La protesta dei tir, è allarme scorte: scaffali vuoti nei supermercati a Palermo
Quarto giorno di sciopero dell'autotrasporto. Iniziano a scarseggiare i beni alimentari nei supermercati del capoluogo e non solo. Atteso l'incontro con Salvini
Scaffali vuoti nei supermercati a Palermo (foto Balarm)
Se il settore dell’autotrasporto si ferma, le conseguenze ricadono sulla vita di tutti. È quanto sta accadendo nelle ultime ore nei supermercati di Palermo, dove il blocco dei trasporti su gomma legato al caro carburante, sta provocando difficoltà nell’approvvigionamento delle merci.
Gli scaffali iniziano a svuotarsi, i banchi di frutta e verdura registrano una disponibilità sempre più limitata e anche i reparti refrigerati risentono della mancata consegna delle forniture. Quando si interrompe la rete di distribuzione dei prodotti, i disagi arrivano sulle tavole dei cittadini.
Una prima novità arriva dal fronte della mobilitazione. Il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha annunciato una ripresa parziale dell’attività: già da questa mattina, i tir del comparto ortofrutticolo sono tornati a circolare.
In questa prima fase, i viaggi avverranno esclusivamente via terra, attraverso lo Stretto di Messina: «Si tratta di una misura di emergenza fondamentale, che permetterà finalmente di svuotare le celle frigorifere, sbloccando la merce già raccolta ed evitando così che tonnellate di prodotto d’eccellenza vadano al macero», fanno sapere dal Comitato. Ripartono dunque le consegne di ortofrutta, in un tentativo di limitare le perdite per i produttori. Per la ripresa dell’intera attività, si dovrà ancora attendere.
I mezzi di servizio - prosegue la nota di Rap - non possono conferire celermente presso le piattaforme e gli impianti di trattamento situati fuori dal territorio comunale causando rallentamenti nel ritiro degli ingombranti e dei RAEE, nello svuotamento dei cassoni scarrabili e nei conferimenti delle frazioni differenziate (in particolare la plastica e l’organico).
Risultano, inoltre, bloccate in autostrada - conclude -anche le autocisterne dedicate al prelievo e al trasporto del percolato di Bellolampo. La situazione è al momento sotto controllo, al netto di alcuni inevitabili disservizi, con l'auspicio che la situazione torni normale in brevissimo tempo».
«L’interlocuzione con il ministro Salvini è stata positiva, vista la sua disponibilità ad accogliere le nostre proposte», ha dichiarato Schifani, assicurando che anche il governo regionale farà la propria parte per contrastare il caro carburante. Le risorse necessarie, secondo quanto annunciato dal presidente, potrebbero arrivare già attraverso le variazioni di bilancio all’esame dell’Assemblea regionale siciliana.
Al centro del confronto resta la richiesta di sottoscrivere un protocollo d’intesa che raccolga le rivendicazioni avanzate dalla categoria. Per gli autotrasportatori l’apertura di un tavolo istituzionale è un passaggio non sufficiente a chiudere la vertenza. Senza impegni formali sulle richieste presentate, la mobilitazione è destinata a proseguire: «Siamo fiduciosi che il Ministro accoglierà le nostre richieste, che riteniamo vitali per il futuro del comparto. Tuttavia, vogliamo chiarire fin da ora che, senza la sottoscrizione ufficiale di tutti i punti richiesti, non verrà revocato alcun fermo dei servizi», ribadiscono dal Cts.
Interviene anche Anci Sicilia, lanciando un appello al governo nazionale e alla Regione: «È indispensabile un intervento immediato che porti al taglio delle accise e all’abbassamento del costo del carburante alla pompa. Si tratta di una misura transitoria fondamentale, in attesa che si arrivi a trovare soluzioni strutturali definitive in grado di salvaguardare l’intero sistema produttivo. Il rischio concreto è il blocco totale di un sistema economico già profondamente fragile come quello siciliano», sottolineano il presidente Paolo Amenta e il segretario generale di Anci Sicilia Mario Emanuele Alvano.
Gli scaffali iniziano a svuotarsi, i banchi di frutta e verdura registrano una disponibilità sempre più limitata e anche i reparti refrigerati risentono della mancata consegna delle forniture. Quando si interrompe la rete di distribuzione dei prodotti, i disagi arrivano sulle tavole dei cittadini.
La protesta
La protesta (cominciata lo scorso 16 ottobre) sta facendo sentire i suoi effetti ben oltre il comparto dei trasporti, coinvolgendo direttamente la grande distribuzione: Il mancato arrivo dei camion rende difficile rifornire regolarmente i punti vendita, mentre cresce l’incertezza sui tempi delle nuove consegne.Una prima novità arriva dal fronte della mobilitazione. Il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha annunciato una ripresa parziale dell’attività: già da questa mattina, i tir del comparto ortofrutticolo sono tornati a circolare.
In questa prima fase, i viaggi avverranno esclusivamente via terra, attraverso lo Stretto di Messina: «Si tratta di una misura di emergenza fondamentale, che permetterà finalmente di svuotare le celle frigorifere, sbloccando la merce già raccolta ed evitando così che tonnellate di prodotto d’eccellenza vadano al macero», fanno sapere dal Comitato. Ripartono dunque le consegne di ortofrutta, in un tentativo di limitare le perdite per i produttori. Per la ripresa dell’intera attività, si dovrà ancora attendere.
Disservizi anche nella raccolta dei rifiuti a Palermo
La Rap avvisa disservizi nella raccolta dei rifiuti: «Si informano i cittadini che, a causa dello sciopero nazionale indetto dal comparto autotrasportatori, che sta rallentando la viabilità sulla A19 (Palermo - Catania) e bloccando diversi svincoli, compreso quello di via Oreto, si stanno verificando rallentamenti nei servizi di raccolta differenziata, nelle forniture di gasolio negli autoparchi, presso i Centri Comunali di Raccolta e presso l’area impianti.I mezzi di servizio - prosegue la nota di Rap - non possono conferire celermente presso le piattaforme e gli impianti di trattamento situati fuori dal territorio comunale causando rallentamenti nel ritiro degli ingombranti e dei RAEE, nello svuotamento dei cassoni scarrabili e nei conferimenti delle frazioni differenziate (in particolare la plastica e l’organico).
Risultano, inoltre, bloccate in autostrada - conclude -anche le autocisterne dedicate al prelievo e al trasporto del percolato di Bellolampo. La situazione è al momento sotto controllo, al netto di alcuni inevitabili disservizi, con l'auspicio che la situazione torni normale in brevissimo tempo».
L'incontro con Salvini
Sul fronte istituzionale si apre intanto uno spiraglio. Il presidente della Regione Renato Schifani, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per discutere le ragioni della protesta e individuare possibili soluzioni. Per domani è previsto a Milano un tavolo istituzionale al quale parteciperanno anche gli autotrasportatori siciliani: l’obiettivo è quello di affrontare le principali criticità del comparto.«L’interlocuzione con il ministro Salvini è stata positiva, vista la sua disponibilità ad accogliere le nostre proposte», ha dichiarato Schifani, assicurando che anche il governo regionale farà la propria parte per contrastare il caro carburante. Le risorse necessarie, secondo quanto annunciato dal presidente, potrebbero arrivare già attraverso le variazioni di bilancio all’esame dell’Assemblea regionale siciliana.
Al centro del confronto resta la richiesta di sottoscrivere un protocollo d’intesa che raccolga le rivendicazioni avanzate dalla categoria. Per gli autotrasportatori l’apertura di un tavolo istituzionale è un passaggio non sufficiente a chiudere la vertenza. Senza impegni formali sulle richieste presentate, la mobilitazione è destinata a proseguire: «Siamo fiduciosi che il Ministro accoglierà le nostre richieste, che riteniamo vitali per il futuro del comparto. Tuttavia, vogliamo chiarire fin da ora che, senza la sottoscrizione ufficiale di tutti i punti richiesti, non verrà revocato alcun fermo dei servizi», ribadiscono dal Cts.
Tir fermi anche a Carini
La protesta coinvolge anche Carini, dove decine di tir sono fermi nelle aree di parcheggio. Sui mezzi lo slogan è chiaro: «L’Italia è una Repubblica fondata sul… lavoro? Ora basta!». Sulla situazione è intervenuto anche il consigliere comunale Giovanni Gallina: «Le difficoltà che stanno affrontando le famiglie, gli agricoltori, i pescatori, i commercianti, le imprese e i lavoratori richiedono attenzione, responsabilità e risposte concrete» ha dichiarato.Interviene anche Anci Sicilia, lanciando un appello al governo nazionale e alla Regione: «È indispensabile un intervento immediato che porti al taglio delle accise e all’abbassamento del costo del carburante alla pompa. Si tratta di una misura transitoria fondamentale, in attesa che si arrivi a trovare soluzioni strutturali definitive in grado di salvaguardare l’intero sistema produttivo. Il rischio concreto è il blocco totale di un sistema economico già profondamente fragile come quello siciliano», sottolineano il presidente Paolo Amenta e il segretario generale di Anci Sicilia Mario Emanuele Alvano.
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