CRONACA

Il Conca d'Oro verso la riapertura: resta il nodo dei negozi colpiti e lavoratori a rischio

Un rogo che ha tenuto tutti con il fiato sospeso e che adesso lascia spazio a tante domande. L'intervista al segretario generale Filcams Cgil Palermo Giuseppe Aiello

Alice Marchese
Giornalista
  • 3 settembre 2026

Conca d'Oro

L'incendio al Conca d'Oro di Palermo di martedì 1 settembre ha scosso tantissimi palermitani: da chi si trovava nel centro commerciale per una classica giornata di shopping a chi, come ogni giorno, stava lavorando ed è stato costretto a scappare mentre le fiamme divoravano parte della struttura. Un rogo che ha tenuto Palermo con il fiato sospeso e che adesso lascia spazio a tanti interrogativi: quando e se il centro commerciale riaprirà, quali sono i negozi più colpiti e, soprattutto, cosa succederà ai lavoratori.

Venerdì 4 settembre alle 9.00 è stato convocato da Edy Tamajo un tavolo di confronto nella Sala "Libero Grassi", in via degli Emiri 45. L'incontro vuole far luce sulle problematiche emerse dopo l'incendio, sulle condizioni della struttura e sulla tutela dei lavoratori e delle imprese, così da delineare le possibili prospettive di ripresa delle attività.

La stima dei danni

Quel che è certo è che l'incendio è esploso nei locali di "Risparmio casa" e anche la galleria e l'area ristoro sono interdette, la stima dei danni è ancora in corso: «Una buona parete del centro commercile ha subito un incendio importante - racconta a Balarm il segretario generale Filcams Cgil Palermo, Giuseppe Aiello -. È vero che le altre parti non sono state intaccate, ma la questione sicurezza resta importante. I fumi si sono propagati comunque per tutto il centro commerciale, i sistemi di ariazione sono unici? Noi ci poniamo queste domande e temiamo per la salute di chi sta lì.

Noi speriamo che i lavoratori tornino in pista, il Conca d'Oro devastato è un pezzo che viene meno alla città, soprattutto perché parliamo di un centro commerciale frequentato e che dà lavoro. Lì più di 1000 lavoratori si impoveriranno e secondo le prime indagini, la gran parte ha un contratto part time involontario. C'è qualche full time, ma non è la regola, il rischio è grosso.

Se l'attività viene sospesa per cause improvvise e impreviste, entra in gioco l'ammortizzatore sociale che però fa perdere almeno 20% della retribuzione. Stiamo parlando di un punto di Palermo che non brilla per i salari e di un paese dove il costo dell'energia e della benzina genera il caro vita. Sono emerse storie davvero tristi, come quelle di chi aveva il contratto a termine e aspirava all'indeterminato e adesso c'è il rischio che non gli venga rinnovato. Speriamo che queste pratiche si possano cristallizzare».

Fortunatamente la situazione sta rientrando e il Conca d'Oro tornerà operativo, ma i tempi restano incerti e non è l'unico interrogativo. Qualora il centro commerciale riapra a zone, quella interdetta resta l'area ristoro, un punto essenziale non soltanto per chi lavora lì, ma anche per i visitatori. Una sua chiusura, anche temporanea, potrebbe quindi creare non pochi disagi durante l'intera giornata.

C'è poi il tema dei negozi coinvolti: l'80% dei locali è salvo, ma quel 20% preoccupa comunque nonostante la percentuale sia bassa, dietro quei numeri ci sono persone e famiglie intere. Da sempre i centri commerciali a Palermo sono stati una soluzione ottimale, non solo perché facilitano lo shopping e consentono ai cittadini di non spostarsi da una parte all'altra della città, ma per gli innumerevoli posti di lavoro che offrono, che temporaneamente rischiano di saltare.

Le richieste di Roberta Schillaci

«L’incendio che ha colpito il centro commerciale Conca d’Oro non può trasformarsi in un’ulteriore emergenza per le attività commerciali e, soprattutto, per i lavoratori e le loro famiglie - dichiara Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana e componente della Commissione Lavoro -.

È necessario che le indagini e tutti gli accertamenti vengano svolti nel più breve tempo possibile e che la burocrazia non diventi un ostacolo alla rapida riapertura della struttura, naturalmente nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza. Qui è in gioco il futuro di tantissime famiglie e la tenuta occupazionale di un intero pezzo del nostro territorio. Occorre fare una distinzione importante perché molti lavoratori e molte attività non sono stati direttamente compromessi dall’incendio, ma rischiano comunque di pagare un prezzo altissimo per la chiusura della struttura.

Non possiamo permettere che un danno già gravissimo si trasformi in una crisi occupazionale. Come componente della Commissione Lavoro dell’Ars mi metto sin da subito a disposizione per un’eventuale seduta urgente dell’organismo parlamentare, affinché si possa fare il punto sulla situazione e verificare quali strumenti di politica attiva del lavoro possano essere immediatamente attivati a tutela dei lavoratori coinvolti. Servono risposte rapide, concrete e coordinate. Le istituzioni devono essere al fianco dei lavoratori e delle attività che oggi rischiano di vedere compromesso il proprio futuro».

Le parole del Cna

La CNA Palermo esprime piena vicinanza ai lavoratori, alle imprese e agli esercenti coinvolti nell’incendio che ha colpito il centro commerciale Conca d’Oro, provocando ingenti danni e la chiusura della struttura. Al centro delle preoccupazioni ci sono adesso anche le conseguenze occupazionali per i circa 1.200 lavoratori impiegati nei negozi, ai quali si aggiungono circa 300 lavoratori dell’indotto.

«Di fronte a un evento di questa portata – dice Pippo Glorioso, segretario di CNA Palermo – la prima preoccupazione va alle persone, ai lavoratori e alle loro famiglie. È fondamentale che nessuno venga lasciato solo e che si lavori fin da subito per garantire la continuità occupazionale e la ripresa delle attività, non appena saranno ripristinate tutte le condizioni necessarie”.

La CNA Palermo parteciperà domani, venerdì 4 settembre alle ore 9, alla riunione convocata dall’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo negli uffici dell’assessorato di via degli Emiri 45, alla quale sono stati invitati il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, i rappresentanti delle istituzioni e tutti gli attori coinvolti. La CNA Palermo seguirà da vicino gli sviluppi della vicenda, con particolare attenzione alle ricadute sull’occupazione, sulle imprese e sulle attività economiche coinvolte.

Per la CNA Palermo, però, accanto alla tutela dei lavoratori c’è una questione che non può essere rinviata: la sicurezza.

“Non possiamo limitarci a contare i danni – sottolinea Mimmo Provenzano, presidente di CNA Palermo –. È indispensabile accertare con assoluta chiarezza che cosa sia accaduto, quali siano state le cause dell’incendio e se tutti i sistemi di prevenzione, sicurezza e controllo abbiano funzionato come previsto. Se emergeranno responsabilità o eventuali carenze, dovranno essere individuate e accertate nelle sedi competenti. La sicurezza dei lavoratori e delle persone che frequentano luoghi aperti al pubblico non può essere oggetto di compromessi”.

La CNA Palermo ritiene quindi necessario che le verifiche tecniche e le indagini siano condotte con la massima attenzione e trasparenza, anche per comprendere se vi siano state eventuali criticità nella manutenzione degli impianti, nella prevenzione e nei controlli.

“Ci auguriamo – concludono segretario e presidente – che gli accertamenti possano essere rapidi e rigorosi. Solo dopo aver fatto piena luce sull’accaduto sarà possibile programmare una ripartenza sicura. In questo momento istituzioni, imprese e organizzazioni dei lavoratori devono lavorare insieme per tutelare occupazione e attività economiche, senza mai mettere in secondo piano il diritto alla sicurezza”.
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