MOBILITÀ

Neanche il tempo di farla che l'hanno tolta: il caso di un'area pedonale in centro a Palermo

Isituita in via sperimentale vicino a 5 scuole, l'8 giugno (a fine anno scolastico), è stata poi rimossa il 5 agosto, quindi prima dell'inizio delle lezioni

Claudia Rizzo
Giornalista e TV producer
  • Pubblicato il
    6 ottobre 2026

Studenti del Regina Margherita in protesta in via del Protonotaro a Palermo

Alle otto del mattino del 2 ottobre gli studenti del Regina Margherita si sono dati appuntamento all'angolo tra corso Vittorio Emanuele e via del Protonotaro. Non per entrare in classe, almeno non subito. L'ingresso è stato rinviato di un'ora, alle 9.00, come forma di protesta contro una situazione che, raccontano, si ripete ogni giorno all'uscita da scuola.

«Centinaia di studenti sono costretti a uscire da via del Protonotaro con il rischio di essere investiti o di trovarsi schiacciati tra le auto e le marmitte», hanno scritto sui social. Una protesta nata attorno a una strada stretta, dove al suono della campanella si concentrano ragazzi, famiglie e automobili e dove, soltanto pochi mesi fa, il Comune aveva deciso di togliere spazio al traffico proprio nelle ore scolastiche.

Via del Protonotaro era infatti una delle strade inserite nelle nuove aree pedonali insieme a via delle Scuole, a un tratto di piazza Sett'Angeli, a piazza dell'Origlione e a via Guido delle Colonne.

La sperimentazione avrebbe dovuto funzionare dall'1 settembre al 30 giugno, nei giorni feriali dalle 7.00 alle 15.00: una fascia pensata in maniera evidente intorno alla vita delle scuole.

Il caos davanti alle scuole

Il Regina Margherita non è l’unico coinvolto. Nelle vie interessate dal provvedimento sorgono cinque istituti, dalla primaria alle superiori. Il risultato è una concentrazione di centinaia di studenti in uno spazio già molto ridotto.

«Ci sono tantissimi bambini e bambine che aspettano di entrare, insieme alle auto dei genitori che li accompagnano e a quelle di chi, attraversando il centro storico, finisce per percorrere questi budelli di strada piccolissimi e pieni di gente», racconta Francesca Sorce, coordinatrice del gruppo Servizi e Relazioni della Consulta della Bicicletta. «Le macchine rimangono inevitabilmente incastrate. In una parola, è il caos, con in più un'aria estremamente inquinata respirata da tutti».

Proprio la presenza delle scuole era stata uno dei motivi alla base della decisione del Comune. Il problema di via del Protonotaro, peraltro, era noto da tempo: già nel 2023 il Consiglio comunale aveva affrontato la sicurezza degli accessi al Regina Margherita proponendo di limitare il traffico carrabile lungo la strada.

Tre anni dopo, nell'ordinanza sulla nuova area pedonale, gli uffici comunali scrivevano che la pressione delle auto nei pressi degli istituti scolastici rappresentava una criticità e che la carenza di spazi per i pedoni richiedeva interventi specifici.

La sperimentazione fermata prima di partire

La sperimentazione, però, non ha mai avuto davvero il tempo di misurarsi con la quotidianità. Il provvedimento è stato adottato l'8 giugno, alla fine dell'anno scolastico. Il primo settembre avrebbe dovuto ripartire, ma il 5 agosto è arrivata la sospensione. «Il fatto di non averci neanche provato è gravissimo», dice Sorce.

Il Comune ha motivato lo stop con le criticità riscontrate nell'accesso dei residenti e con alcuni problemi legati all'attraversamento e alla fluidità della viabilità, rimandando la riattivazione della misura al momento in cui saranno individuate soluzioni capaci di tenere insieme le diverse esigenze.

Ma per la Consulta proprio qui sta uno dei nodi della vicenda. «Davanti alle scuole la priorità deve essere la sicurezza di bambini, ragazzi, famiglie, persone con disabilità e pedoni - dice il portavoce Dario Stellino - Non si può prima riconoscere la necessità di restituire spazio e sicurezza agli utenti deboli della strada e poi, a poche settimane dall'avvio dell'anno scolastico, cancellare quella stessa misura senza fornire motivazioni puntuali e verificabili».

Il nodo dei residenti

La questione, però, non si riduce a una contrapposizione tra studenti e residenti. L'ordinanza di giugno aveva già previsto una serie di eccezioni. In via del Protonotaro, per esempio, l'accesso sarebbe rimasto possibile per i residenti, per i mezzi al servizio delle persone con disabilità, per quelli di soccorso e di pubblica utilità. Per chi disponeva di un posto auto o di un'autorimessa all'interno dell'area era inoltre prevista la possibilità di richiedere un pass.

Per questo dalla Consulta si chiedono perché le difficoltà emerse non siano state affrontate intervenendo sulla regolamentazione, invece di sospendere l'intero progetto. «Se le problematiche relative all'accessibilità dei residenti erano tali da rendere necessaria una sospensione a tempo indeterminato - osserva Stellino - appare necessario comprendere perché non siano state adeguatamente individuate e valutate prima dell'adozione del provvedimento di pedonalizzazione».

Sorce pone la questione in termini ancora più netti. «Bisognava mantenere l'ordinanza e verificare sul campo cosa funzionava e cosa eventualmente andava corretto. Ogni pedonalizzazione porta inizialmente uno scombussolamento, perché cambia abitudini consolidate. Ma in una zona così densa di scuole bisogna partire dalla sicurezza di chi ogni giorno quelle strade le percorre a piedi».

Proprio il tempo trascorso tra le due decisioni è uno degli aspetti contestati dalla Consulta. «A destare perplessità oltretutto è la tempistica - sottolinea Stellino - La sospensione interviene a meno di due mesi dall'adozione del provvedimento che introduceva la sperimentazione e a poche settimane dall'inizio dell'anno scolastico, proprio quando la presenza quotidiana di studenti e famiglie avrebbe reso maggiormente evidente la necessità di garantire percorsi sicuri».

Una battaglia che guarda oltre il centro storico

Adesso la Consulta chiede al Comune di revocare la sospensione e ripristinare le pedonalizzazioni. Ma l'obiettivo, spiegano, non si ferma alle poche vie intorno al Regina Margherita.

«Palermo deve intraprendere un cambiamento - spiega Sorce -. In molte città le strade davanti alle scuole sono state ripensate togliendo spazio alle auto e restituendolo alle persone. Anche qui bisogna cominciare a considerare normale che davanti a una scuola la priorità siano bambini e pedoni».
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