CINEMA E TV

Il film si blocca ma la commozione resta: al Teatro Massimo la vita di fratel Biagio Conte

Qualche disagio tecnico durante l'anteprima con Mattarella non cambia di una virgola l'abbraccio di Palermo a Fratel Biagio. L'11 ottobre in prima serata su Rai 1

  • Pubblicato il
    6 ottobre 2026

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Don Pino Vitrano (fonte Quirinale)

Lasciare tutto, imbracciare uno zaino e scegliere gli ultimi nel cuore di una Palermo dolente e, talvolta, contraddittoria. La straordinaria vita di Fratel Biagio Conte sbarca, in prima serata, domenica 11 ottobre, su Rai 1 con un film tv che ne raccoglie l'eredità spirituale e umana, specchio di una santità laica e ribelle che ha cambiato, per sempre, la coscienza della città.

La pellicola, con Alessio Vassallo nel ruolo di Fratel Biagio, è stata presentata in anteprima (con non pochi problemi tecnici che ne hanno impedito la totale proiezione) al Teatro Massimo di Palermo, alla presenza del capo di Stato, Sergio Mattarella, del presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, del sindaco del capoluogo siciliano, Roberto Lagalla, e del prefetto di Palermo, Massimo Mariani.

Il racconto della vita di Fratel Biagio è, così, al centro del film tv Rai "Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte”, prodotto da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction, scritto da Costanza Quatriglio e Stefano Rulli, da un soggetto di Stefano Rulli, Gloria Giorgianni, Celestino Pietro Pesce, Nicola Campiotti e Costanza Quatriglio, e diretto da Costanza Quatriglio, con la collaborazione della Missione di Speranza e Carità, consulenza di Giacomo Mirto, Giacomo Pilati e Davide Rondoni.

Un film corale

«La scelta di fare questo film nasce dalla proposta che mi ha fatto la produzione – racconta Costanza Quatriglio -. Ho detto subito di sì perché adoravo l’idea di fare un film su Fratel Biagio. Ho cercato di fare un film in cui lui fosse sempre in relazione con gli altri. Quindi è un film di formazione in cui abbiamo il giovane Biagio che diventa Fratel Biagio, ma è anche corale: non ci sono personaggi secondari, ma tutti quanti gli accolti, le persone che abbracciano Biagio, in questo suo desiderio di missione, hanno una voce e sono tutti protagonisti. Emerge la Palermo dei difficili anni ’90, ma che reagisce e che abbraccia l’esperienza di Biagio».

Il film, che vede protagonista Alessio Vassallo affiancato da Donatella Finocchiaro nel ruolo di Rosa, Antonio Catania e Alessandra Fazzino in quelli dei genitori, Giuseppe e Maria, e Giuseppe Spata nel ruolo dell’amico, ripercorre la storia di un uomo capace di incarnare lo spirito francescano nella contemporaneità. «Questo film per me è un traguardo non soltanto di carriera, ma anche di vita – racconta Alessio Vassallo -. È un personaggio enorme, una responsabilità che, da palermitano, sento tantissimo. Vedremo la storia di un grande uomo, morto qualche anno fa, purtroppo, che ha totalmente abbattuto la distanza tra chi ha aiutato e chi aiuta. Sono felicissimo perché, finalmente, raccontiamo una Palermo che accoglie, non una città spesso legata ai film di mafia, ma una città luminosa, dell’amore e del bene».

Tra le varie tematiche, trattate nel film, anche il "no" alla violenza: «Io sono Rosa – racconta Donatella Finocchiaro - una donna che ha subito violenza dal marito e ha deciso di scappare dal suo destino e di farsi aiutare da Fratel Biagio, che le apre le braccia. Rosa, poi, è un po’ il sunto di tutte le donne che hanno aiutato Biagio nella sua comunità. Credo che il messaggio del mio personaggio sia molto bello da diffondere alle donne: non dobbiamo subire la violenza, non dobbiamo abbassare la testa».

La vita di Biagio Conte in 100 minuti

Il film porta al grande pubblico la storia di un San Francesco moderno e siciliano, nato a Palermo negli anni Sessanta in una famiglia di imprenditori, che scelse di abbandonare un’esistenza agiata per dedicarsi interamente agli ultimi, vivendo accanto ai senzatetto della sua città una vita di solidarietà, accoglienza e povertà.

L’opera, della durata di 100 minuti circa, segue Biagio Conte nella sua scelta di vita radicale: dal suo pellegrinaggio ad Assisi al successivo ritorno a Palermo e ai numerosi incontri che lo porteranno a fondare la sua comunità insieme ai senzatetto della stazione, dando vita alla figura di Fratel Biagio. Un’eredità di fede e solidarietà che continua, ancora oggi, con la Missione di Speranza e Carità - fondata nel 1991 da Biagio Conte e, a seguito della sua morte avvenuta nel 2023, portata avanti da Don Pino Vitrano, che accoglie e favorisce il rientro nel tessuto sociale ai senzatetto e a tutti i bisognosi della comunità siciliana e non solo.

«Emerge una Palermo che sa operare anche per il bene, una città che sa amare – spiega Don Pino Vitrano, responsabile e co-fondatore della Missione di Speranza e Carità -. Questo è il messaggio più grande che Fratello Biagio ci lascia e che viene interpretato anche abbastanza bene nel film. Purtroppo, c’è chi oggi ha la cultura soltanto degli interessi e dell’indifferenza, ma se riusciamo ad avere gli occhi aperti ai veri bisogni dei giovani, ci accorgiamo che abbiamo un potenziale che può fare tanto e può rendere questa città più bella e più buona».

Il film tv è stato realizzato con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, con il sostegno della Regione Siciliana, della Sicilia Film Commission e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e con il sostegno di Banca Agricola Popolare di Sicilia, Fondazione Sicilia, Consorzio Sisifo e con il Patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, che ricorre quest’anno.
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

LEGGI ANCHE