Un'Atlantide in miniatura al largo della Sicilia: dove trovi le Latomie di Punta Mola
L’oro della pietra, il blu del mare, il verde della vegetazione sono uno scenario da togliere il fiato, un luogo da proteggere, tra l'archeologia e la riserva marina
Le Latomie di Punta Mola a Siracusa
Un’Atlantide in miniatura sommersa al largo di Siracusa, con i suoi blocchi squadrati impressi nella roccia. Vista dall’alto sembra davvero una città sconosciuta che affiora tra le onde. Ma non si tratta di una civiltà sommersa, bensì dei resti di un’antica Latomia, una sorta di firma indelebile che l’uomo ha impresso sulla costa del Plemmirio, a Siracusa.
Risale all’epoca greco classica, quando la città di Siracusa era una delle metropoli più potenti e ricche del Mediterraneo. Per edificare templi, mura difensive, monumenti e le stesse abitazioni cittadine di Ortigia e della Neapolis, servivano grosse quantità di pietra. Per questo vennero ricavate dalla scogliera le Latomie di Punta Mola, anche perché si trattava di una zona facilmente raggiungibile rispetto alle altre latomie situate nel cuore della città.
In questo modo gli scalpellini potevano intagliare i blocchi di pietra per poi caricarli direttamente sulle imbarcazioni via mare. E i segni sono ancora visibili. Sulle rocce che affiorano e sui fondali bassi sono tuttora presenti i solchi lasciati dai cunei di legno e dai picconi per l’estrazione dei blocchi.
Ma la natura ha fatto il suo corso e dunque l’erosione marina e l’innalzamento del livello del mare hanno parzialmente sommerso le cave. Però sono rimaste delle insenature, quasi delle piscine naturali che sembrano delle sculture moderne e conservano ancora quell’antico fascino che caratterizza tutto questo territorio.
Ma servono abbigliamento adeguato, scarpe da trekking leggero, acqua e maschera da snorkeling. Visitare questa zona, dunque, così come l’Area marina protetta del Plemmirio permette di ammirare uno dei luoghi più suggestivi della costa siracusana, una zona dove la natura cerca di mantenere vivo il suo legame con la storia e dove ancora c’è un’atmosfera di pace assoluta e di silenzio.
L’oro della pietra, il blu del mare, il verde della vegetazione sono uno scenario naturale da togliere il fiato, un luogo da preservare e proteggere, punto d’incontro, ancora evidente, tra l’antica archeologia siracusana e la bellezza selvaggia di una riserva marina tutta da scoprire.
Un sito di straordinaria bellezza
A pochi passi dalla straordinaria Area marina protetta, lungo la costa orientale della Penisola della Maddalena, si trovano le Latomie di Punta Mola, conosciute anche come Punta della Mola, uno dei siti archeologico-naturalistici, a cielo aperto, più affascinanti e poco conosciuti del territorio siracusano.Risale all’epoca greco classica, quando la città di Siracusa era una delle metropoli più potenti e ricche del Mediterraneo. Per edificare templi, mura difensive, monumenti e le stesse abitazioni cittadine di Ortigia e della Neapolis, servivano grosse quantità di pietra. Per questo vennero ricavate dalla scogliera le Latomie di Punta Mola, anche perché si trattava di una zona facilmente raggiungibile rispetto alle altre latomie situate nel cuore della città.
In questo modo gli scalpellini potevano intagliare i blocchi di pietra per poi caricarli direttamente sulle imbarcazioni via mare. E i segni sono ancora visibili. Sulle rocce che affiorano e sui fondali bassi sono tuttora presenti i solchi lasciati dai cunei di legno e dai picconi per l’estrazione dei blocchi.
Ma la natura ha fatto il suo corso e dunque l’erosione marina e l’innalzamento del livello del mare hanno parzialmente sommerso le cave. Però sono rimaste delle insenature, quasi delle piscine naturali che sembrano delle sculture moderne e conservano ancora quell’antico fascino che caratterizza tutto questo territorio.
Una tragica leggenda
La zona di Punta Mola confina con la celebre insenatura della “Pillirina”, legata alla tragica leggenda di una giovane donna che attendeva invano il ritorno del suo amato marinaio. Inoltre a pochi passi si trovano i resti di fortificazioni, bunker e batterie antiaeree risalenti al secondo conflitto mondiale. Le latomie di Punta Mola si possono visitare. Esse si trovano all’interno del Sentiero della Maddalena, varco 34 o varco 35 dell’Area Marina Protetta del Plemmirio.Come raggiungere le Latomie
Per poterle raggiungere da Siracusa occorre seguire le indicazioni per la Penisola della Maddalena / Plemmirio. E così poi arrivare al varco 34. Dal parcheggio parte un sentiero sterrato panoramico aperto al pubblico. Il percorso è pianeggiante, immerso nella macchia mediterranea, ed è percorribile in 10-15 minuti di camminata.Ma servono abbigliamento adeguato, scarpe da trekking leggero, acqua e maschera da snorkeling. Visitare questa zona, dunque, così come l’Area marina protetta del Plemmirio permette di ammirare uno dei luoghi più suggestivi della costa siracusana, una zona dove la natura cerca di mantenere vivo il suo legame con la storia e dove ancora c’è un’atmosfera di pace assoluta e di silenzio.
L’oro della pietra, il blu del mare, il verde della vegetazione sono uno scenario naturale da togliere il fiato, un luogo da preservare e proteggere, punto d’incontro, ancora evidente, tra l’antica archeologia siracusana e la bellezza selvaggia di una riserva marina tutta da scoprire.
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