Arti performative e ricerca sociale: a Palermo il laboratorio (gratuito) "Restare in Scena"
Come si sente un luogo come casa, quando quella casa sembra rifiutarti? Parte da questa domanda "Restare in Scena", il laboratorio gratuito di arti performative e ricerca sociale che si tiene a Palermo da sabato 24 ottobre a sabato 12 dicembre 2026, negli spazi di EPYC – European Palermo Youth Center, con due appuntamenti serali anche da Radici, lunedì 23 e 30 novembre.
Il progetto prende il nome dalla "restanza", parola dell'antropologo Vito Teti: la scelta di restare in un luogo e prendersene cura, nonostante le difficoltà che lo attraversano.
Non il romanticismo delle radici, ma un conflitto, quello di chi vuole restare dove lavoro, servizi e futuro sembrano mancare.
Alessandra Polidori (ricercatrice sociale all'Università di Neuchâtel e all'EHESS di Parigi, si occupa di mobilità, migrazioni e spopolamento giovanile) e Michele Granzotto (regista e dottorando in sociologia all'Università di Napoli Federico II) hanno ideato il progetto.
Il laboratorio lavora sull'aspetto emotivo del vivere un luogo, con il corpo, la scrittura e l'improvvisazione.
Una parte del percorso si svolge senza la vista: una maschera oscura completamente lo sguardo, per allenare una percezione atmosferica che prova ad ascoltare come il luogo parli.
Il laboratorio si tiene il sabato, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 17.30, nelle date del 24 e 31 ottobre, 7, 14 e 28 novembre, 5 e 12 dicembre.
Ogni appuntamento è un'esperienza a sé: si può partecipare a uno solo o a più d'uno. La partecipazione è gratuita. Le iscrizioni a ogni incontro chiudono una settimana prima della data. Info all'e-mail restareinscena@gmail.com.
Il progetto prende il nome dalla "restanza", parola dell'antropologo Vito Teti: la scelta di restare in un luogo e prendersene cura, nonostante le difficoltà che lo attraversano.
Non il romanticismo delle radici, ma un conflitto, quello di chi vuole restare dove lavoro, servizi e futuro sembrano mancare.
Alessandra Polidori (ricercatrice sociale all'Università di Neuchâtel e all'EHESS di Parigi, si occupa di mobilità, migrazioni e spopolamento giovanile) e Michele Granzotto (regista e dottorando in sociologia all'Università di Napoli Federico II) hanno ideato il progetto.
Il laboratorio lavora sull'aspetto emotivo del vivere un luogo, con il corpo, la scrittura e l'improvvisazione.
Una parte del percorso si svolge senza la vista: una maschera oscura completamente lo sguardo, per allenare una percezione atmosferica che prova ad ascoltare come il luogo parli.
Il laboratorio si tiene il sabato, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 17.30, nelle date del 24 e 31 ottobre, 7, 14 e 28 novembre, 5 e 12 dicembre.
Ogni appuntamento è un'esperienza a sé: si può partecipare a uno solo o a più d'uno. La partecipazione è gratuita. Le iscrizioni a ogni incontro chiudono una settimana prima della data. Info all'e-mail restareinscena@gmail.com.
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