CRONACA

Bollette, carburanti e spesa: a Palermo è aumentato tutto, proteste contro il carovita

Il capoluogo siciliano è tra quelli che pagano i conti più salati. Secondo i dati della Cgil, si registra un aumento dei prezzi maggiore rispetto alla media nazionale

Balarm
La redazione
  • Pubblicato il
    23 settembre 2026

Carovita, Palermo tra le città con l'inflazione più alta

L'inflazione galoppa veloce e a pagarne le conseguenze sono soprattutto le famiglie. Palermo è tra le città che pagano i conti più salati. Secondo i dati della Cgil, si registra un aumento generale dei prezzi - in particolare tra quelli indicati come beni di prima necessità - con un trend maggiore rispetto alla media nazionale.

Il carovita a Palermo

Un costo della vita alle stelle. Secondo il report fornito dalla Cgil, l’inflazione a Palermo è salita del 3,9% rispetto alla media nazionale del 3,3%. I costi per casa, acqua, elettricità e gas risultano aumentati dell’11,9%; alimentari e carne rincarati del 5%. Prezzo degli ortaggi salito del 3,6%, quello dell’elettricità del 20,8%, il gas salito del 16, 2%, la raccolta di rifiuti del 14,8%, i carburanti del 19%, l’aereo dell’11,5%.

«Poi welfare azzerato - aggiunge la Cgil Palermo -, una sanità impossibile tra carenza di personale, pronto soccorso sovraccarichi, liste d’attesa crescenti, distretti territoriali sotto pressione, emergenza abitativa irrisolta, illegalità diffusa anche in provincia e un processo di deindustrializzazione in corso che non può essere compensato solo dal turismo».

Il caro carburanti

Dopo gli autotrasportatori siciliani, convocati domani dall’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò, anche la pesca professionale rischia di fermarsi per il caro carburante. Lo annuncia la Federazione armatori siciliani minacciando uno sciopero bianco, lasciando le unità agli ormeggi, che bloccherebbe le attività del settore, il blocco nello Stretto di Messina e il cambio di bandiera. La Regione Siciliana ha già annunciato un intervento per il comparto.

Un Piano regionale contro il carovita

La Cgil Sicilia ha scritto ai presidenti della Regione, dell’Ars e dei gruppi parlamentari per chiedere un Piano regionale contro il caro vita. E calendarizzare subito una seduta di sala d’Ercole sull’ argomento.

«L’aumento dei costi dei carburanti, dell’energia e dei trasporti - scrivono nella nota il segretario generale del sindacato Alfio Mannino e il segretario confederale regionale Francesco Lucchesi - sta determinando una nuova e pesante compressione del potere d’acquisto di lavoratori, pensionati e famiglie. E una parte sempre più ampia della popolazione siciliana vede aggravarsi la propria condizione. L’incremento dei costi energetici e dei trasporti legati all’aumento del costo del carburante - sottolineano- ha inoltre effetti sull’intera struttura dei prezzi, alimentando ulteriormente l’inflazione e aumentando il costo dei beni di prima necessità».

Mannino e Lucchesi ricordano che la Sicilia si caratterizza per livelli di reddito medi inferiori rispetto al resto del Paese, elevata incidenza del lavoro povero, significativa precarietà occupazionale e pensioni spesso insufficienti: «Qui – sottolineano- l’aumento del costo della vita produce effetti particolarmente pesanti. Non si tratta solo di una questione economica, ma di una vera e propria questione sociale.

Le misure proposte contro il carovita

Il sindacato guarda alle imminenti variazioni di bilancio e alla finanziaria di fine anno, ma anche all’avanzo di bilancio liberato dopo le ultime parifiche e chiede al governo di rendere note «le misure che intende adottare per interventi di sostegno al reddito per le famiglie siciliane più in difficoltà. Le risorse devono essere orientate prioritariamente verso le emergenze che oggi colpiscono la popolazione siciliana».

La Cgil chiede che il Piano contro il carovita comprenda misure fiscali a sostegno dei redditi più bassi; un fondo regionale contro la povertà energetica; un intervento sul costo della mobilità; il rafforzamento delle politiche sociali. Sollecitati anche un tavolo permanente sul costo della vita e insieme una strategia più generale di sviluppo. «È necessario - dice la nota - utilizzare tutte le risorse disponibili – regionali, nazionali ed europee – in una logica di programmazione unitaria, evitando dispersioni e interventi a pioggia. La Cgil Sicilia chiede dunque al governo un incontro urgente e la convocazione delle commissioni parlamentari competenti».

Tra le proposte elaborate dalla Cgil Palermo: il riconoscimento di abbonamenti Ast, Amat, Trenitalia a prezzo ridotto del 50 per cento per lavoratori dipendenti, precari e pensionati con reddito fino a 35 mila euro; oppure l’istituzione di un bonus regionale di 300 euro annui per l'acquisto di carburante per i pendolari e di un contributo fino a 500 euro per la spesa energetica familiare, per redditi Isee fino a 20.000 euro. Per finire con la richiesta di un piano generale per la crescita e lo sviluppo della provincia di Palermo, sia dal punto di vista industriale che dei servizi e delle infrastrutture.

Le mobilitazioni in piazza

Nel frattempo proseguono le mobilitazioni contro l'aumento dei prezzi. Oggi, mercoledì 23 settembre, protesta a Palermo, in piazza Indipendenza indetta dalla Fisi (Federazione italiana sindacati intercategoriali).

La Cgil ha indetto una manifestazione a Palermo il 14 ottobre, da palazzo Comitini alla Prefettura, «per denunciare lo stato di crisi della città che fa i conti con il carovita».

Una mobilitazione civile e popolare, il cui slogan è "No al carovita, no all'ingiustizia sociale. Palermo si mobilita", aperta alla città e alle associazioni e che si collegherà alla mobilitazione nazionale lanciata dalla Cgil e al percorso de La Via Maestra, con la grande manifestazione nazionale prevista per il prossimo 17 ottobre a Roma.

Nel corso dell'assemblea la discussione e l'espressione di profonda preoccupazione, ha coinvolto le categorie, impegnate tutte quante nella mobilitazione. L’assemblea ha denunciato inoltre l’insufficienza, per non dire l’incapacità, dell’azione politica e amministrativa della Regione e della Città Metropolitana. «Il Comune di Palermo, nonostante le nostre richieste continue su Pnrr, bilancio, piano di riequilibrio ed emergenze sociali – dice il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo - nega di fatto il confronto e scarica sulla città il prezzo di scelte sbagliate. Le emergenze non possono più essere negate, come si è fatto per tanto tempo, parlando di percezione o esorcizzandole».

«Per quanto riguarda le aziende partecipate – aggiunge Ridulfo - quello che si sta consumando non è un disastro annunciato: è costruito, volto a dimostrare, come necessario e ineluttabile, il processo di privatizzazione. Meno risorse, meno dipendenti, più servizi tagliati. E mentre si smantella il servizio pubblico, si impone un taglio del 30 per cento del salario accessorio ai lavoratori. È inaccettabile». Le assemblee nei prossimi giorni partiranno in tutti luoghi di lavoro, con una giornata straordinaria di assemblee e di volantinaggio per le strade l'8 ottobre.
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

LEGGI ANCHE