Dall'Odeon al Diana fino alle arene storiche: sulle tracce dei vecchi cinema di Catania
Un tour alla scoperta del grande schermo, ma soprattutto dei cinema della città etnea che un tempo animavano la vita culturale. Ecco che cosa sono diventati
L'ex cinema Diana di Catania
È un viaggio nella memoria, nei ricordi, nella Catania di un tempo questo percorso che proponiamo. Un itinerario alla scoperta del cinema, ma soprattutto dei grandi cinema della città etnea che un tempo animavano la vita culturale di Catania e che adesso restano lì alcuni purtroppo abbandonati, altri riconvertiti in altre attività.
Il Cine teatro “Odeon” è un gioiello “Art Déco”. Si trova in via Filippo Corridoni, ed è un’autentica testimonianza della stagione d’oro delle grandi sale catanesi. La sua storia risale all’inizio del Novecento. La costruzione dell’edificio fu commissionato da Salvatore Serrano all’architetto Carmelo Aloisi: i lavori iniziarono nel 1929 e terminarono nel 1931. È un piccolo capolavoro dell’arte e dell’architettura del tempo, per il suo stile, le decorazioni e la struttura interna. Negli anni del secondo conflitto mondiale venne usato come rifugio per le truppe dei soldati. Solo dopo la guerra tornò ad essere fruibile come cinema.
E ancora in via Umberto I, all’angolo con via Etnea si trova l’ex Cinema “Diana”, oggi non più sala cinematografica. Progettato dall’architetto Paolo Lanzerotti e stato inaugurato nel 1925. Il prospetto, caratterizzato da elementi decorativi di gusto Liberty, è oggi inserito negli itinerari dedicati all’architettura di questo stile che si possono ammirare tra le vie della città. Il Diana era inoltre un cinema particolarmente elegante e frequentato dalla borghesia cittadina.
Continua invece ad avere la sua funzione originaria il teatro “Metropolitan”, in via Sant’Euplio. La sua storia cinematografica è particolarmente significativa perché racconta meglio di altre la trasformazione avvenuta nel mondo delle sale. Nel dopoguerra aveva una sala unica con platea e due gallerie sovrapposte. Ma negli anni, nel 2000 in particolare, l'edificio venne trasformato in una multisala con quattro ambienti autonomi. Oggi ospita soprattutto importanti eventi teatrali.
Tra le arene storiche sopravvissute alla trasformazione della città c’erano l’Arena Argentina, l’Arena Corsaro e l’Arena Adua. Tra le altre sale da ricordare ci sono poi l’Olympia, il Capitol, che sono stati riconvertiti. L’Olympia, in piazza Stesicoro, ad esempio ha ospitato anche un Mc Donald’s. E poi ancora il Minerva, l’Excelsior, il Tiffany e poi quelli che ospitavano film a luci rosse.
Come non citare poi il Teatro Sangiorgi, il Lo Po’ e l’Abc, il Midulla, il cinema Alfieri, il Mirone diventato King. Dunque il legame tra Catania e il cinema è indissolubile.
Oggi insieme al percorso tra le vecchie sale, si può visitare il Museo del Cinema, che si trova all'interno del complesso delle Ciminiere, in viale Africa. Il museo non è una semplice raccolta di oggetti, ma un percorso capace di far entrare il visitatore dentro la storia della settima arte. In esposizione proiettori e lampade, realizzati tra il 1915 e il 1964 e altre antiche attrezzature.
E ancora fotografie e materiali che documentano film e registi che hanno avuto un rapporto significativo con la Sicilia, come Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Pietro Germi, Francesco Rosi, Pier Paolo Pasolini. Seguire le tracce dei vecchi cinema di Catania significa quindi compiere un itinerario particolare. Perché il vero fascino di questo percorso sta nel provare a immaginare la Catania di quando, la sera, le insegne dei cinematografi illuminavano le strade e andare al cinema era uno dei modi più semplici e intensi per stare insieme.
E forse basta fermarsi davanti ad una vecchia facciata, guardare un’insegna rimasta quasi nascosta o entrare in una sala storica per capire che, nella città, questi luoghi ancora vivono nella memoria di chi resta.
Catania terra di cinema
Infatti c’è una Catania che si può attraversare seguendo non soltanto le tracce del Barocco, dei palazzi Liberty o delle antiche botteghe, ma anche quelle lasciate dal cinema. Sono tanti i registi che l’hanno scelta per i loro film, proprio per le caratteristiche di questa città, per le sue bellezze. C’era un tempo in cui Catania era fatta di grandi sale cinematografiche, con le insegne luminose, poltrone di velluto. Luoghi dove si radunavano i catanesi, ma anche gli abitanti di altre città della provincia, per vivere quello che possiamo considerare un “rito collettivo”, un momento di grande socialità e di incontro.I cinema nei ricordi dei catanesi
E Catania per anni, dopo il secondo dopoguerra è stata anche sede di importanti case di produzione cinematografica. Ecco allora un racconto di alcune di queste sale, di come erano un tempo, di ciò che sono adesso. Luoghi della memoria, di un tempo passato, che restano nei ricordi di chi vive e abita la città.Il Cine teatro “Odeon” è un gioiello “Art Déco”. Si trova in via Filippo Corridoni, ed è un’autentica testimonianza della stagione d’oro delle grandi sale catanesi. La sua storia risale all’inizio del Novecento. La costruzione dell’edificio fu commissionato da Salvatore Serrano all’architetto Carmelo Aloisi: i lavori iniziarono nel 1929 e terminarono nel 1931. È un piccolo capolavoro dell’arte e dell’architettura del tempo, per il suo stile, le decorazioni e la struttura interna. Negli anni del secondo conflitto mondiale venne usato come rifugio per le truppe dei soldati. Solo dopo la guerra tornò ad essere fruibile come cinema.
E ancora in via Umberto I, all’angolo con via Etnea si trova l’ex Cinema “Diana”, oggi non più sala cinematografica. Progettato dall’architetto Paolo Lanzerotti e stato inaugurato nel 1925. Il prospetto, caratterizzato da elementi decorativi di gusto Liberty, è oggi inserito negli itinerari dedicati all’architettura di questo stile che si possono ammirare tra le vie della città. Il Diana era inoltre un cinema particolarmente elegante e frequentato dalla borghesia cittadina.
Continua invece ad avere la sua funzione originaria il teatro “Metropolitan”, in via Sant’Euplio. La sua storia cinematografica è particolarmente significativa perché racconta meglio di altre la trasformazione avvenuta nel mondo delle sale. Nel dopoguerra aveva una sala unica con platea e due gallerie sovrapposte. Ma negli anni, nel 2000 in particolare, l'edificio venne trasformato in una multisala con quattro ambienti autonomi. Oggi ospita soprattutto importanti eventi teatrali.
Le arene storiche
Ma a Catania non c’erano solo i grandi cinema. Un luogo a cui i catanesi erano molto legati è l’arena. Quelle strutture che durante il periodo estivo venivano allestite per permettere a chiunque di ammirare le pellicole nonostante la calura. Pare che negli anni Cinquanta ce ne fossero una sessantina, luoghi dove trascorrere le serate all’aperto e ammirare un grande film.Tra le arene storiche sopravvissute alla trasformazione della città c’erano l’Arena Argentina, l’Arena Corsaro e l’Arena Adua. Tra le altre sale da ricordare ci sono poi l’Olympia, il Capitol, che sono stati riconvertiti. L’Olympia, in piazza Stesicoro, ad esempio ha ospitato anche un Mc Donald’s. E poi ancora il Minerva, l’Excelsior, il Tiffany e poi quelli che ospitavano film a luci rosse.
Come non citare poi il Teatro Sangiorgi, il Lo Po’ e l’Abc, il Midulla, il cinema Alfieri, il Mirone diventato King. Dunque il legame tra Catania e il cinema è indissolubile.
Oggi insieme al percorso tra le vecchie sale, si può visitare il Museo del Cinema, che si trova all'interno del complesso delle Ciminiere, in viale Africa. Il museo non è una semplice raccolta di oggetti, ma un percorso capace di far entrare il visitatore dentro la storia della settima arte. In esposizione proiettori e lampade, realizzati tra il 1915 e il 1964 e altre antiche attrezzature.
E ancora fotografie e materiali che documentano film e registi che hanno avuto un rapporto significativo con la Sicilia, come Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Pietro Germi, Francesco Rosi, Pier Paolo Pasolini. Seguire le tracce dei vecchi cinema di Catania significa quindi compiere un itinerario particolare. Perché il vero fascino di questo percorso sta nel provare a immaginare la Catania di quando, la sera, le insegne dei cinematografi illuminavano le strade e andare al cinema era uno dei modi più semplici e intensi per stare insieme.
E forse basta fermarsi davanti ad una vecchia facciata, guardare un’insegna rimasta quasi nascosta o entrare in una sala storica per capire che, nella città, questi luoghi ancora vivono nella memoria di chi resta.
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