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Boom di turismo in Sicilia: ecco il vademecum per gestire b&b e case vacanze

Ecco un vademecum, frutto di un laboratorio che sta avendo luogo a Scicli, che aiuta i novelli operatori turistici a farsi largo tra leggi, contratti, scadenze e regole

Balarm
La redazione
  • 12 giugno 2017

Sempre più siciliani, da ogni parte dell'Isola e delle isole, decidono di avviare un'attività dedicata all'accoglienza turistica. Case vacanze, bed and breakfast, ostelli e via dicendo.

Sono molte però le persone che non hanno chiarissima la via da seguire nel labirinto della burocrazia dedicata, affidandosi a siti internet e amici per trovare soluzioni e risposte per lavorare nella legalità.

La verità è che gli operatori dovrebbero essere iper-preparati alle nuove frontiere del settore turistico, anche per non incorrere in multe e sanzioni. Ecco allora un vademecum, frutto di un laboratorio che sta avendo luogo a Scicli, meta vacanziera siciliana per eccellenza, promosso proprio dall'assessorato comunale al Turismo.

Si definiscono "locazioni turistiche" i contratti di affitto di immobili che non superano i trenta giorni e che siano stati stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa. Rispettando il limite dei trenta giorni, il contratto non è soggetto né a imposta di registro, né all’imposta di bollo.

Per le locazioni turistiche non esiste un modello standard di contratto: si tratta quindi di un contratto espressamente libero in quanto non vengono imposte regole per il calcolo del canone stabilito. L’unico vincolo è che per importi superiori ai 2.999 euro il pagamento deve avvenire obbligatoriamente con mezzi di pagamento tracciabili (bonifico, assegno, carta di credito, ecc).

La locazione turistica si differenzia da altre attività, come ad esempio case vacanza o bed and breakfast in quanto in questo caso vi è soltanto l'affitto di una stanza o di un appartamento senza servizi aggiuntivi come per esempio la pulizia giornaliera, il cambio di biancheria o servizi di ristorazione.<

Le locazioni turistiche presentano l’indubbio vantaggio di poter essere utilizzate anche in forma non imprenditoriale: se l’attività non è abituale, effettuata cioè saltuariamente e per brevi periodi (si pensi a un appartamento al mare affittato solo per un mese l’anno). In caso contrario è necessario avviare un’attività imprenditoriale, che richiede l’apertura di una partita Iva, l’iscrizione in Camera di Commercio, e la presentazione di una SCIA in Comune per comunicare l’inizio dell’attività.

Ogni Comune ha adottato un proprio regolamento volto a disciplinare la locazione turistica, per esempio molti Comuni hanno adottato una tassa di soggiorno o richiedono l’iscrizione in un apposito registro di tutti soggetti che effettuano locazioni turistiche anche in forma non imprenditoriale.

Per questo motivo, la prima cosa da fare è dare una lettura al regolamento adottato dal proprio Comune per evitare possibili contestazioni future.

In ogni caso, per non beccare multe e sanzioni, anche le locazioni turistiche in forma privata (non imprenditoriale), devono certificare il reddito ricevuto dalla locazione, che dovrà essere riportato in dichiarazione dei redditi, sarà sufficiente predisporre e conservare il contratto di locazione, una copia dei documenti di identità degli occupanti, per effettuare la comunicazione in Questura, e la ricevuta.

Il canone di locazione, una volta percepito da parte del locatore, dovrà essere soggetto a tassazione Irpef, con la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Alternativamente al posto della tassazione Irpef, il locatore potrà optare per la tassazione con cedolare secca, che può essere applicata anche alle locazioni turistiche.

Inoltre, anche in caso di locazioni turistiche, è necessaria l’iscrizione al portale della Polizia di Stato "AlloggiatiWeb" per comunicare i nominativi degli ospiti, sia quelli dei residenti in Paesi europei che Extra-europei, così come previsto dalla Legge.

Per iscriversi al portale è necessario andare alla Questura competente e prendere i moduli per chiedere l'abilitazione al servizio di comunicazione delle presenze.

Gli appartamenti ammobiliati a uso turistico non hanno bisogno di alcuna Scia se sono fino a tre unità abitative, infatti si presenta al Comune soltanto una comunicazione senza alcuna SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

Gli appartamenti ammobiliati a uso turistico non rientrano tra le categorie delle strutture ricettive ma in altre tipologie di alloggio turistico separandole e differenziandole dalle altre strutture ricettive dove invece rientrano le case e appartamenti per vacanze che sono quelle condotte imprenditorialmente.

Infine, circa le Locazioni Pure, non è necessario pagare la Siae, poiché si tratta di un appartamento privato. Circa il canone Rai, in caso di locazione immobiliare il versamento dell’imposta deve essere effettuato da parte dell’affittuario, in quanto detentore dell’apparecchio anche nel caso in cui il televisore non sia di sua proprietà.

Queste sono le linee guida fondamentali emerse dal convegno di Scicli, a cui sono accorsi gestori e operatori turistici da tutta la Sicilia orientale.

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