Inizia con la danza ma la lanciano i social (e la tv): chi è Megghy, da Trapani a Rai 2
Maria Giovanna Grignano, conosciuta sui social come “Le avventure di Megghy”, arriva al piccolo schermo dopo un percorso costruito con linguaggi diversi
Maria Giovanna Grignano in arte "Megghy"
Prima della televisione c'è stata la danza. E prima ancora della danza c'erano la musica, le immagini e una fantasia che già da bambina era molto fervida. Maria Giovanna Grignano, trapanese, oggi conosciuta sui social come “Le avventure di Megghy”, arriva al piccolo schermo dopo un percorso costruito mettendo insieme linguaggi diversi e soprattutto senza smettere di assecondare quella parte creativa che l'ha sempre accompagnata.
«Ho fatto l'audizione per Milano e sono passata». Qui si avvicina sempre più alla danza contemporanea e alla dimensione sperimentale, entrando in contatto con un mondo che le permette di ampliare il suo bagaglio artistico. Una scelta che non è stata priva di dubbi e di voci contrarie. «Ci sono state persone che mi hanno detto: “Non farai mai la ballerina”. Mia madre invece mi ha detto: “è quello che vuoi fare? Allora fallo».
Milano diventa così una tappa importante, ma non l'unica. Arriva anche Torino, dove lavora con una compagnia, mentre continua a muoversi tra danza, teatro e sperimentazione. Parallelamente coltiva un'altra passione, quella per il design, fino a conseguire una laurea in design del prodotto. Sono percorsi diversi che hanno come denominatore comune la necessità di creare. Poi arriva il Covid e, insieme alla pandemia, la chiusura dei teatri e la drastica riduzione delle occasioni di lavoro e delle audizioni. Maria Giovanna torna a Trapani e quello che poteva sembrare un ritorno obbligato si trasforma invece in un momento decisivo.
L’idea è quella di riprodurre un contesto assolutamente normale e inserirvi un elemento completamente assurdo. Mi piace abbinare due cose talmente diverse: una cosa strana e una cosa che facciamo tutti. Il gesto quotidiano e quello surreale convivono nella stessa scena. Un linguaggio nato anche dalla formazione di Maria Giovanna e dalla sua attenzione per la gestualità.
«Quando andavo in Accademia spesso andavo al bar perché mi interessava vedere come le persone bevevano il caffè. Mi interessava proprio la gestualità delle persone». Per lei, infatti, anche un gesto può raccontare molto di chi lo compie. A dare forma concreta a quelle intuizioni arriva Manuel Cernigliaro, videomaker trapanese con cui nasce subito una forte sintonia creativa. «Quando ci siamo visti per la prima volta era come se ci conoscessimo da anni». La collaborazione diventa fondamentale. Maria Giovanna ha le immagini e le idee, ma è anche consapevole di aver bisogno degli strumenti per trasformarle in video. «Io non sapevo come farlo. Lui invece mi ha dato gli strumenti».
«Io non ci credevo fino alla fine. Però quando sono andata là sentivo che sarebbe andata bene». L'esperienza televisiva le permette però di confrontarsi con un mondo molto diverso da quello dei social. «Ho imparato che bisogna essere sempre pronti». A teatro esiste un copione e c'è spazio per l'improvvisazione; in televisione, invece, i tempi sono più scanditi e bisogna essere pronti a reagire e ad adattarsi. Maria Giovanna osserva anche quello che succede dietro le quinte: gli autori, le riunioni, la costruzione delle puntate, i cambiamenti dell'ultimo momento. Una vera scuola che le permette di capire quanto lavoro ci sia dietro ciò che arriva sullo schermo.
Trovarsi in televisione, davanti a Mogol, dentro un momento costruito proprio intorno a quella musica, diventa così qualcosa che va oltre la trasmissione. «Per me quello è il ricordo che porterò per sempre nel cuore». L'esperienza a BellaMa’ le lascia soprattutto una nuova sicurezza davanti alla telecamera e una maggiore consapevolezza di ciò che vuole fare. Ma non rappresenta un punto d’arrivo; sente ancora il bisogno di creare, sperimentare e soprattutto di mantenere un legame con la Sicilia.
Con il tempo, però, ha iniziato a notare che sempre meno giovani lo parlano e che alcune parole rischiano di perdersi. Da qui la volontà di riportarlo in auge magari attraverso la comicità, proponendo nuovi format de “Le avventure di Megghy”. L'idea è quella di creare nuovi format giocando con le parole e le espressioni siciliane.
Accanto ai social, Maria Giovanna guarda anche al teatro. Il sogno sarebbe realizzare uno spettacolo con Megghy e portarlo in giro. È un ritorno che non ha il sapore di un passo indietro. Piuttosto, sembra una nuova direzione: dopo aver cercato la propria strada altrove, Maria Giovanna torna a guardare alla sua terra con occhi diversi, portandosi dietro tutto quello che ha imparato. E Megghy, in fondo, continua a fare quello che ha sempre fatto: osservare, immaginare e trasformare la realtà in qualcosa di inaspettato.
Il suo approccio con la danza
Ma il suo primo linguaggio è stato il movimento. «Sono nata come danzatrice. Da piccola mia mamma mi ha avvicinata alla danza e poi ho seguito le lezioni al Conservatorio “Antonio Scontrino”, all'epoca gemellato con l'Opera di Roma. Ancora prima dei 18 anni arriva l'audizione per l'Accademia di Roma, ma è a Milano che Maria Giovanna prosegue il suo percorso di formazione.«Ho fatto l'audizione per Milano e sono passata». Qui si avvicina sempre più alla danza contemporanea e alla dimensione sperimentale, entrando in contatto con un mondo che le permette di ampliare il suo bagaglio artistico. Una scelta che non è stata priva di dubbi e di voci contrarie. «Ci sono state persone che mi hanno detto: “Non farai mai la ballerina”. Mia madre invece mi ha detto: “è quello che vuoi fare? Allora fallo».
Milano diventa così una tappa importante, ma non l'unica. Arriva anche Torino, dove lavora con una compagnia, mentre continua a muoversi tra danza, teatro e sperimentazione. Parallelamente coltiva un'altra passione, quella per il design, fino a conseguire una laurea in design del prodotto. Sono percorsi diversi che hanno come denominatore comune la necessità di creare. Poi arriva il Covid e, insieme alla pandemia, la chiusura dei teatri e la drastica riduzione delle occasioni di lavoro e delle audizioni. Maria Giovanna torna a Trapani e quello che poteva sembrare un ritorno obbligato si trasforma invece in un momento decisivo.
"Megghy" nasce durante il Covid
«Per me il Covid è stata la salvezza, perché avevo bisogno di tornare a casa». Il legame con la sua terra e con la famiglia è sempre stato forte e Maria Giovanna ritrova uno spazio in cui sperimentare. È proprio in quel periodo che comincia a prendere forma un'idea destinata a cambiare il suo percorso. «Io questa idea l'ho sempre avuta. Ascoltando la musica mi venivano degli scenari, come se vedessi sempre dei videoclip nella mia mente». Una fantasia visiva che non si è mai fermata all'immaginazione: Maria Giovanna racconta di svegliarsi persino dopo aver sognato una scena e di appuntarsi quello che aveva sognato. Megghy nasce dall'osservazione di quello che accade intorno. «Il processo creativo inizia sicuramente da un'illuminazione. Magari cammino e vedo una persona che fa una cosa e penso: questo potrebbe essere perfetto per Megghy».L’idea è quella di riprodurre un contesto assolutamente normale e inserirvi un elemento completamente assurdo. Mi piace abbinare due cose talmente diverse: una cosa strana e una cosa che facciamo tutti. Il gesto quotidiano e quello surreale convivono nella stessa scena. Un linguaggio nato anche dalla formazione di Maria Giovanna e dalla sua attenzione per la gestualità.
«Quando andavo in Accademia spesso andavo al bar perché mi interessava vedere come le persone bevevano il caffè. Mi interessava proprio la gestualità delle persone». Per lei, infatti, anche un gesto può raccontare molto di chi lo compie. A dare forma concreta a quelle intuizioni arriva Manuel Cernigliaro, videomaker trapanese con cui nasce subito una forte sintonia creativa. «Quando ci siamo visti per la prima volta era come se ci conoscessimo da anni». La collaborazione diventa fondamentale. Maria Giovanna ha le immagini e le idee, ma è anche consapevole di aver bisogno degli strumenti per trasformarle in video. «Io non sapevo come farlo. Lui invece mi ha dato gli strumenti».
I primi contenuti sui social quasi per gioco
I primi contenuti arrivano sui social quasi per gioco. Il profilo era inizialmente privato e il primo video raggiunge un risultato che per lei è già sorprendente: «Ha fatto 20 mila visualizzazioni e per me erano tantissime. Ho detto: funziona, andiamo avanti». Da quel momento arrivano nuove collaborazioni e Megghy comincia a diventare riconoscibile. Anche le attività commerciali del territorio entrano nel suo universo attraverso video che non hanno la struttura del classico spot, ma mantengono la componente artistica e surreale del personaggio. Tra i contenuti a cui Maria Giovanna è più legata c'è quello realizzato con il soffione, che considera una sorta di rivelazione: «È stato il video che mi ha fatto tante visualizzazioni e mi ha spinto a continuare».L'esperienza a BellaMà
Megghy, però, ha anche un limite preciso: è un personaggio che comunica soprattutto attraverso il corpo e le immagini. Una caratteristica perfetta per i social, dove un contenuto può essere compreso senza bisogno della parola, ma più difficile da trasferire integralmente in televisione. Ed è proprio qui che arriva la svolta. La televisione arriva quasi per caso. È sua madre, un giorno, a segnalarle un casting Rai per la ricerca di nuovi concorrenti. Maria Giovanna decide di provarci e, dopo diverse selezioni, arriva a Roma, fino a entrare nel cast di BellaMa’, il programma di Rai 2 condotto da Pierluigi Diaco.«Io non ci credevo fino alla fine. Però quando sono andata là sentivo che sarebbe andata bene». L'esperienza televisiva le permette però di confrontarsi con un mondo molto diverso da quello dei social. «Ho imparato che bisogna essere sempre pronti». A teatro esiste un copione e c'è spazio per l'improvvisazione; in televisione, invece, i tempi sono più scanditi e bisogna essere pronti a reagire e ad adattarsi. Maria Giovanna osserva anche quello che succede dietro le quinte: gli autori, le riunioni, la costruzione delle puntate, i cambiamenti dell'ultimo momento. Una vera scuola che le permette di capire quanto lavoro ci sia dietro ciò che arriva sullo schermo.
L'incontro con Mogol
«Non soltanto il talento. Ci vuole comunque preparazione, il rispetto dei tempi, lo studio». Tra i ricordi più significativi c'è quello legato a Mogol, ospite della trasmissione. Maria Giovanna racconta di aver chiesto, durante una riunione, se fosse possibile avere un momento con lui. A creare l'occasione è stato Pierluigi Diaco, che conoscendo la sua grande passione per le canzoni di Lucio Battisti decide di coinvolgerla. È un momento che per Maria Giovanna assume un significato particolare. La musica di Battisti l'ha accompagnata anche nei momenti più difficili della sua vita. «Ci sono stati momenti in cui ero un po' sconfortata, ero triste, e ascoltavo questi brani. La voce di Lucio Battisti e quei testi mi hanno salvata, mi hanno fatto vedere magari una luce, mi hanno dato una spinta».Trovarsi in televisione, davanti a Mogol, dentro un momento costruito proprio intorno a quella musica, diventa così qualcosa che va oltre la trasmissione. «Per me quello è il ricordo che porterò per sempre nel cuore». L'esperienza a BellaMa’ le lascia soprattutto una nuova sicurezza davanti alla telecamera e una maggiore consapevolezza di ciò che vuole fare. Ma non rappresenta un punto d’arrivo; sente ancora il bisogno di creare, sperimentare e soprattutto di mantenere un legame con la Sicilia.
Il legame con la Sicilia
Tra i progetti su cui sta lavorando c'è infatti quello legato alla lingua siciliana. Per Maria Giovanna il siciliano non è semplicemente un dialetto, ma una lingua che ha sempre fatto parte della sua quotidianità. «Per me è sempre stato questo bilinguismo naturale».Con il tempo, però, ha iniziato a notare che sempre meno giovani lo parlano e che alcune parole rischiano di perdersi. Da qui la volontà di riportarlo in auge magari attraverso la comicità, proponendo nuovi format de “Le avventure di Megghy”. L'idea è quella di creare nuovi format giocando con le parole e le espressioni siciliane.
Accanto ai social, Maria Giovanna guarda anche al teatro. Il sogno sarebbe realizzare uno spettacolo con Megghy e portarlo in giro. È un ritorno che non ha il sapore di un passo indietro. Piuttosto, sembra una nuova direzione: dopo aver cercato la propria strada altrove, Maria Giovanna torna a guardare alla sua terra con occhi diversi, portandosi dietro tutto quello che ha imparato. E Megghy, in fondo, continua a fare quello che ha sempre fatto: osservare, immaginare e trasformare la realtà in qualcosa di inaspettato.
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