ANIMALI

Lo chiamano "mostro" ma non lo è: cosa si sa dello squalo volpe catturato in Sicilia

Un grande esemplare di questa specie è stato catturato nelle acque di Ognina. Le sue immagini hanno fatto il giro dei social, ma non è come sembra

Aurelio Sanguinetti
Esperto di scienze naturali
  • Pubblicato il
    3 settembre 2026

Un esemplare di squalo volpe occhiogrosso (foto da Wikipedia)

Di recente un grande esemplare di squalo volpe occhiogrosso è stato catturato accidentalmente nelle acque di Ognina. Sfortunatamente era già morto quando è stato recuperato durante il lavoro dei pescatori con le reti.

Per quanto la sua specie fosse del tutto innocua per l’uomo, le sue immagini hanno velocemente fatto il giro dei social, accompagnate da commenti allarmistici. «Che mostro! Fatevi il bagno, eh» è infatti una delle frasi pronunciate più volte quando questi animali raggiungono le spiagge e anche in questa occasione fra i commenti sotto ai video dell’esemplare ci sono stati diversi utenti preoccupati per il ritrovamento dell’animale vicino la costa ionica.

A colpire, naturalmente, sono le dimensioni dell’esemplare e soprattutto la coda sproporzionata tipica delle specie che sembra quasi appartenere a un animale fantastico. Peccato che come molte altre specie presenti nel Mediterraneo, questo squalo è innocuo e ha un alto valore per la biodiversità del Mediterraneo.

Lo squalo volpe occhiogrosso, il cui nome scientifico è Alopias superciliosus, è una specie pelagica appartenente alla famiglia degli Alopiidae. Vive prevalentemente in mare aperto e frequenta acque tropicali e temperate in diverse parti del mondo.

In Italia sono state raccolte segnalazioni nel Tirreno, nello Ionio, nel basso Tirreno e nel Canale di Sicilia. La stessa Lista Rossa italiana sottolinea però come i dati disponibili non siano sufficienti per definire con certezza l'andamento della popolazione.

Il suo corpo racconta una storia evolutiva particolare. La pinna caudale, con il lobo superiore che può raggiungere dimensioni notevoli rispetto al resto dell'animale, è ciò che ha dato origine al nome comune di squalo volpe. Nel caso dello squalo volpe occhiogrosso, un'altra caratteristica distintiva sono gli occhi molto grandi, adattamento legato alla vita nei fondali bui.

La coda in questo animale ha notevoli dimensioni anche perché è uno strumento fondamentale per la caccia. Lo squalo volpe può utilizzarla come una frusta per colpire e stordire i pesci di cui si alimenta.

«Nonostante l’aspetto imponente, non è corretto descriverlo come un mostro - spiega Andrea Spinelli, biologo marino e divulgatore scientifico, in un suo video - Si tratta di un predatore marino che svolge un ruolo nell’ecosistema e che, come tutte le specie di squalo, dovrebbe essere conosciuto e raccontato attraverso informazioni scientificamente corrette».

C'è poi un dato fondamentale, spesso assente nelle reazioni suscitate dalle immagini di grandi squali. Il suo ambiente, il suo comportamento e la sua biologia raccontano un animale che vive per cacciare piccole prede, non per attaccare i bagnanti. Dunque se avete avuto paura nel vedere le sue immagini, ricordate che non sarà di certo lui a rovinare il vostro prossimo bagno a mare.

Sfortunatamente, lo squalo volpe occhiogrosso è classificato globalmente come specie vulnerabile dalla IUCN. La pesca, comprese le catture accidentali, rappresenta una delle principali minacce per questa specie e la cattura ad Ognina non fa che confermare questo trend.

Essa dovrebbe spingere innanzitutto a chiedersi quanto poco conosciamo ancora della vita che si svolge sotto la superficie del Mediterraneo e quanto sia importante proteggere ciò che ne rimane. «Quando dal mare scompare un grande predatore - conclude Andrea Spinelli - non abbiamo sconfitto un mostro: abbiamo reso l’Oceano un po’ più povero».

Ed è forse questa la lezione più importante che arriva dalla Sicilia: prima di avere paura di uno squalo, dovremmo imparare a conoscerlo.
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