MISTERI E LEGGENDE

Dal mercato (fantasma) al tesoro sepolto: i segreti della Grotta di Nigrò in Sicilia

C'è un castello luminoso per aspetto ma dal passato funereo per l’area tombale che lo circonda. Le leggende si moltiplicano tra enigmi e frutta tramutata in oro

Francesca Garofalo
Giornalista pubblicista e copywriter
  • Pubblicato il
    28 agosto 2026

Il castello di Nicosia

Le merlature arabo normanne puntano al cielo per un tetris con le nuvole, i ponti e le scalette si affacciano all’aldilà creando un portale leggendario tra vivi e defunti. In Sicilia esiste un castello luminoso per aspetto, ma dal passato funereo per l’area tombale che lo circonda: il Castello di Nicosia. La rocca di epoca bizantina, infatti, è nota per essere acropoli di una città sicula in base ai reperti rinvenuti nel VII a. C e alle numerose grotte che la circondano, usate come sepolture.

La grotta di Nigrò

E proprio qui, si trova una fra le grotte più misteriose segnata da leggende ed enigmi, quella di Nigrò. Il nome deriva dal greco “necros-morto”, termine poi reinterpretato dai galloitalici come grotta di un personaggio diabolico e luogo dove si trova sepolto un tesoro (trovatura). Non un caso, perché secondo una leggenda, sotto i suoi cumuli massicci ci sarebbe un tesoro inespugnabile.

A ridosso di un ponte del Castello si accede a questo altrove, dove un enigma da risolvere aspetta gli avventori, pena: l’esodo forzato dal mondo. E in alcuni casi la vita stessa. La regola è che ci si avventuri in tre per superare ostacoli ed animali sanguinari. Un percorso affatto semplice, che terminerebbe con l’epitome del pericolo e della rinascita insieme: un serpente.

Tra le sue fauci un anello d’oro. Se il rettile riesce a strisciare sul corpo di uno dei tre malcapitati e con sangue freddo ci si impossessa dell’anello, l’accesso al tesoro è assicurato. A patto, però, che uno si sacrifichi e diventi guardiano al posto del serpente. Ricchi come nababbi, ma in debito di coscienza e vita. Se l’impresa non riesce, tutto svanisce e come nei peggiori sortilegi i tre si ritrovano trasportati in posti differenti e lontani anni luce da Nicosia, dal mondo e persino dalla galassia.

Il mercato fantasma

Un’altra leggenda, sempre di ricchezze parlando, ci porta alla superficie. Pare che, ogni sette anni, scoccata la mezzanotte all’ingresso della grotta del Nigrò appaia magicamente un mercato. Una fiera così grande che arriva all’ingresso del paese e, se siete abbastanza fortunati da vedere questo miraggio ortofrutticolo, acquistando frutta e prodotti di ogni genere una volta a casa magicamente si trasformeranno in oro.

Ma non finisce qui, perché la tradizione popolare oltre a promesse di ricchezza sulla grotta di Nigrò offre anche un’altra chicca misteriosa. Nelle ore notturne, si dice che rumori e voci di presenze occulte valicano le fratture della pietra e la soglia del reale.

Misteri o credenze popolari. Ma una cosa è certa: se incontrate un mercato nei pressi del Castello e Nicosia fateci un pensierino, non si sa mai cosa possono riservare una mela o un'anguria.
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