"Sono orbo, ma la vedo nera", l'ironia di Savatteri: la Sicilia vista dall'autore di Màkari
Lo scrittore ci svela qualche indizio su cosa dovrà aspettarsi Saverio La Manna nella nuova stagione in arrivo ad aprile 2027 e ci svela l'Isola vista coi suoi occhi
Gaetano Savatteri
C'è un momento, per chi scrive, in cui i personaggi smettono di appartenere solo alla propria immaginazione. Per Gaetano Savatteri è successo con Saverio Lamanna, l'investigatore nato tra le pagina dei suoi romanzi e diventato volto popolare della tv con Màkari, interpretato dall’attore Claudio Gioè.
A dare corpo a quei personaggi, in tv, è anche il luogo dove vivono: «Màkari è già un paesaggio naturale da cartolina. Il paesaggio è uno dei personaggi e forse anche uno degli elementi del successo della serie. Nei miei libri cerco sempre di partire da un fenomeno sociale da sviluppare sotto forma di plot, al di là dell’intrigo poliziesco. Credo che questo sia il modo per non perdere di vista la realtà».
E il pubblico che aspetta il ritorno di Lamanna, slittato dall'autunno ad aprile 2027, dovrà accontentarsi di poco perché Gaetano Savatteri è categorico: non si può fare alcuna anticipazione. «Bisognerà guardare la serie». Un indizio, però, lo concede: «Le vicende private di Lamanna e Suleima conosceranno nuove complicazioni».
Resta l'ultima domanda, quella che porta fuori dalla finzione: che cosa direbbe Lamanna dell'Italia e della Sicilia di oggi? La risposta arriva da Leonardo Sciascia. «Lamanna citerebbe Sciascia - dice Savatteri -, che racconta di un suo concittadino cieco che, quando gli diedero notizia che Mussolini aveva dichiarato guerra a Francia e Inghilterra, commentò: “Con tutto che sono orbo, la vedo nera”. Anche io, che orbo non sono, la vedo abbastanza nera».
La popolarità in Tv
«La popolarità televisiva data ai personaggi letterari è sempre un vantaggio - spiega lo scrittore -. Per gli stessi personaggi che si ritrovano una platea molto più vasta. Per chi scrive l’effetto, almeno all’inizio, può essere straniante: personaggi che erano stati pensati con una certa faccia, cominciano vivere con i volti degli attori e delle attrici che li impersonano. Da quel momento è difficile, ad esempio, pensare a Saverio Lamanna senza pensare a Claudio Gioè».A dare corpo a quei personaggi, in tv, è anche il luogo dove vivono: «Màkari è già un paesaggio naturale da cartolina. Il paesaggio è uno dei personaggi e forse anche uno degli elementi del successo della serie. Nei miei libri cerco sempre di partire da un fenomeno sociale da sviluppare sotto forma di plot, al di là dell’intrigo poliziesco. Credo che questo sia il modo per non perdere di vista la realtà».
Il filo comune tra romanzi e Fiction
Una realtà che, secondo l'autore, è il filo comune tra romanzi e fiction, pur essendo due strade diverse. A chi ha visto prima la serie e poi si avvicina ai libri, o a chi ha fatto il percorso opposto, Savatteri consiglia di «tenere conto che fiction e romanzi hanno linguaggi diversi, finalità diversi e a volte pubblici diversi. Ogni opera può produrne altre diverse e che si sviluppano secondo l’autonomia di attori, registi, sceneggiatori, troupe. Credo che comunque, tra romanzi e fiction, ci sia sempre il medesimo spirito: raccontare, attraverso la Sicilia, la realtà d’oggi con ironia e disincanto».E il pubblico che aspetta il ritorno di Lamanna, slittato dall'autunno ad aprile 2027, dovrà accontentarsi di poco perché Gaetano Savatteri è categorico: non si può fare alcuna anticipazione. «Bisognerà guardare la serie». Un indizio, però, lo concede: «Le vicende private di Lamanna e Suleima conosceranno nuove complicazioni».
Resta l'ultima domanda, quella che porta fuori dalla finzione: che cosa direbbe Lamanna dell'Italia e della Sicilia di oggi? La risposta arriva da Leonardo Sciascia. «Lamanna citerebbe Sciascia - dice Savatteri -, che racconta di un suo concittadino cieco che, quando gli diedero notizia che Mussolini aveva dichiarato guerra a Francia e Inghilterra, commentò: “Con tutto che sono orbo, la vedo nera”. Anche io, che orbo non sono, la vedo abbastanza nera».
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