TRADIZIONI

Salutisti vs devoti al fritto (e alla pasta al forno): pranzi in Sicilia sotto l'ombrellone

C’è chi sceglie la tradizione, chi cerca l’equilibrio, chi preferisce la comodità e chi invece si concede senza sensi di colpa tutto ciò che rende felici

Federica Dolce
Giornalista, avvocato e scrittrice
  • Pubblicato il
    14 agosto 2026

Pranzi in spiaggia

Durante l’estate siciliana il mare si trasforma in un grande palcoscenico e ogni famiglia mette in scena il proprio modo di vivere la giornata in spiaggia. Basta guardarsi intorno in spiaggia per capire che il pranzo lì non è mai soltanto un momento per mangiare: è un’abitudine tramandata, un piccolo racconto familiare.

Perché in Sicilia al mare non si va semplicemente con un costume e un asciugamano. Si parte organizzati. A volte fin troppo. C’è chi arriva sulla spiaggia con una quantità di borse che farebbe pensare a una settimana di vacanza e non a una giornata: ombrellone, sedie pieghevoli, giochi per bambini, crema solare, asciugamani grandi come lenzuola e, soprattutto, il prezioso contenitore del pranzo.

Quello che viene sistemato all’ombra con la stessa attenzione riservata a un oggetto importante. Dentro potrebbe esserci un vero patrimonio della cucina siciliana. La famiglia della pasta al forno: «Abbiamo portato solo qualcosa di leggero», sono quelli che dicono sempre: «Abbiamo portato poco, giusto qualcosa per pranzo».

Poi aprono il contenitore e compare la pasta al forno, la parmigiana, le polpette, le verdure grigliate, la frutta già tagliata e magari anche il dolce. Il concetto di “spuntino veloce” in alcune famiglie siciliane ha confini molto elastici. Il pranzo sotto l’ombrellone diventa quasi un appuntamento conviviale: si mangia insieme, si offre al vicino di ombrellone, si scambia una fetta di anguria, si chiede «Ne vuoi assaggiare un pezzo?» sapendo già che la risposta sarà sì.

Perché il cibo, soprattutto in Sicilia, è sempre un modo per creare relazioni. La nuova generazione della schiscetta: insalata, equilibrio e organizzazione Accanto alla tradizione arrivano anche le nuove abitudini. Quello di chi prepara tutto la sera prima e porta con sé una schiscetta ordinata e colorata. Insalata di riso, cous cous, verdure, legumi, frutta fresca, magari qualche mandorla o frutta secca, tutto studiato e bilanciato.

Sono quelli che arrivano in spiaggia con il motto: «Anche in vacanza bisogna prendersi cura di sé». Ma basta passare davanti all’ombrellone vicino, dove qualcuno sta aprendo una croccante arancina appena comprata, per vederli tentennare. Perché l’estate mette alla prova anche le migliori intenzioni.

Poi ci sono loro: i minimalisti del mare. Niente borse frigo, niente contenitori, niente preparativi all’alba. Solo costume, telo mare e qualche moneta in tasca. Il loro pranzo è il classico panino preso al chiosco sulla spiaggia, magari con una bibita fresca e una vista spettacolare sul mare. Per loro la vacanza significa leggerezza: meno cose da portare, meno pensieri e più tempo per stare in acqua o godersi il sole.

E poi arrivano loro, gli irriducibili del fritto, quelli che hanno deciso che la prova costume è un problema rimandabile. Sono quelli che davanti al mare scelgono senza esitazione tutto ciò che profuma di Sicilia e di felicità: arancine, panelle, crocchè, melanzane fritte, patatine e panini farciti.

La loro filosofia è semplice: “Dopo il bagno si smaltisce”. E in fondo c’è qualcosa di profondamente estivo nel mangiare un fritto davanti al mare, con le mani un po’ unte e il rumore delle onde in sottofondo. Perché ci sono momenti in cui il piacere vale più di qualsiasi calcolo.

Infine c’è lei, la regina indiscussa delle giornate più calde: la brioche con il gelato. Colazione, pranzo, merenda o semplicemente una pausa golosa: in estate in Sicilia tutto è possibile. La brioche soffice con il gelato che lentamente si scioglie al sole rappresenta una delle immagini più belle della stagione. Un rito semplice, capace di mettere d’accordo grandi e piccoli.

Alla fine, forse, il bello del mare siciliano è proprio questo: ogni persona porta sulla spiaggia il proprio modo di essere. C’è chi sceglie la tradizione, chi cerca l’equilibrio, chi preferisce la comodità e chi invece si concede senza sensi di colpa tutto ciò che rende felici. Perché il mare rende tutti uguali, con i piedi nella sabbia e lo sguardo verso l’orizzonte, ma il pranzo sotto l’ombrellone racconta perfettamente il carattere di ognuno di noi siciliani.
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