Al Conca d’Oro di Palermo si riparte: riaprono i primi negozi, ma resta il problema sicurezza
Ad alzare le saracinesche saranno circa 60 attività commerciali inserite nella cosiddetta “zona bianca”, la parte non direttamente interessata dall’incendio
Centro commerciale Conca d'Oro (screenshot preso da TeleOne)
Parte del centro commerciale Conca d’Oro riaprirà al pubblico entro la fine di ottobre. È quanto comunicato dalla Compal S.r.l., società proprietaria e di gestione immobiliare del centro di via Lanza di Scalea, attraverso una nota indirizzata agli operatori della galleria commerciale. Ad alzare nuovamente le saracinesche saranno circa 60 attività commerciali inserite nella cosiddetta “zona bianca”, ovvero la parte del centro che non è stata direttamente interessata dall’incendio divampato il 1° settembre, partito dalla copertura dell’immobile.
Dopo l’incendio la struttura è stata suddivisa in zona bianca, gialla e rossa, sulla base del livello di coinvolgimento delle diverse parti del centro. Per la zona bianca, la comunicazione della curatela indica nel 31 ottobre il termine entro il quale è prevista la riapertura al pubblico, mentre le attività potranno accedere ai propri locali dal 28 settembre, per effettuare gli interventi necessari alla successiva riapertura.
Tempi più lunghi sono previsti per le altre due aree del centro. La zona gialla, parzialmente interessata dall’incendio, potrà essere accessibile soltanto dopo il completamento degli interventi di messa in sicurezza delle parti comuni. Più complessa la situazione della zona rossa, che comprende le parti del centro direttamente interessate dall’incendio: per queste aree saranno necessari ulteriori interventi prima di poter definire i tempi del rientro delle attività.
«Siamo preoccupati, soprattutto per le conseguenze che il protrarsi della chiusura potrà avere sull’occupazione – dichiara Giuseppe Aiello, segretario generale Filcams Cgil Palermo – chiediamo alla Regione e alle istituzioni competenti di dirci concretamente cosa stanno facendo e quali strumenti intendono mettere in campo per evitare che questa situazione sia trasformi in una crisi occupazionale».
A preoccupare sono soprattutto le tempistiche, che potrebbero scoraggiare alcune attività commerciali dal riaprire: «Abbiamo già avuto il caso di Risparmio Casa e temiamo che altri negozi, soprattutto quelli che dovranno affrontare interventi più complessi, possano prendere decisioni analoghe. La chiusura delle attività significherebbe la perdita di posti di lavoro e un ulteriore impoverimento del tessuto economico di Palermo», sottolinea Aiello.
C’è poi il nodo degli ammortizzatori sociali: «Alcune aziende stanno presentando le richieste senza prevedere l’anticipazione delle somme ai lavoratori. Si tratta evidentemente di realtà che non si trovano nelle condizioni economiche di anticipare gli importi e questo significa che i dipendenti rischiano di dover attendere i tempi dell’Inps, che possono arrivare anche a due o tre mesi», dichiara il sindacalista.
L’attenzione sul futuro dei lavoratori resta alta: «Il 28 settembre, alle 10.00, saremo all’interno del centro commerciale per un sit-in dei dipendenti, in concomitanza con il tavolo tecnico istituzionale convocato nella struttura. Vogliamo portare la voce dei lavoratori. Chiediamo che le attività possano riaprire nel più breve tempo possibile, ma solo in condizioni di piena sicurezza e salubrità», sottolinea Aiello.
Anche per il Comune la priorità è accelerare la riapertura completa: l’assessore alle Attività produttive Giuliano Forzinetti ha assicurato il mantenimento di un confronto costante con l’Inps, le organizzazioni sindacali, le imprese e tutti gli enti coinvolti, «affinché le criticità procedurali possano essere superate nel più breve tempo possibile e sia garantita la tutela dei lavoratori».
Dopo l’incendio la struttura è stata suddivisa in zona bianca, gialla e rossa, sulla base del livello di coinvolgimento delle diverse parti del centro. Per la zona bianca, la comunicazione della curatela indica nel 31 ottobre il termine entro il quale è prevista la riapertura al pubblico, mentre le attività potranno accedere ai propri locali dal 28 settembre, per effettuare gli interventi necessari alla successiva riapertura.
Quali negozi riapriranno
Tra i negozi compresi nell’elenco della zona bianca figurano JD Sports, Zara, Piazza Italia, Scarpe & Scarpe, Candida, Alcott, Johnnie Walker, Kiko, Pink Woman, Timberland, Bottega Verde, Milù, Harmont & Blaine, Vodafone, Kippun Haru, Grand Vision by Optissimo, Histoire d’Or, Keepman, TT Store, Lama Optical, Sephora, Okaidi, Oltre, Motivi e Rinascimento, Yamamay, Wycon, Ubar, Funside, Stroili Oro, Iuman, Guess, All Scent, Intimissimi, Robe di Kappa/Superga, Sorbino, Fiorella Rubino, Rituals, Tata Italia, Kosmo, Flying Tiger Copenhagen, La Feltrinelli, Awlab e Clayton.Tempi più lunghi sono previsti per le altre due aree del centro. La zona gialla, parzialmente interessata dall’incendio, potrà essere accessibile soltanto dopo il completamento degli interventi di messa in sicurezza delle parti comuni. Più complessa la situazione della zona rossa, che comprende le parti del centro direttamente interessate dall’incendio: per queste aree saranno necessari ulteriori interventi prima di poter definire i tempi del rientro delle attività.
«Siamo preoccupati, soprattutto per le conseguenze che il protrarsi della chiusura potrà avere sull’occupazione – dichiara Giuseppe Aiello, segretario generale Filcams Cgil Palermo – chiediamo alla Regione e alle istituzioni competenti di dirci concretamente cosa stanno facendo e quali strumenti intendono mettere in campo per evitare che questa situazione sia trasformi in una crisi occupazionale».
A preoccupare sono soprattutto le tempistiche, che potrebbero scoraggiare alcune attività commerciali dal riaprire: «Abbiamo già avuto il caso di Risparmio Casa e temiamo che altri negozi, soprattutto quelli che dovranno affrontare interventi più complessi, possano prendere decisioni analoghe. La chiusura delle attività significherebbe la perdita di posti di lavoro e un ulteriore impoverimento del tessuto economico di Palermo», sottolinea Aiello.
C’è poi il nodo degli ammortizzatori sociali: «Alcune aziende stanno presentando le richieste senza prevedere l’anticipazione delle somme ai lavoratori. Si tratta evidentemente di realtà che non si trovano nelle condizioni economiche di anticipare gli importi e questo significa che i dipendenti rischiano di dover attendere i tempi dell’Inps, che possono arrivare anche a due o tre mesi», dichiara il sindacalista.
Il sit-in dei dipendenti
Resta prioritario il tema della sicurezza. La riapertura del centro potrà infatti avvenire soltanto quando saranno garantite condizioni adeguate per lavoratori e clienti. «Per questo motivo, da settimane chiediamo che anche Arpa possa essere coinvolta nei rilievi all’interno del centro commerciale», ribadisce Aiello.L’attenzione sul futuro dei lavoratori resta alta: «Il 28 settembre, alle 10.00, saremo all’interno del centro commerciale per un sit-in dei dipendenti, in concomitanza con il tavolo tecnico istituzionale convocato nella struttura. Vogliamo portare la voce dei lavoratori. Chiediamo che le attività possano riaprire nel più breve tempo possibile, ma solo in condizioni di piena sicurezza e salubrità», sottolinea Aiello.
Anche per il Comune la priorità è accelerare la riapertura completa: l’assessore alle Attività produttive Giuliano Forzinetti ha assicurato il mantenimento di un confronto costante con l’Inps, le organizzazioni sindacali, le imprese e tutti gli enti coinvolti, «affinché le criticità procedurali possano essere superate nel più breve tempo possibile e sia garantita la tutela dei lavoratori».
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