Il museo più antico di Sicilia riapre due piani: al Salinas "spunta" il carro di Pompei
Dopo un lungo e complesso restauro e riallestimento, il Museo archeologico regionale a Palermo inaugura il nuovo percorso espositivo. I dettagli e le novità
Il carro di Pompei al Museo Salinas
Dopo un lungo e complesso cantiere di restauro e riallestimento, il Museo archeologico regionale Antonino Salinas di Palermo inaugura il nuovo percorso espositivo del primo e del secondo piano, riaprendo al pubblico nuove sezioni e collezioni, importanti testimonianze della storia archeologica siciliana.
Come spiega il direttore Giuseppe Parello, l’intento era realizzare un «museo che parlasse chiaro»: una struttura nata nell’Ottocento ma capace di comunicare con il linguaggio adatto alle esigenze odierne. Audioguide, app di visita, postazioni multisensoriali e pittogrammi affiancano gli strumenti tradizionali, insieme a un’aula didattica e a una sala immersiva dedicata agli affreschi della Casa delle Maschere di Solunto in cui il “Restauro virtuale” e il videomapping ricostruiscono le decorazioni attraverso dati matematici e documenti storici. Un progetto di “Design for All”, pensato per rendere il museo accessibile e superare le barriere sensoriali e cognitive, in linea con le indicazioni ICOM.
Il nuovo allestimento completa il percorso del piano terra, sviluppato intorno ai due chiostri, dove sono conservate alcune delle testimonianze più significative della presenza greca in Sicilia, tra cui le metope dei templi selinuntini, la monumentale Gorgone del Tempio C e le gronde leonine del Tempio della Vittoria di Himera, che restituiscono l’uso decorativo dei santuari.
Il carro è un esempio di pilentum, veicolo cerimoniale di alto rango, ricostruito nella sola parte posteriore, con elementi decorativi e due ruote. Una scoperta che apre nuove prospettive di ricerca e collaborazione tra istituzioni archeologiche. I reperti sono organizzati secondo un criterio topografico e cronologico che li ordina in base ai contesti d’origine, alla provenienza e ai siti di rinvenimento.
Trovano spazio anche reperti inediti, interessante come le sezioni dedicate alla preistoria e al Medioevo sono arricchite da illustrazioni e da apparati cartografici, tra cui la “Mappa della Sicilia e di Palermo”.
L’allestimento si inserisce negli spazi del museo con un effetto quasi scenografico, gli accessi alle sale accompagnano il visitatore in ambienti in cui mosaici, soffitti e sculture dialogano tra loro, mentre i balconi creano collegamenti visivi tra i diversi piani. Il progetto è stato seguito da comitati scientifici sia nella fase di progettazione sia in quella di realizzazione: anche la disposizione dei reperti è stata studiata per richiamarne, in alcuni casi, la funzione e la collocazione originarie.
I due piani superiori raccontano anche della storia del collezionismo in Sicilia, segnata da rinvenimenti, donazioni e spostamenti, con un breve riferimento anche al fenomeno dei falsi. Resta la sensazione che ogni elemento custodisca la storia del territorio nei suoi diversi aspetti, cronologici, culturali, economici e politici. Anche gli oggetti più pratici, come monete, ceramiche e gioielli, diventano preziose testimonianze per comprendere la complessità delle società del passato.
«La riapertura completa del Salinas è un risultato atteso da tempo - afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani - al quale il mio governo ha contribuito sostenendo gli interventi necessari a riportare in mostra collezioni rimaste per anni nei depositi. È un impegno che dobbiamo anzitutto ai siciliani, perché possano conoscere e apprezzare la ricchezza della propria storia. La prima esposizione del carro da Pompei rende ancora più significativo questo appuntamento e dà il giusto riconoscimento al lavoro di chi lo ha studiato e identificato. Continueremo a investire nei nostri musei, convinti che la cultura debba avere un ruolo sempre più forte nello sviluppo della Sicilia, anche per le opportunità che offre al turismo e all’occupazione».
«A diciassette anni dall’avvio dei lavori e a dieci dalla riapertura del piano terra, restituire oggi alla piena fruizione i tre piani del Museo Salinas è un grande traguardo per Palermo e per tutta la Sicilia - afferma l’assessore ai Beni culturali e all'identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato -Tornano accessibili collezioni straordinarie, capaci di raccontare la nostra storia e di richiamare visitatori, studiosi e appassionati da tutto il mondo. Palermo ritrova così uno dei suoi più importanti attrattori culturali, con un’offerta che arricchisce l’esperienza di chi visita la città. Portare a compimento questo percorso significa dare valore al patrimonio e farne una risorsa concreta per la crescita del territorio».
Con la riapertura, il Salinas rinnova il modo di presentare un patrimonio nel quale convivono le grandi civiltà mediterranee, la storia del collezionismo, il lavoro della ricerca archeologica e l’evoluzione della museografia. Un progetto che punta anche a rendere il museo sempre più accessibile, attraverso strumenti e soluzioni capaci di superare le barriere fisiche, sensoriali e cognitive.
Il più antico museo della Sicilia si rinnova
Fondato nel 1814, il Salinas è il più antico (e più grande) museo della Sicilia e dal 1866 ha sede nell’ex convento seicentesco dei Padri Filippini, in piazza Olivella. Il nuovo allestimento, avviato nel 2022 e parte di una lunga stagione di interventi iniziata nel 2009, completa il progetto museografico introdotto nel 2016 e proseguito con la riapertura del piano terra e l’inaugurazione dell’Agorà nel 2017.Come spiega il direttore Giuseppe Parello, l’intento era realizzare un «museo che parlasse chiaro»: una struttura nata nell’Ottocento ma capace di comunicare con il linguaggio adatto alle esigenze odierne. Audioguide, app di visita, postazioni multisensoriali e pittogrammi affiancano gli strumenti tradizionali, insieme a un’aula didattica e a una sala immersiva dedicata agli affreschi della Casa delle Maschere di Solunto in cui il “Restauro virtuale” e il videomapping ricostruiscono le decorazioni attraverso dati matematici e documenti storici. Un progetto di “Design for All”, pensato per rendere il museo accessibile e superare le barriere sensoriali e cognitive, in linea con le indicazioni ICOM.
Il nuovo allestimento completa il percorso del piano terra, sviluppato intorno ai due chiostri, dove sono conservate alcune delle testimonianze più significative della presenza greca in Sicilia, tra cui le metope dei templi selinuntini, la monumentale Gorgone del Tempio C e le gronde leonine del Tempio della Vittoria di Himera, che restituiscono l’uso decorativo dei santuari.
Il carro cerimoniale di Pompei
Tra le novità legate alla riapertura spicca il ritrovamento di un carro cerimoniale databile al I secolo d.C., proveniente dalla Casa di Sallustio di Pompei e "gemello" di quello rinvenuto a Civita Giuliana. Parte di un corpus di oggetti in bronzo e ferro recuperati dai depositi del Museo Salinas, tra i reperti delle Donazioni Borboniche mai studiati prima.Il carro è un esempio di pilentum, veicolo cerimoniale di alto rango, ricostruito nella sola parte posteriore, con elementi decorativi e due ruote. Una scoperta che apre nuove prospettive di ricerca e collaborazione tra istituzioni archeologiche. I reperti sono organizzati secondo un criterio topografico e cronologico che li ordina in base ai contesti d’origine, alla provenienza e ai siti di rinvenimento.
Il primo piano
Al primo piano sono valorizzati importanti nuclei collezionistici come il Salnitriano dei padri Gesuiti, il Benedettino dei frati dell’Abbazia di San Martino delle Scale e la collezione del Barone Astuto di Noto. Qui trovano spazio anche le grandi raccolte storiche, tra cui le Donazioni Borboniche, la Collezione Etrusca Casuccini, i gioielli e il prezioso Medagliere, con monete che attraversano un arco cronologico dall’età fenicia fino a quella di Garibaldi. Tra i pezzi più interessanti l’Ariete di bronzo proveniente da Siracusa, raffinata scultura ellenistica, e la Pietra di Palermo, frammento di basalto inciso con geroglifici.Il secondo piano
Al secondo piano, la storia della ricerca archeologica del Novecento a Palermo e nella Sicilia occidentale ripercorre gli scavi e gli studi condotti. Tra le testimonianze, i mosaici del complesso delle domus di piazza della Vittoria, risalenti alla Palermo ellenistico-romana. Le decorazioni alternano motivi geometrici e ornamentali a scene mitologiche, con figure talvolta racchiuse in medaglioni e incorniciate da motivi vegetali. Tra queste spicca il mosaico di Orfeo dell’Edificio A, raffigurato mentre incanta le fiere con la sua musica, testimonianza del gusto e del prestigio delle residenze romane, nelle quali il pavimento musivo era elemento decorativo e manifestazione di ricchezza.Trovano spazio anche reperti inediti, interessante come le sezioni dedicate alla preistoria e al Medioevo sono arricchite da illustrazioni e da apparati cartografici, tra cui la “Mappa della Sicilia e di Palermo”.
L’allestimento si inserisce negli spazi del museo con un effetto quasi scenografico, gli accessi alle sale accompagnano il visitatore in ambienti in cui mosaici, soffitti e sculture dialogano tra loro, mentre i balconi creano collegamenti visivi tra i diversi piani. Il progetto è stato seguito da comitati scientifici sia nella fase di progettazione sia in quella di realizzazione: anche la disposizione dei reperti è stata studiata per richiamarne, in alcuni casi, la funzione e la collocazione originarie.
I due piani superiori raccontano anche della storia del collezionismo in Sicilia, segnata da rinvenimenti, donazioni e spostamenti, con un breve riferimento anche al fenomeno dei falsi. Resta la sensazione che ogni elemento custodisca la storia del territorio nei suoi diversi aspetti, cronologici, culturali, economici e politici. Anche gli oggetti più pratici, come monete, ceramiche e gioielli, diventano preziose testimonianze per comprendere la complessità delle società del passato.
«La riapertura completa del Salinas è un risultato atteso da tempo - afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani - al quale il mio governo ha contribuito sostenendo gli interventi necessari a riportare in mostra collezioni rimaste per anni nei depositi. È un impegno che dobbiamo anzitutto ai siciliani, perché possano conoscere e apprezzare la ricchezza della propria storia. La prima esposizione del carro da Pompei rende ancora più significativo questo appuntamento e dà il giusto riconoscimento al lavoro di chi lo ha studiato e identificato. Continueremo a investire nei nostri musei, convinti che la cultura debba avere un ruolo sempre più forte nello sviluppo della Sicilia, anche per le opportunità che offre al turismo e all’occupazione».
«A diciassette anni dall’avvio dei lavori e a dieci dalla riapertura del piano terra, restituire oggi alla piena fruizione i tre piani del Museo Salinas è un grande traguardo per Palermo e per tutta la Sicilia - afferma l’assessore ai Beni culturali e all'identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato -Tornano accessibili collezioni straordinarie, capaci di raccontare la nostra storia e di richiamare visitatori, studiosi e appassionati da tutto il mondo. Palermo ritrova così uno dei suoi più importanti attrattori culturali, con un’offerta che arricchisce l’esperienza di chi visita la città. Portare a compimento questo percorso significa dare valore al patrimonio e farne una risorsa concreta per la crescita del territorio».
Con la riapertura, il Salinas rinnova il modo di presentare un patrimonio nel quale convivono le grandi civiltà mediterranee, la storia del collezionismo, il lavoro della ricerca archeologica e l’evoluzione della museografia. Un progetto che punta anche a rendere il museo sempre più accessibile, attraverso strumenti e soluzioni capaci di superare le barriere fisiche, sensoriali e cognitive.
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