CRONACA

Sconti a benzina e gasolio, a Palermo code ai distributori Eni: quanto si risparmia davvero

Anche in città è corsa al pieno nei distributori che applicano il tetto ai prezzi del carburante. Dopo Eni, anche Ip e Q8. Proseguono le proteste per il caro gasolio

Claudia Rizzo
Giornalista e TV producer
  • Pubblicato il
    29 settembre 2026

Auto in fila davanti al distributore Eni di viale Campania (foto di Claudia Rizzo)

Nel primo pomeriggio di ieri (lunedì 28 settembre), in viale Campania, le auto continuano ad arrivare. Entrano nell’area di servizio Eni da entrambi i lati della strada e si mettono in fila davanti alle colonnine. Qualche metro più in là, agli altri distributori dello stesso viale, la situazione è quasi opposta: poche macchine e pompe libere.

Il motivo è scritto sul cartello che sovrasta l’impianto: 1,990 euro al litro per la benzina, 2,190 per il diesel. È il primo giorno del tetto ai prezzi deciso da Eni e a Palermo l’effetto si vede già. Dove il carburante costa meno si aspetta; dove costa di più, almeno oggi, si passa oltre.

Quanto si risparmia facendo il pieno

Basta guardare i numeri per capire perché qualcuno sia disposto anche ad aspettare qualche minuto in più. Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 28 settembre, in Sicilia il prezzo medio del self service è di 2,165 euro al litro per la benzina e 2,385 euro per il gasolio.

Rispetto al tetto fissato da Eni, la differenza è quindi di 17,5 centesimi al litro sulla benzina e 19,5 centesimi sul diesel. Su un pieno da 50 litri il risparmio teorico arriva così quasi a 9 euro per la benzina e quasi 10 euro per il gasolio.

Una cifra che, soprattutto per chi usa l’auto ogni giorno, può fare la differenza e spiega perché davanti ad alcuni impianti palermitani il normale viavai del rifornimento si sia trasformato in una coda.
Perché Eni ha deciso di mettere un tetto ai prezzi

La misura arriva dopo nuovi aumenti dei carburanti e resterà in vigore inizialmente per trenta giorni, con la possibilità di essere estesa fino alla fine dell'anno. Il gruppo collega la decisione alla contrazione dell'offerta di prodotti raffinati sui mercati internazionali, alle crisi geopolitiche e alla riduzione della capacità di raffinazione europea.

A pesare sul prezzo del diesel c'è inoltre la riduzione dell'agevolazione sulle accise entrata in vigore nei giorni scorsi. È in questo scenario che Eni ha scelto di intervenire sui propri listini, proprio mentre il costo del pieno tornava a salire.

Anche IP e Q8 mettono un tetto ai prezzi

E la mossa di Eni non è rimasta isolata. Anche Socar, proprietaria di Italiana Petroli, ha deciso di intervenire sulla rete IP. L'applicazione è partita da alcune centinaia di distributori e sarà progressivamente estesa: anche in questo caso il tetto indicato è di 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il gasolio.

Non significa però che da oggi tutti i distributori IP espongano già quei prezzi. A Palermo, nella prima giornata, in diversi impianti i listini risultano ancora invariati: il diesel self arriva in alcuni casi a 2,289 euro, mentre la benzina è a 2,109; in altri punti vendita i prezzi sono ancora superiori.

Anche Q8 ha deciso di abbassare i prezzi del carburante e lo farà a partire dall'1 ottobre e sempre per trenta giorni. «Q8 Italia - si legge nella nota del gruppo - accogliendo l’invito del governo italiano, applicherà un price cap sulla benzina e sul gasolio». La riduzione si applicherà «con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell’azienda».

Dal pieno alle proteste: il caro carburante accende la Sicilia

Quello che per un automobilista significa scegliere dove fare rifornimento ha conseguenze ben più pesanti per chi consuma centinaia o migliaia di litri per lavorare.

In Sicilia gli agricoltori sono tornati in strada con i trattori per protestare contro il caro gasolio e l'aumento dei costi di produzione. Manifestazioni e rallentamenti hanno interessato diverse zone dell'Isola.

Nelle prossime settimane la protesta potrebbe allargarsi all'autotrasporto. I camionisti siciliani hanno annunciato un fermo dal 16 al 20 ottobre, con i mezzi che resteranno nei piazzali e lo stop alla movimentazione dei semirimorchi nei porti dell'Isola.

Due facce della stessa impennata dei prezzi: da una parte gli automobilisti che cercano il distributore più conveniente per risparmiare quasi dieci euro sul pieno, dall'altra interi settori produttivi per i quali pochi centesimi in più al litro diventano, a fine giornata, cifre ben più pesanti.

Così, mentre le compagnie provano a frenare i rincari con nuovi tetti, il prezzo alla pompa è già diventato terreno di concorrenza tra i distributori e di protesta sulle strade siciliane.
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