ANIMALI

Avvistati gli uccelli che nuotano sott'acqua nel Canale di Sicilia: di quale specie si tratta

Questo comportamento, raramente osservato, è stato immortalato in un video girato vicino Linosa dall’equipaggio dell’Andrea Doria e pubblicato su Instagram

Aurelio Sanguinetti
Esperto di scienze naturali
  • Pubblicato il
    14 ottobre 2026

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Non tutti sanno che in uno degli arcipelaghi siciliani sono presenti degli uccelli il cui comportamento ricorda molto di più quello dei pesci. Si tratta delle berte, uccelli marini capaci di compiere un’immersione silenziosa, lunga ed elegante, nuotando con movimenti rapidi sotto il pelo dell’acqua e una naturalezza che sembra quasi appartenere a un altro mondo.

Di recente questo comportamento, raramente osservato, è stato immortalato in un video girato vicino Linosa dall’equipaggio dell’Andrea Doria e pubblicato tramite un reel su Instagram, anche sulla pagina dell’associazione Berta Maris, che ci ricorda quanto sia ricca e sorprendente la biodiversità del Mediterraneo.

Uccelli marini

Uccelli marini appartenenti alla famiglia dei Procellaridi, le berte sono autentici specialisti della vita in mare aperto. Come è possibile vedere, riescono a nuotare a lungo sotto il pelo dell’acqua, tanto che dall’alto possono essere scambiati per tartarughe o pesci, e di solito giungono a terra solo per riprodursi, scegliendo soprattutto isole e coste rocciose ricche di cavità naturali per nidificare. Nel Mediterraneo vivono diverse specie, tra cui la berta maggiore (Calonectris diomedea) e la berta minore (Puffinus yelkouan).

La prima può raggiungere circa 50-60 centimetri di lunghezza e superare il metro di apertura alare. Il suo piumaggio bruno sul dorso e più chiaro sul ventre la rende riconoscibile quando plana sulle onde, sfruttando le correnti d’aria per spostarsi con un dispendio energetico contenuto. La berta minore è invece più piccola e particolarmente legata alle isole del Mediterraneo centro-orientale.

Dove "nuotano" le berte

Le berte maggiori tra l’altro possono compiere spostamenti quotidiani molto lunghi, arrivando a percorrere distanze che separano le isole siciliane dalle coste del Nord Africa. In inverno, alcune popolazioni si spostano verso l’Atlantico meridionale, affrontando migrazioni di migliaia di chilometri. La Sicilia, in questo senso, riveste un ruolo particolarmente importante per la loro conservazione.

Le isole Pelagie, e in particolare Linosa, ospitano una delle colonie più significative di berta maggiore del Mediterraneo. Questo patrimonio naturale conferisce al territorio siciliano una responsabilità importante nella tutela degli uccelli marini e degli ambienti da cui dipendono. Dietro la bellezza delle immagini che l’equipaggio dell’Andrea Doria ci ha permesso di vedere si nasconde però una realtà fragile.

Le berte devono fare i conti con la diminuzione delle risorse ittiche, l’inquinamento, il disturbo umano nei siti di nidificazione, la maggior presenza di plastiche negli oceani e soprattutto le catture accidentali durante le attività di pesca, un fenomeno conosciuto come bycatch. A queste pressioni si aggiungono i rischi presenti sulle isole dove le berte si riproducono.

La presenza di predatori introdotti, come i ratti, compromette la sopravvivenza delle uova e dei pulcini, mentre il passaggio delle imbarcazioni troppo vicino alle colonie può disturbare gli animali, soprattutto nei momenti più delicati del loro ciclo biologico. Il video di cui abbiamo parlato oggi diventa così un invito a guardare il Mediterraneo con occhi diversi, riconoscendo che sotto la sua superficie si sviluppa una rete complessa di relazioni tra specie e habitat, spesso invisibile ma essenziale per la vita del mare.
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