MUSICA

Da Palermo in Australia per seguire i suoi sogni: Sandro, un batterista a Melbourne

Prima di lasciare l'Isola, suonava nei Chester Gorilla, poi la scelta di trasferirsi dall'altra parte del mondo. Rappresenterà la Sicilia all'International Jazz Festival

Ferdinando Lo Monaco
Studente di Scienze della Comunicazione
  • Pubblicato il
    14 settembre 2026

Sandro Giambruno

Ci sono volte in cui ci si pongono davanti delle scelte difficili, in alcuni casi anche drastiche. Delle volte in cui dobbiamo rinunciare a qualcosa che ci ha sempre accompagnato per tutta la nostra vita, o magari delle volte in cui bisogna salutare delle persone che hanno sempre accompagnato la nostra quotidianità. La scelta che ha preso Sandro Giambruno all’età di trent’anni rispecchia pienamente entrambe le cose.

La sua storia

Nato a Palermo, Sandro ha scelto di seguire il proprio sogno, quello legato alla musica, e di farlo sempre su un’isola, ma dall’altra parte del mondo: l’Australia. Una scelta che lo ha portato a rinunciare a tutti ciò che, nei precedenti trent’anni di vita, lo aveva accompagnato, ricominciando da zero in un luogo dove non conosceva nessuno.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Sandro, che ci ha raccontato la sua storia: «Io sono cresciuto a Palermo. Da quando avevo 14 anni ho iniziato a suonare la batteria da autodidatta, per poi da lì iniziare un percorso che mi ha portato a 19 anni a trovare una band con cui poi sono partito in tour. Il genere che portavamo era il Punk, e con loro ho fatto il giro dell’Europa».

«Abbiamo suonato in Francia, Germania, Grecia… E quest’esperienza è stata senza dubbio una parte importante del mio percorso. Da qui, infatti, ho capito quanto la musica potesse essere uno strumento per conoscere il mondo e, allo stesso tempo, conoscere me stesso».

Vivere questo genere di esperienze ha fatto scattare qualcosa dentro Sandro. Qualcosa che lo ha portato a lasciare la sua" zona di confort": «Successivamente ho iniziato a frequentare il conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo. Da lì ho cominciato a sviluppare progetti di musica inedita, cercando di trovare un’identità musicale. La scelta di lasciare la Sicilia è nata perché dopo anni ho sentito il bisogno di uscire dalla mia zona di confort e di cambiare, cercando di trovare altre opportunità nell’ambito musicale altrove.

A Palermo purtroppo – sottolinea Sandro - mi sentivo abbastanza isolato, ed era molto complesso portare avanti progetti di musica inedita. Sentivo che era sempre un loop, e avevo delle ambizioni e desideri che mi dicevano che se fossi partito le cose si sarebbero sbloccate».

Ma Sandro, nonostante sia partito, non ha mai sminuito la sua terra natia: «Non ho preso questa scelta perché pensavo che la Sicilia non avesse valore, anzi il contrario. Questa è una terra alla quale sono profondamente legato. Avevo però bisogno di capire cosa sarebbe successo se avessi provato a costruire qualcosa in un luogo completamente diverso. All’inizio pensavo all’America perché ho un carissimo cugino che vive lì da tempo. Per una serie di problemi logistici, però, non sono riuscito ad andare lì».

La scelta di andare in Australia

Una scelta, quella dell’Australia, frutto anche del caso: «Ho deciso di andare in Australia perché mi è apparsa un’opportunità su internet, chiamata "working holiday", ovvero un visto che danno in Australia per vivere e lavorare lì per un anno. Ho deciso dunque di lasciare famiglia, amici e una realtà conosciuta, ricominciando completamente da zero in un luogo dove non conoscevo nessuno. Quando ho intrapreso questa scelta avevo appena compiuto trent’anni. Non sono partito avendo la certezza di riuscire, ma sono partito perché avevo il bisogno di provare».

Una scelta certamente drastica, che però è sempre stata accompagnata dall’appoggio della famiglia: «Nel corso della mia vita ho avuto la fortuna di avere sempre il grande supporto della mia famiglia. Mia madre, mio padre e mio fratello sono stati e continuano a essere persone fondamentali per me, e il loro sostegno ha avuto un ruolo importante anche nella scelta di partire e costruire la mia strada dall’altra parte del mondo».

Adesso Sandro avrà anche l’opportunità di rappresentare la Sicilia al Melbourne International Jazz Festival, nello specifico nella cornice dell’Italian Jazz Festa: «Io credo che spesso non ci rendiamo abbastanza conto di quanto la Sicilia abbia contribuito alla storia della musica americana, e anche del Jazz. Rappresentare la mia terra a questo festival per me significa molto. Sono cresciuto in un ambiente musicale, sono cresciuto da amante della musica e del Jazz.

Ho la possibilità di tradurre delle emozioni - che sono complicate da esprime a voce - in musica. Per me è un’espressione autentica di che cosa significa vivere all’estero, lontano da tutto ciò che un tempo davi per scontato. La partecipazione a questo festival per me è dunque importantissima, oltre che inaspettata», sottolinea Sandro.

«Sono stato contattato - dopo aver formato il mio quartetto Jazz tre mesi fa – da questo sassofonista italiano che vive a Melbourne, Mirko Guerrini. Un sassofonista molto importante nel panorama del Jazz italiano. Un onore, dunque, per me essere contattato da una figura come lui. Mi fa dunque veramente piacere poter dare il mio contributo come siciliano altrove».

Nonostante i traguardi raggiunti in Australia, Sandro non nega che la nostalgia di casa rimane sempre dentro ogni siciliano che, per un motivo o per un altro, lascia l’Isola: «La nostalgia di casa c’è sempre e non finisce mai. Tutto ciò che riguarda la Sicilia è indimenticabile, e spesso faccio dei sogni dove mi rivedo a Palermo. L’idea di ritornare è complicata da esprimere. Se da un lato lì ho la mia famiglia e i miei amici più cari, incluso il mio gruppo, i "Chester Gorilla", che è una delle cose più dolorose che ho dovuto lasciare, dall’altro lato ho preso la decisione di andare, assumendomi le responsabilità emotive.

Non penso attualmente di tornare, ma è un’ipotesi che non escludo per il futuro. Rimango comunque nell’animo un viaggiatore, date le esperienze che ho fatto quando avevo 19 anni. Il viaggio è una delle esperienze più belle che si possa fare. Ti fa vivere dei modi di vivere differenti che altrimenti non avresti modo di conoscere».

Infine, Sandro a lanciato un appello a tutti i giovani palermitani con un sogno nel cassetto: «Mi piacerebbe dire ai giovani di Palermo che hanno dei sogni di rincorrerli e di non avere paura del cambiamento. Il cambiamento, infatti, può essere una delle cose più spaventose della nostra vita, ma allo stesso tempo uno dei momenti più catartici e di scoperta di sé stessi».

Una storia ricca di sacrifici, di rinunce ma anche di successi quella di Sandro, che continua a portare in alto la bandiera della Sicilia attraverso la sua musica, esprimendo nel mondo il suo essere, e facendolo attraverso la propria batteria.
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