Pioniere della videoarte, cresciuto sulle Madonie: così Leonardo "rapisce" chi guarda
Prospetti di palazzi storici, chiese, habitat naturali e siti sono le dimensioni di tele su cui la memoria esce e prende forma con la potenza cinematografica
Il videoartist Leonardo Bruno
Autore musicista compositore Leonardo Bruno - classe 1963 siciliano cresciuto nello straordinario scenario di Petralia Soprana sulle Madonie - è parte di quella prolifica vena culturale di artisti visionari, aggettivo che nel suo caso esprime una chiara visione della realtà e spiega l'apertura sul mondo dei nuovi linguaggi contemporanei, esperienze immersive tra musica e video mapping art.
Prospetti di palazzi storici, facciate di chiese, habitat naturalistici e siti museali sono le dimensioni di tele su cui la memoria esce e prende forma con la potenza cinematografica e l'innovazione tecnologica. "Il mio video mapping non è intrattenimento, ma trasfigurazione poetica. Le architetture diventano pagine di un racconto visivo, le superfici si fanno membrana viva della memoria. Ogni spettacolo è un quadro in movimento, una narrazione pittorica che coniuga bellezza e profondità storica, tra luci che non abbagliano ma rivelano".
Ma è nelle ultime ricerche sulle radici profonde della nostra cultura popolare che si è spinto a produrre scenografie mozzafiato che lasciano il pubblico letteralmente senza parole: lo studio di quelle arti minori da cui ha preso vita la straordinaria produzione artigianale oggi rivalutata e riconosciuta nella sua giusta collocazione: l'arte preziosa e antichissima dell'intreccio dei merletti ( da cui prende vita il progetto Merletti Incantati appunto) e quella degli artigiani del mondo immaginifico delle rappresentazioni dei carretti.
Due icone che parlano di riti catartici, straordinarie abilità femminili ancestrali, di storie e gesta eroiche dipinte a colori sgargianti che raccontavano un mondo di cavalleria araldica, letto e interpretato dalla atavica vittoria del bene sul male, su ipotetici invasori. Questo è lo sguardo attento che è andato oltre, che ha chiaro come le stratificazioni millenarie delle matrici culturali multietniche che hanno - come tutt'ora - attraversato il Mediterraneo, siano l'origine di un patrimonio multifocale completo di sonorità, scrittura, arte, folclore, cibo, l'habitat di una vicenda umana siciliana complessa, tanto splendida quanto spesso irrisolta, interpretata e proiettata perché esca dalle teche, dai musei, dai teatri e negli spazi aperti sia fruibile da tutti. Sono queste le ragioni che lo trattengono dal non seguire la strada di altri che lo hanno preceduto: andarsene con il cuore in una mano e l'esigenza di realizzarsi nell'altra, partire per luoghi dove l'arte oltre alla mera soddisfazione, è quel pane quotidiano che rende tangibile e dignitosa una fatica intellettuale.
Il mondo musicale dal quale proviene - tutt'oggi è produttore, direttore artistico, autore con collaborazioni storiche del calibro di Eugenio Bennato, Aida Sattaflores, Santi Cicardo, Marco Savatteri, Vincenzo Mancuso, Ruggiero Marcellino, I beddi - è ideatore e autore dello storico del Presepe D’Incanto a Petralia Soprana, delle scenografie mappate per spettacoli come "Camicette bianche e Icaro", l'Orchestra sinfonica Siciliana ha eseguito pezzi musicali opera di suoi arrangiamenti - è solo il trait d'union, lo spartito dove le note che aspettano mute acquistano movimento animate dalle immagini in un "ensemble" che genera emozioni, stupore, riflessione, dove il suono o le voci narranti hanno testi sempre potenti.
Le videoinstallazioni statiche o in movimento di projection mapping sono il risultato di una continua esplorazione del patrimonio identitario della Sicilia passando per forme plasmate con luce e colori, utilizzando i linguaggi tecnologici e creare scenografie immersive. Ogni evento non è mai solo spettacolo: è il prodotto di un progetto più ampio.
«Non si tratta solo di mostrare, il significato è più ampio e profondo: Significa una esperienza che restituisce tangibilità, rivela e dona forma ad una memoria silenziosa. Quello stesso silenzio che è il suono dei borghi che invita alla contemplazione, al rispetto, che genera flussi di visitatori fatti non di soli numeri ma attenzione, desiderio di scoperta e di conoscenza, consapevolezza che c'è un mondo da custodire, salvare, tramandare».
Un pioniere della videoarte
È un pioniere delle nuove rappresentazioni artistiche di videoarte: le mappature di superfici sulle quali si innestano immagini e luci che attraverso l'innovazione del movimento trasformano il mondo bidimensionale in una virtuale tridimensionalità che rapisce e cattura lo spettatore, suscita emozioni che lo tengono incollato allo spettacolo fino all'ultimo istante. Il mondo dell'arte è la sua prima fonte di ispirazione, pittura e scultura, ma ultimamente anche il movimento fisico del corpo con la danza che trasforma le superfici in palcoscenico.Prospetti di palazzi storici, facciate di chiese, habitat naturalistici e siti museali sono le dimensioni di tele su cui la memoria esce e prende forma con la potenza cinematografica e l'innovazione tecnologica. "Il mio video mapping non è intrattenimento, ma trasfigurazione poetica. Le architetture diventano pagine di un racconto visivo, le superfici si fanno membrana viva della memoria. Ogni spettacolo è un quadro in movimento, una narrazione pittorica che coniuga bellezza e profondità storica, tra luci che non abbagliano ma rivelano".
Ma è nelle ultime ricerche sulle radici profonde della nostra cultura popolare che si è spinto a produrre scenografie mozzafiato che lasciano il pubblico letteralmente senza parole: lo studio di quelle arti minori da cui ha preso vita la straordinaria produzione artigianale oggi rivalutata e riconosciuta nella sua giusta collocazione: l'arte preziosa e antichissima dell'intreccio dei merletti ( da cui prende vita il progetto Merletti Incantati appunto) e quella degli artigiani del mondo immaginifico delle rappresentazioni dei carretti.
Due icone che parlano di riti catartici, straordinarie abilità femminili ancestrali, di storie e gesta eroiche dipinte a colori sgargianti che raccontavano un mondo di cavalleria araldica, letto e interpretato dalla atavica vittoria del bene sul male, su ipotetici invasori. Questo è lo sguardo attento che è andato oltre, che ha chiaro come le stratificazioni millenarie delle matrici culturali multietniche che hanno - come tutt'ora - attraversato il Mediterraneo, siano l'origine di un patrimonio multifocale completo di sonorità, scrittura, arte, folclore, cibo, l'habitat di una vicenda umana siciliana complessa, tanto splendida quanto spesso irrisolta, interpretata e proiettata perché esca dalle teche, dai musei, dai teatri e negli spazi aperti sia fruibile da tutti. Sono queste le ragioni che lo trattengono dal non seguire la strada di altri che lo hanno preceduto: andarsene con il cuore in una mano e l'esigenza di realizzarsi nell'altra, partire per luoghi dove l'arte oltre alla mera soddisfazione, è quel pane quotidiano che rende tangibile e dignitosa una fatica intellettuale.
Il respiro della Sicilia
«C’è un passato fragile, come un uccello che fatica a restare in volo. Eppure è lì che vive il respiro più autentico: nei profumi, nelle radici, in ciò che mi ha costruito. Questo lavoro è un gesto di attenzione, un ascolto silenzioso verso ciò che ancora resiste dentro di noi». Il suo mantra artistico è "connessioni" ovvero quella ricerca fondamentale a tutto tondo di intrecci tra contenuti e risorse come lui stesso sottolinea. " Trovare e stabilire tutte quelle relazioni che vario titolo tra enti locali e responsabilità politiche, scuola e formazione, investimenti e progettazione attraverso lo spettacolo e l'arte possono nutrire il territorio di nuove vitalità, rigenerazioni, attrarre economie e produrne di proprie per sostenere le piccole comunità nelle cui pieghe si nascondono i pericoli dello spopolamento, la piaga dell'abulia, il depauperamento di una realtà destinata a scomparire, digerita.Il mondo musicale dal quale proviene - tutt'oggi è produttore, direttore artistico, autore con collaborazioni storiche del calibro di Eugenio Bennato, Aida Sattaflores, Santi Cicardo, Marco Savatteri, Vincenzo Mancuso, Ruggiero Marcellino, I beddi - è ideatore e autore dello storico del Presepe D’Incanto a Petralia Soprana, delle scenografie mappate per spettacoli come "Camicette bianche e Icaro", l'Orchestra sinfonica Siciliana ha eseguito pezzi musicali opera di suoi arrangiamenti - è solo il trait d'union, lo spartito dove le note che aspettano mute acquistano movimento animate dalle immagini in un "ensemble" che genera emozioni, stupore, riflessione, dove il suono o le voci narranti hanno testi sempre potenti.
Le videoinstallazioni statiche o in movimento di projection mapping sono il risultato di una continua esplorazione del patrimonio identitario della Sicilia passando per forme plasmate con luce e colori, utilizzando i linguaggi tecnologici e creare scenografie immersive. Ogni evento non è mai solo spettacolo: è il prodotto di un progetto più ampio.
«Non si tratta solo di mostrare, il significato è più ampio e profondo: Significa una esperienza che restituisce tangibilità, rivela e dona forma ad una memoria silenziosa. Quello stesso silenzio che è il suono dei borghi che invita alla contemplazione, al rispetto, che genera flussi di visitatori fatti non di soli numeri ma attenzione, desiderio di scoperta e di conoscenza, consapevolezza che c'è un mondo da custodire, salvare, tramandare».
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