Da mesi nell'atrio c'è la "montagna della vergogna": la lettera di una scuola a Palermo
Gli scatti lasciano poco spazio al dubbio: è un cumulo enorme di carta e cartone e roba da smaltire non soltanto per ragioni pratiche e di pulizia. Cosa dice la lettera
Scuola Mazzini
La scuola è iniziata da poche settimane, ma già alcuni nodi vengono al pettine prima del previsto. È il caso del plesso Mazzini dell'istituto comprensivo Lombardo Radice di Palermo dove studenti e docenti si ritrovano da mesi una stanza con un'enorme montagna di carta e cartone da smaltire.
Una situazione più volte sollecitata, ma che ancora non sta trovando una risoluzione, per questo motivo la comunità scolastica del plesso Mazzini ha scritto una lettera aperta alle istituzioni per farsi sentire. La chiamano la "montagna della vergogna" e gli scatti lasciano poco spazio al dubbio: è un cumulo enorme di carta e cartone e roba ammassata che deve necessariamente essere smaltita non soltanto per ragioni pratiche e di pulizia, ma anche per una questione di coerenza e responsabilità. Sì, perché nella lettera la scuola ricorda il ruolo e l'impegno dell'istituto nel promuovere tra gli studenti il rispetto dell'ambiente e l'importanza di comportamenti sostenibili.
A nulla, finora, sono serviti i numerosi solleciti inviati dal dirigente scolastico, Francesco Paolo Camillo, e dalla segreteria. Nel frattempo, i rifiuti continuano a giacere nell'atrio sotto gli occhi stanchi di chi vorrebbe semplicemente vedere la propria scuola pulita».
Come vi abbiamo già anticipato, la scuola è riconosciuta nel territorio per il suo costante impegno nella promozione del rispetto dell'ambiente: «Vale la pena sottolineare l’impegno costante dell’istituto, da sempre in prima linea nel promuovere il rispetto dell’ambiente e nel responsabilizzare gli studenti sull'importanza della raccolta differenziata e del riciclo.
Tutti questi attestati danno la misura della dedizione dimostrata dall’istituto sul tema della sostenibilità, ma rischiano di rivelarsi vuoti a causa della lentezza e dell’immobilismo degli enti e delle istituzioni preposte. Il pericolo reale è quello di
rendere vano ogni sforzo educativo dei docenti: come si può insegnare il rispetto dell'ambiente a bambini e ragazzi se il luogo in cui vivono ogni giorno viene trasformato in una discarica a causa dell'assordante silenzio delle istituzioni?
Il nostro istituto continuerà a battersi per la difesa dell’ambiente. Proprio quest’anno, durante la settimana SERR, vorremmo proporre un’iniziativa che valorizzi il lavoro di squadra della nostra comunità scolastica e veda protagonisti gli studenti. Ci auguriamo la collaborazione delle realtà locali che ci sostengono da tempo e, soprattutto, un intervento tempestivo da parte delle istituzioni responsabili.
La scuola è una comunità educante al servizio del territorio, abituata al dialogo con le famiglie: oggi, tuttavia, questa stessa comunità si trova in forte difficoltà nel trasmettere il valore del rispetto ambientale, sentendosi con le mani legate di fronte a chi dovrebbe tutelarla.
Come possiamo chiedere alle famiglie di affiancarci in questo percorso formativo se i loro figli vengono accolti quotidianamente dalla "montagna della vergogna"? Questo accumulo staziona da mesi nello stesso atrio che in passato ha ospitato mostre di rilevanza nazionale e che a Marzo dovrebbe accogliere la mostra LAV "Io rispetto gli animali" — sempre che la montagna di carta e cartone venga finalmente rimossa».
Una situazione che, giorno dopo giorno, diventa sempre più difficile da tollerare e che adesso rischia di trasformarsi anche in un pessimo biglietto da visita per la scuola. A preoccupare è infatti l’arrivo, previsto nelle prossime settimane, di alcuni ospiti internazionali.
«A rendere la situazione ancora più imbarazzante è l'imminente arrivo a ottobre di una delegazione di docenti e dirigenti scolastici provenienti dalla Finlandia e dal Belgio, ospiti del nostro istituto nell'ambito del progetto Erasmus+. Ci chiediamo con profondo imbarazzo: cosa gli rimarrà impresso della nostra scuola e delle istituzioni, incuranti dello stato in cui versa la scuola? Quale biglietto da visita rischiamo di mostrare all’estero? Un proficuo scambio culturale o un enorme accumulo di rifiuti che si ingrandisce sempre di più?».
Una situazione più volte sollecitata, ma che ancora non sta trovando una risoluzione, per questo motivo la comunità scolastica del plesso Mazzini ha scritto una lettera aperta alle istituzioni per farsi sentire. La chiamano la "montagna della vergogna" e gli scatti lasciano poco spazio al dubbio: è un cumulo enorme di carta e cartone e roba ammassata che deve necessariamente essere smaltita non soltanto per ragioni pratiche e di pulizia, ma anche per una questione di coerenza e responsabilità. Sì, perché nella lettera la scuola ricorda il ruolo e l'impegno dell'istituto nel promuovere tra gli studenti il rispetto dell'ambiente e l'importanza di comportamenti sostenibili.
La lettera del plesso Mazzini
«In questi giorni, studenti e docenti del plesso Mazzini hanno inaugurato l’anno scolastico sotto gli occhi di un’enorme montagna di carta e cartone da smaltire - scrive la comunità scolastica del plesso Mazzini -. Si tratta di scatole, vecchie riviste, agende scolastiche e materiale vario accumulati nell’atrio interno della scuola già alla fine dello scorso anno scolastico. Da mesi, quest'ammasso attende che qualcuno lo ritiri.A nulla, finora, sono serviti i numerosi solleciti inviati dal dirigente scolastico, Francesco Paolo Camillo, e dalla segreteria. Nel frattempo, i rifiuti continuano a giacere nell'atrio sotto gli occhi stanchi di chi vorrebbe semplicemente vedere la propria scuola pulita».
Come vi abbiamo già anticipato, la scuola è riconosciuta nel territorio per il suo costante impegno nella promozione del rispetto dell'ambiente: «Vale la pena sottolineare l’impegno costante dell’istituto, da sempre in prima linea nel promuovere il rispetto dell’ambiente e nel responsabilizzare gli studenti sull'importanza della raccolta differenziata e del riciclo.
I premi della scuola
Un impegno che negli anni è stato premiato con numerosi riconoscimenti: dalla premiazione SERR (Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti) con la candidatura a livello europeo, ai premi conferiti dal Comune, dall’associazione ComPa APS, da Cobat RAEE e RIPA, fino al premio nazionale LAV del concorso "Io rispetto gli animali", al Premio Scuola Sostenibile de Il Sole 24 Ore e alle due "foglioline" di Legambiente, riconoscimento alle scuole sostenibili e responsabili.Tutti questi attestati danno la misura della dedizione dimostrata dall’istituto sul tema della sostenibilità, ma rischiano di rivelarsi vuoti a causa della lentezza e dell’immobilismo degli enti e delle istituzioni preposte. Il pericolo reale è quello di
rendere vano ogni sforzo educativo dei docenti: come si può insegnare il rispetto dell'ambiente a bambini e ragazzi se il luogo in cui vivono ogni giorno viene trasformato in una discarica a causa dell'assordante silenzio delle istituzioni?
Il nostro istituto continuerà a battersi per la difesa dell’ambiente. Proprio quest’anno, durante la settimana SERR, vorremmo proporre un’iniziativa che valorizzi il lavoro di squadra della nostra comunità scolastica e veda protagonisti gli studenti. Ci auguriamo la collaborazione delle realtà locali che ci sostengono da tempo e, soprattutto, un intervento tempestivo da parte delle istituzioni responsabili.
La scuola è una comunità educante al servizio del territorio, abituata al dialogo con le famiglie: oggi, tuttavia, questa stessa comunità si trova in forte difficoltà nel trasmettere il valore del rispetto ambientale, sentendosi con le mani legate di fronte a chi dovrebbe tutelarla.
Come possiamo chiedere alle famiglie di affiancarci in questo percorso formativo se i loro figli vengono accolti quotidianamente dalla "montagna della vergogna"? Questo accumulo staziona da mesi nello stesso atrio che in passato ha ospitato mostre di rilevanza nazionale e che a Marzo dovrebbe accogliere la mostra LAV "Io rispetto gli animali" — sempre che la montagna di carta e cartone venga finalmente rimossa».
Una situazione che, giorno dopo giorno, diventa sempre più difficile da tollerare e che adesso rischia di trasformarsi anche in un pessimo biglietto da visita per la scuola. A preoccupare è infatti l’arrivo, previsto nelle prossime settimane, di alcuni ospiti internazionali.
«A rendere la situazione ancora più imbarazzante è l'imminente arrivo a ottobre di una delegazione di docenti e dirigenti scolastici provenienti dalla Finlandia e dal Belgio, ospiti del nostro istituto nell'ambito del progetto Erasmus+. Ci chiediamo con profondo imbarazzo: cosa gli rimarrà impresso della nostra scuola e delle istituzioni, incuranti dello stato in cui versa la scuola? Quale biglietto da visita rischiamo di mostrare all’estero? Un proficuo scambio culturale o un enorme accumulo di rifiuti che si ingrandisce sempre di più?».
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