiato.

Forse è anche per questo che novembre ci mette così alla prova: ci costringe a confrontarci con una lentezza che non siamo più abituati ad accettare. E allora, invece di sentirci in colpa perché abbiamo meno voglia di fare, potremmo provare ad ascoltare quello che il nostro corpo ci sta comunicando, senza sottovalutare un eventuale malessere che persiste.

In fondo, novembre non deve essere necessariamente il mese della tristezza. Può diventare anche quello in cui impariamo a rallentare, a ritagliarci del tempo e a riscoprire il piacere delle piccole cose. Magari con una coperta, un film e una tazza di cioccolata calda. Perché, diciamocelo, se fuori piove e alle cinque del pomeriggio è già buio, qualche buona ragione per restare sul divano ce l'abbiamo pure.
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