POLITICA

Tajani conferma Schifani ma niente bis: c'è chi invoca De Luca e Forza Italia non ci sta

Il segretario di Fi incontra il presidente della Regione. Torna il sereno fra i due ma non si è parlato di una possibile ricandidatura alle prossime regionali

Annalisa Ciprì
Giornalista
  • Pubblicato il
    13 ottobre 2026

Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani

L’intesa tra Sud chiama Nord e Fratelli d’Italia ridisegna gli equilibri in vista delle Regionali del 2027. Ma Forza Italia non vuole cedere la presidenza e il vertice tra Schifani e Tajani resta al centro della partita politica.

La politica siciliana entra in questo momento in una nuova fase di tensione. Da una parte Renato Schifani, alle prese con le fibrillazioni interne a Forza Italia e con il nodo della ricandidatura. Dall’altra Cateno De Luca, che dopo l’intesa con Fratelli d’Italia rilancia le proprie ambizioni per Palazzo d’Orléans. Due vicende che sembrano destinate a intrecciarsi, mentre il centrodestra cerca di capire quale strada imboccare in vista delle elezioni regionali del 2027.

Schifani-Tajani, fiducia confermata ma incerta la ricandidatura

Il futuro del governatore è legato soprattutto ai rapporti con il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. Al centro del confronto c’è la possibilità di un secondo mandato, diventata meno scontata dopo le dichiarazioni del commissario regionale azzurro Nino Minardo, che ha invocato un rinnovamento politico per la Sicilia.

Le tensioni si sono accentuate anche dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto Gaetano Armao, ex consulente giuridico del presidente della Regione. Schifani ha fatto sapere di stare valutando le decisioni da assumere, alimentando le indiscrezioni sul futuro del suo governo.

Il faccia a faccia romano tra Schifani e Tajani si è svolto il 13 ottobre e si è concluso con un segnale di fiducia da parte del segretario nazionale di Forza Italia. Tajani ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal governatore, con particolare riferimento al risanamento dei conti pubblici siciliani, invitandolo ad andare avanti con il programma e l’attività di governo.

Un messaggio che conferma il sostegno di Forza Italia all’operato di Schifani e allontana, almeno sul piano politico, le ipotesi di una rottura imminente tra i due. Nel corso della giornata romana, Tajani ha incontrato anche Nino Minardo, chiedendogli di proseguire il percorso di rinnovamento del partito in Sicilia, con l’obiettivo di rafforzarlo in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

Resta tuttavia aperta la questione della ricandidatura del governatore alle Regionali del 2027. La fiducia espressa da Tajani non equivale infatti a un’investitura ufficiale per un secondo mandato, mentre il confronto sugli equilibri interni al partito e sul futuro della guida della Regione è destinato a proseguire.

De Luca guarda al centrodestra, ma la candidatura divide

Nel frattempo, Cateno De Luca prova a trasformare l’intesa nazionale con Fratelli d’Italia in una nuova leva politica. L’accordo, ufficializzato il 13 ottobre, permetterà a Sud chiama Nord di partecipare alle prossime Politiche con una propria lista, il proprio simbolo e la propria identità. L’operazione passa anche dalla costituzione di una componente parlamentare alla Camera.

Il passaggio, però, apre interrogativi soprattutto in Sicilia. Il leader del movimento continua a rivendicare la propria autonomia nelle scelte regionali e non nasconde l’obiettivo di diventare presidente della Regione. L’apertura di Fratelli d’Italia alla sua possibile candidatura ha però provocato reazioni immediate tra gli alleati.

Forza Italia difende il proprio diritto a esprimere il candidato alla presidenza, mentre dalla Lega è arrivata una bocciatura netta dell’ipotesi De Luca. Luca Sammartino ha definito una «barzelletta» la possibilità di vedere il sindaco di Taormina alla guida della Regione, pur dichiarandosi favorevole all’allargamento della coalizione.

Una coalizione, troppi pretendenti

Il risultato è un centrodestra attraversato da due questioni decisive: il destino politico di Schifani e la collocazione di De Luca nel progetto della coalizione. L’intesa nazionale con Giorgia Meloni non equivale automaticamente a un accordo per le Regionali, ma rende più difficile ignorare il peso del leader di Sud chiama Nord.

Anche il fronte progressista osserva gli sviluppi e prende le distanze da De Luca dopo la sua scelta di avvicinarsi a Fratelli d’Italia, restringendo ulteriormente gli spazi per eventuali alleanze alternative.

Per ora, nessuna decisione definitiva ha sciolto il nodo della candidatura alla presidenza. Schifani può contare sulla fiducia confermata da Tajani, ma la sua ricandidatura resta da definire. De Luca rivendica libertà di movimento e gli alleati alzano la posta.

La corsa per Palazzo d’Orléans è già cominciata, almeno sul piano politico. E la vera domanda non è soltanto chi guiderà il centrodestra alle prossime elezioni, ma se la coalizione riuscirà ad arrivarci senza trasformare le proprie ambizioni in una resa dei conti.
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