POLITICA

A Palermo il centrosinistra senza candidato: "Basta agnelli sacrificali, nome condiviso"

Se il centrodestra ha già un candidato certo, dall'altro lato, il campo progressista deve trovare la quadra. Circola un nome, ma il dibattito è ancora aperto

  • Pubblicato il
    14 ottobre 2026

Da sinistra: Teresa Piccione, Valentina Chinnici e Fabio Teresi

La primavera 2027 sembra lontana ma a Palermo la si aspetta non soltanto per le temperature più miti, ma anche per le amministrative del nuovo sindaco. E, in questo caso, il clima è rovente.

Una poltrona per due nel centrodestra

Da una parte, abbiamo un centrodestra con le idee abbastanza chiare: l’attuale primo cittadino del capoluogo siciliano, Roberto Lagalla, si è detto pronto al “bis” e di voler giustificato un eventuale “no”. È quanto è emerso nel corso della kermesse "Palermo Capitale", organizzata, a Villa Filippina domenica scorsa, dalla deputata di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi.

L'evento ha riacceso i riflettori sulla possibile candidatura alla poltrona di primo cittadino della deputata di Fratelli d'Italia, sulla quale non è arrivata né una smentita né una certezza: «Il mio impegno nelle istituzioni è nella disponibilità del mio partito – ha dichiarato la parlamentare -. Quindi, quello che deciderà, farò».

Quindi, l’obiettivo del centrodestra è palese: continuare a sedere sugli scranni di Palazzo delle Aquile. Quello che molti si domandano è: «Qual è la proiezione (e il nome) del centrosinistra?».

La situazione nel centrosinistra

Balarm ha cercato di fare il punto sulla situazione. «Non abbiamo mai fatto nomi di candidati – fa sapere la segretaria provinciale del PD, Teresa Piccione -. Ci siamo riuniti come coalizione, abbiamo fatto la battaglia referendaria e, alla festa dell’Unità, abbiamo concluso con tutti i segretari che avremo seguito lo stesso percorso intrapreso da Elly Schlein. Verranno ascoltati sindacati, imprenditori, il mondo della scuola, della sanità, della cooperazione e la cittadinanza attiva. Sulla base di questi input e sulle riunioni interne, si stilerà il programma e, poi, faremo il punto sui candidati ma, al momento, non ci sono nomi per la città di Palermo. Sabato prossimo, intanto, abbiamo l’assemblea nazionale. Penso che tireremo fuori una proposta alternativa. È molto delicato parlare, adesso, di nomi».

Nei mesi scorsi c’era il rumor di un possibile candidata a sindaca: Valentina Chinnici, deputata regionale ARS, attiva nel settore della scuola e del sociale. Come detto, però, da Teresa Piccione, al momento non ci sono nomi ufficiali.

«La candidatura per la città di Palermo è molto delicata e ci vuole un forte sostegno da parte di una coalizione unita – dichiara la deputata Valentina Chinnici -. La scelta deve essere ponderata per non immolare un agnello sacrificale all’ultimo minuto. Il candidato sindaco non può prescindere da una concertazione approfondita con le parti sociali e produttive della città, insieme a confronti con i vertici nazionali. Ricordiamoci che Palermo andrà al voto a maggio, insieme ad altre città dove il centrosinistra ha sempre vinto, come Roma, Napoli, Bologna e Milano. È chiaro che bisognerà confermare la coalizione di centrosinistra ovunque ed è certo che Palermo rientrerà in un ragionamento nazionale. Occorre pensarci per tempo per il nome del candidato e per la costruzione di una solida squadra».

Intanto, se guardiamo ai possibili scenari c’è anche un altro rumor, secondo il quale, come detto da Cateno De Luca, le politiche potrebbero svolgersi in Sicilia nella primavera 2027, data dove, invece, è certo che svolgeranno le amministrative.
«Al di là del nome – prosegue Valentina Chinnici - l’importante è liberare l’Isola da una classe dirigente che ci appare avida e parassitaria. La Sicilia merita qualcuno degno della sua storia migliore».

Tornando al candidato sindaco, quindi, (almeno per il centrosinistra) i giochi non sono stati ancora fatti.
«Le dinamiche nazionali stanno influenzando ciò che accade anche a Palermo – spiega la consigliera comunale, Mariangela Di Gangi -. C’è, inoltre, il nodo intanto delle primarie: si faranno o no? La città potremmo riprendercela con un’idea e squadra che spicca».

«È un dato oggettivo che siamo in ritardo - fa sapere il consigliere comunale, Fabio Teresi -. La fase nazionale sta contribuendo a ciò. Dobbiamo partire dal programma e dal nome che lo accompagnerà. Non è difficile fare un programma in una città come Palermo dove manca tutto: dalla pulizia alle infrastrutture. Dobbiamo avere il coraggio di sederci ad un tavolo e avere una persona che, come la penso io, “indossi le scarpe da tennis”, poiché c’è tanto da camminare. Abbiamo avuto sindaci che non sapevano dove fossero i quartieri e i loro problemi. Vorrei qualcuno che parlasse ai cittadini, che stesse su strada a controllare i lavori. Abbiamo avuto professori come primi cittadini. Adesso vorrei un alunno che imparasse ad essere un professore sul campo”.
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