CRONACA

Terremoto a Palermo, sciame sismico nel Tirreno: i motivi per il sismologo di Unipa

La terra trema nel capoluogo siciliano. La scossa più forte alle 12.19. L'esperto dell'Università di Palermo spiega cosa sta accadendo a nord-ovest di Alicudi

  • Pubblicato il
    23 ottobre 2026

Un sismografo

Uno sciame sismico in pieno svolgimento nel Tirreno meridionale ha fatto tremare la terra a Palermo e in gran parte della provincia, provocando l'evacuazione di diversi edifici scolastici e spingendo centinaia di cittadini a riversarsi in strada. La scossa più intensa, registrata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) alle 12.19 di oggi, venerdì 23 ottobre, ha raggiunto una magnitudo di 5.5, secondo il dato aggiornato indicato nelle prime informazioni, con un ipocentro localizzato a circa 8,8 chilometri di profondità.

Una sequenza sismica iniziata nei giorni scorsi

Il terremoto si inserisce in una sequenza sismica iniziata nei giorni scorsi nel tratto di mare a nord-ovest dell'isola di Alicudi, nell'arcipelago delle Eolie. Già a partire dal 20 ottobre, infatti, gli strumenti dell'INGV avevano rilevato diverse scosse, alcune delle quali con magnitudo superiore a 3. Nella mattinata di oggi l'attività si è intensificata, con una serie di eventi ravvicinati avvertiti anche nel capoluogo siciliano. Ma cosa sta accadendo nel sottosuolo del Tirreno meridionale?

A spiegare le caratteristiche del fenomeno è Mimmo Palano, professore di Sismologia dell'Università di Palermo, che inquadra la sequenza sismica nel complesso sistema di faglie che attraversa questo settore del Mediterraneo. «Da un paio di giorni è in corso uno sciame sismico a circa 25 km a nord-ovest dell’isola di Alicudi. Inizialmente, le scosse si sono concentrate a una profondità compresa tra i 20 e i 30 km, mentre nelle ultime ore l’attività sismica si è estesa a una fascia più ampia, tra gli 8 e i 30 km di profondità. L'attività sismica si concentra lungo una faglia tettonica trascorrente, che da Alicudi si estende verso NW per circa 30 km. Fa parte della fascia tettonica che si estende tra Ustica e le isole Eolie che attualmente sta accomodando la convergenza tra le placca Euroasiatica (a nord) e quella Africana a (sud)».

Cosa c'è alla base dei terremoti

Alla base dei terremoti c'è dunque il movimento delle placche tettoniche che interessano il Mediterraneo centrale. In particolare, una faglia trascorrente è una frattura della crosta terrestre lungo la quale due blocchi rocciosi scorrono prevalentemente in senso orizzontale l'uno rispetto all'altro. Il movimento può determinare l'accumulo e il successivo rilascio di energia, dando origine alle scosse sismiche.

Si tratta di un'area di particolare interesse scientifico, attualmente al centro di specifiche attività di ricerca che coinvolgono l'Università di Palermo e l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. «L’area è attualmente oggetto di studio nell’ambito di una collaborazione tra il DiSTeM e l’INGV, attraverso i progetti di ricerca CAVEAT, coordinato dal Prof. Mimmo Palano, e NEPTUN, coordinato dalla Dott.ssa Francesca Di Luccio, finanziati dal Ministero dell'Università e Ricerca».

Lo sciame sismico continua dunque a richiamare l'attenzione degli studiosi, impegnati nell'analisi dei dati raccolti dalle reti di monitoraggio. Resta impossibile prevedere con precisione l'evoluzione della sequenza o stabilire se e quando potranno verificarsi ulteriori scosse di maggiore intensità.
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