Da noi il cambio stagione si fa anche a tavola: tutti i sapori (siciliani) dell'autunno
L'estate non scompare da un giorno all'altro. A un tratto le giornate diventano più corte, le temperature più basse e la spesa cambia. Ecco le nostre abitudini
Un mercato siciliano
L'estate è finita, o almeno comincia a dare i primi segnali di resa. In Sicilia settembre concede ancora giornate calde e qualche bagno fuori stagione, ma sui banchi dei mercati qualcosa sta già cambiando. Pomodori, melanzane, zucchina lunga e insalate estive iniziano a lasciare spazio a zucche, funghi, cavoli e broccoli. È uno dei modi più semplici per accorgersi che è arrivato l'autunno.
Cambiano i prodotti e, di conseguenza, cambia anche quello che si cucina. La zucca è probabilmente uno dei primi segnali. A Palermo trova una delle preparazioni più conosciute nella zucca rossa in agrodolce. La zucca, tagliata a fette viene fritta in olio e poi condita con aceto, zucchero, aglio e menta.
Pochi ingredienti e un gusto molto riconoscibile, costruito sul contrasto tra dolce e acido che ricorre spesso nella cucina siciliana. Con le prime piogge tornano anche i funghi. Soprattutto nelle aree montane e boschive dell'Isola, dall'Etna ai Nebrodi, l'autunno coincide con una maggiore presenza di specie spontanee. Porcini, finferli e altre varietà entrano così nella cucina di stagione, spesso senza bisogno di preparazioni particolarmente elaborate.
Poi ci sono cavoli e broccoli, è con loro che si aprono le porte alla cucina autunnale. Una delle preparazioni siciliane più semplici è quella dei broccoli affogati: broccoli verdi cotti lentamente con cipolla, olive, acciughe, pecorino e vino. Una ricetta sostanziosa, che trasforma una verdura di stagione in una vera leccornia. A Palermo, però, quando si parla di vruocculi bisogna fare attenzione.
Nella pasta con i broccoli arriminati il protagonista è infatti il cavolfiore, spesso quello verde. Viene prima lessato e poi mescolato a lungo con cipolla e acciughe. Uvetta e pinoli completano il condimento, mentre zafferano, mollica tostata e, in alcune versioni, pecorino, arricchiscono il piatto. “Arriminare” significa proprio mescolare, ed è durante la cottura che con questo gesto il cavolfiore si sfalda creando un condimento saporitissimo per pasta.
Sono preparazioni molto diverse tra loro, ma raccontano bene il passaggio di stagione. L'estate siciliana non scompare da un giorno all'altro. Per qualche settimana pomodori e melanzane convivono ancora con zucche e cavolfiori. Poi le giornate diventano più corte, le temperature scendono e anche la spesa cambia. Per capire che l'autunno è arrivato, insomma, basta dare un'occhiata sui banchi del mercato.
Cambiano i prodotti e, di conseguenza, cambia anche quello che si cucina. La zucca è probabilmente uno dei primi segnali. A Palermo trova una delle preparazioni più conosciute nella zucca rossa in agrodolce. La zucca, tagliata a fette viene fritta in olio e poi condita con aceto, zucchero, aglio e menta.
Pochi ingredienti e un gusto molto riconoscibile, costruito sul contrasto tra dolce e acido che ricorre spesso nella cucina siciliana. Con le prime piogge tornano anche i funghi. Soprattutto nelle aree montane e boschive dell'Isola, dall'Etna ai Nebrodi, l'autunno coincide con una maggiore presenza di specie spontanee. Porcini, finferli e altre varietà entrano così nella cucina di stagione, spesso senza bisogno di preparazioni particolarmente elaborate.
Poi ci sono cavoli e broccoli, è con loro che si aprono le porte alla cucina autunnale. Una delle preparazioni siciliane più semplici è quella dei broccoli affogati: broccoli verdi cotti lentamente con cipolla, olive, acciughe, pecorino e vino. Una ricetta sostanziosa, che trasforma una verdura di stagione in una vera leccornia. A Palermo, però, quando si parla di vruocculi bisogna fare attenzione.
Nella pasta con i broccoli arriminati il protagonista è infatti il cavolfiore, spesso quello verde. Viene prima lessato e poi mescolato a lungo con cipolla e acciughe. Uvetta e pinoli completano il condimento, mentre zafferano, mollica tostata e, in alcune versioni, pecorino, arricchiscono il piatto. “Arriminare” significa proprio mescolare, ed è durante la cottura che con questo gesto il cavolfiore si sfalda creando un condimento saporitissimo per pasta.
Sono preparazioni molto diverse tra loro, ma raccontano bene il passaggio di stagione. L'estate siciliana non scompare da un giorno all'altro. Per qualche settimana pomodori e melanzane convivono ancora con zucche e cavolfiori. Poi le giornate diventano più corte, le temperature scendono e anche la spesa cambia. Per capire che l'autunno è arrivato, insomma, basta dare un'occhiata sui banchi del mercato.
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