CRONACA

Cliclista travolto dal tir: "A Palermo scia di tragedie sulle strade, la sicurezza è priorità"

Vittima un uomo di 36 anni a bordo di una bici elettrica. Dal presidente della commissione Urbanistica al consulente, chiesto un tavolo interistituzionale

Anna Follari
Giornalista
  • Pubblicato il
    29 settembre 2026

L'incidente in via Belgio, a Palermo

Ancora una vittima sulle strade di Palermo. Un uomo a bordo di una bicicletta elettrica è morto dopo essere finito sotto le ruote di un tir durante una manovra del mezzo pesante. L’incidente è avvenuto intorno alle 12.30 all’incrocio tra via Belgio e viale Strasburgo. Sul posto sono immediatamente intervenuti i soccorritori, ma per la vittima non c’è stato nulla da fare. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio degli agenti dell’Infortunistica, impegnati a ricostruire quanto accaduto.

La lunga scia degli incidenti mortali in città

Quella di oggi si aggiunge a una lunga scia di tragedie avvenute negli ultimi mesi sulle strade del capoluogo. Appena venerdì scorso (25 settembre), Salvatore Zora di 37 anni è morto in ospedale a seguito delle gravi ferite riportate nello scontro tra il suo scooter e una bicicletta elettrica avvenuto il giorno precedente al Foro Italico.

L’uomo, che lavorava come rider, era stato trasportato d’urgenza e ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Civico, dove si è spento nella mattinata del giorno successivo. Ha lasciato la moglie e due figli piccoli.

Poco più di due settimane prima, l’11 settembre, un’altra tragedia: Jalel Jlassi, 42 anni, ha perso la vita in un incidente avvenuto lungo viale Regione siciliana, sulla carreggiata in direzione Trapani, all’altezza di piazzale John Lennon. L’uomo era rimasto coinvolto in uno scontro tra un’auto e una moto.

A questi episodi si aggiunge un altro tragico incidente avvenuto all’inizio di agosto. A perdere la vita era stato Salvatore Firemi, 28 anni, rimasto coinvolto nello scontro tra un camion e la sua moto all’incrocio tra via dei Cantieri e via Montepellegrino.

Tiziana D'Alessandro: "Serve un Tavolo sulla sicurezza stradale"

Sulla scia di sangue, torna a chiedere l’immediata convocazione del tavolo tecnico Intersettoriale sulla sicurezza stradale,Tiziana D’Alessandro, presidente della commissione Urbanistica Mobilità e Traffico: «Un’altra vittima. Un’altra famiglia colpita. Un’altra vita spezzata. E mentre accade tutto questo, a più di un anno dalla mia proposta, il Tavolo Tecnico Intersettoriale sulla Sicurezza Stradale non è ancora operativo.

A questo punto non c’è più tempo da perdere - sottolinea D'Alessandro - e non c’è più alcun motivo per rinviare. Il nominativo indicato dalla Regione è stato sostituito proprio ieri. Non c’è quindi nulla da azzerare e nessun percorso da ricominciare. Il percorso istituzionale è già stato avviato e ora deve semplicemente diventare operativo. Il Tavolo deve riunire Comune, Regione, Città Metropolitana, Polizia municipale e tutte le competenze necessarie per analizzare gli incidenti, condividere dati e segnalazioni, individuare i punti di maggiore rischio e programmare gli interventi.

È esattamente questo - conclude - il motivo per cui l’ho proposto: perché la sicurezza stradale non può essere affrontata soltanto dopo che qualcuno perde la vita. Dobbiamo essere in grado di individuare i rischi prima e intervenire prima che diventino tragedie: il tavolo deve servire a fare ciò che una politica della prevenzione deve fare: analizzare, individuare i rischi e intervenire prima. La sicurezza si costruisce prima, non dopo».

Il consulente per la sicurezza stradale

Sulla stessa scia Giovanni Teresi, consulente per la sicurezza stradale: «Abbiamo una città che versa in uno stato di abbandono. La sicurezza stradale però, non può essere ricondotta soltanto alla responsabilità di chi viola una norma. Se un automobilista supera il limite di velocità e ha un incidente, certamente esiste una sua responsabilità. Ma se quella stessa persona va a sbattere contro una barriera non a norma, o si trova davanti a una strada dissestata, può esserci anche una corresponsabilità legata alle condizioni dell’infrastruttura. È questo il punto da cui dobbiamo partire.

La buona politica del fare deve intervenire prima, non dopo - continua Teresi -. Oggi abbiamo una città nella quale troppo spesso mancano regole e controlli. Ma la domanda è: la sicurezza stradale è soltanto un problema del sindaco o del Comune? Io credo di no. È una responsabilità che deve coinvolgere tutte le istituzioni e tutte le competenze: ritengo fondamentale istituire un Tavolo Tecnico Intersettoriale aperto a tutte le forze politiche ma soprattutto alle competenze tecniche. Non un tavolo per fare passerella o per stabilire chi arriva primo: Il tavolo deve essere un luogo nel quale arrivano le istanze del territorio e dove si stabiliscono priorità e con obiettivo preciso: individuare i rischi prima che si trasformino in tragedie e intervenire prima che sia troppo tardi. Non dobbiamo aspettare l’ennesima vittima per accorgerci che qualcosa non funziona».

La Consulta della bicicletta

Forti preoccupazioni arrivano anche dalla Consulta della bicicletta: «Il bollettino del 2025 ha consegnato a Palermo un quadro estremamente preoccupante e il 2026 purtroppo, sembra confermare la stessa scia. Ogni volta che registriamo una nuova vittima non possiamo limitarci a parlare di fatalità o di responsabilità individuali. Dobbiamo chiederci se tutto ciò che le istituzioni possono fare per prevenire questi incidenti viene realmente fatto.

Penso ai controlli necessari sul territorio, al rispetto del codice della strada, ai sequestri dei mezzi irregolari e alle verifiche sui comportamenti più pericolosi. Ma penso anche alle infrastrutture: una strada deve essere sicura, leggibile e adeguatamente manutenuta. La prevenzione passa anche da questo. Se in altre città si è riusciti a ridurre drasticamente il numero delle vittime, dobbiamo interrogarci su cosa possa essere fatto anche a Palermo per invertire questa tendenza».

Sul tema è intervenuto anche Dario Ruisi, coordinatore gruppo Monitoraggio della Consulta della bicicletta: «Le cause di un incidente possono essere tante e le responsabilità molteplici. La costante però è l’idea che nelle strade pedoni e ciclisti siano solo ospiti indesiderati. Palermo ha bisogno di una rete di piste ciclabili protette ampia e connessa, e prima ancora di un’amministrazione che abbia il coraggio di realizzarla. La mobilità sostenibile ha bisogno di infrastrutture, altrimenti prevarrà sempre la legge del più forte (e più inquinante)».
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