CRONACA

Un parco urbano da Lolli a Notarbartolo: il progetto ora c'è (ma i fondi ancora no)

La Giunta ha scelto una delle alternative progettuali presentate. Per realizzarlo servono 13 milioni, non ancora stanziati ufficialmente dalla Regione

Claudia Rizzo
Giornalista e TV producer
  • Pubblicato il
    25 settembre 2026

Collegamento fermata Turrisi Colonna/stazione Lolli (Il render)

C'è uno spazio nel cuore di Palermo che per anni è stato soprattutto una distanza: un margine, una porzione di città difficile da attraversare e ancora più difficile da immaginare diversa. È l'area che corre tra Lolli e Notarbartolo, oggi ancora legata ai cantieri ferroviari e alle trasformazioni della rete dei trasporti, ma che nei progetti del Comune è destinata a cambiare volto.

Qui dovrebbe nascere un nuovo parco urbano lineare: una lunga fascia verde che, passando per l'area di Malaspina e della futura fermata Turrisi Colonna, colleghi Lolli alla stazione Notarbartolo.

Non semplicemente un giardino, dunque, ma uno spazio pubblico pensato per ricucire parti di città che oggi risultano separate o poco comunicanti tra loro. È questo l'obiettivo indicato anche negli atti comunali, che parlano di nuovi collegamenti pedonali e ciclabili, verde urbano, spazi per la socialità, lo sport e il tempo libero.

Negli ultimi giorni il progetto ha compiuto un nuovo passaggio. Con una delibera approvata il 18 settembre, la Giunta ha dato il via libera al Documento di fattibilità delle alternative progettuali, il cosiddetto DOCFAP. Dietro la sigla un po' tecnica c'è, in realtà, un passaggio abbastanza semplice da spiegare: il Comune ha messo a confronto due possibili modi di trasformare quest'area e ha scelto quale dei due dovrà fare da base alla progettazione successiva.

Un parco da vivere, non solo da attraversare

Le ipotesi erano due. La prima immaginava un parco soprattutto naturalistico, con una forte presenza di verde e dotazioni sportive più limitate. La seconda, definita “multifunzionale”, affianca invece alle aree verdi spazi per lo sport, il tempo libero e la socialità, oltre a una nuova piazza in grado di ospitare attività, eventi temporanei e anche spettacoli di teatro all'aperto.

È proprio questa seconda soluzione quella indicata dagli uffici come preferibile e scelta dalla Giunta come riferimento per andare avanti. Perché l'idea è di trasformare uno spazio oggi in gran parte legato alle infrastrutture ferroviarie in un luogo da vivere: dove camminare, andare in bicicletta, incontrarsi o semplicemente fermarsi.

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda proprio il modo in cui questo nuovo spazio dovrebbe inserirsi nella città che sta intorno. L'obiettivo indicato negli atti è infatti quello di ricostruire collegamenti sia lungo l'asse Lolli-Notarbartolo sia tra le strade e i quartieri che oggi si affacciano sui due lati dell'area. In altre parole, il parco non dovrebbe funzionare come una striscia verde chiusa tra due estremità, ma come uno spazio attraversabile da più punti, capace di mettere in comunicazione parti di Palermo oggi poco collegate tra loro.

Anche sotto questo aspetto la soluzione multifunzionale è risultata preferibile: oltre agli ingressi principali, prevede infatti una maggiore possibilità di accesso e anche un ulteriore ingresso potenziale da via Adria.

Il verde dunque resta centrale, ma insieme alla mobilità e alla funzione sociale degli spazi. Negli atti si parla infatti di rete ecologica e biodiversità, ma anche di luoghi accessibili e inclusivi, servizi culturali e ricreativi e attenzione alle esigenze della collettività.

Il nodo dei 13 milioni

Adesso che c’è l’indirizzo è importante capire anche a che punto siamo davvero, perché l'approvazione del documento non significa che il progetto sia ormai pronto a partire. Ed è qui che entra in gioco il punto più delicato della vicenda.

Il quadro economico dell'intervento è di 13 milioni di euro, che dovrebbero arrivare dalla programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027. Negli atti della Giunta queste risorse vengono indicate come fonte di copertura dell'opera. Ma il parere della Ragioneria generale allegato alla delibera mette un paletto importante: al momento non risulta ancora il provvedimento con cui la Regione abbia formalmente assegnato quei 13 milioni al Comune di Palermo. Lo stesso documento precisa infatti che l'atto «non attesta l'effettiva concessione o disponibilità del finanziamento».

«La cosa fondamentale da chiarire è che ancora i soldi non ci sono - sottolinea il presidente dell’Ottava circoscrizione Marcello Longo - Possiamo essere fiduciosi che la Regione accolga la richiesta del Comune, ma prima di dire che il progetto è finanziato bisogna aspettare l'effettiva assegnazione delle risorse».

Tradotto dal linguaggio amministrativo significa che il progetto sta andando avanti, ma i lavori non possono ancora partire. La stessa Ragioneria precisa che l'approvazione del documento ha, per ora, una natura tecnica e programmatica: non permette ancora al Comune di impegnare quelle somme, affidare i lavori o stipulare contratti. Prima servirà il formale provvedimento di finanziamento e andranno completati i passaggi contabili necessari per poter utilizzare concretamente le risorse.

Non solo. Tra le questioni ancora da definire ci sono anche i costi futuri di gestione e manutenzione del parco, chi dovrà sostenerli e l'aggiornamento del cronoprogramma dell'intervento. Sono aspetti che la Ragioneria ritiene necessari prima che il progetto produca effetti concreti sul bilancio comunale.

Coinvolgere il quartiere

Per Longo, però, c'è un altro passaggio che dovrebbe accompagnare questa fase: aprire il progetto al territorio prima che le scelte diventino definitive. «Finora come Circoscrizione non siamo stati coinvolti e vorremmo esserlo - racconta Longo - Su quest'area abbiamo delle idee e anche il quartiere ne ha. Ad esempio, vorremmo rassicurazioni sul fatto che il parco possa essere accessibile dalle vie Benedetto Marcello e Giuseppe Costanzo Bonfiglio».

Due accessi che erano espressamente previsti nell'alternativa naturalistica, poi scartata, ma che non risultano indicati nello stesso modo nella soluzione multifunzionale scelta come riferimento per la progettazione. «Se questo progetto verrà realizzato, come speriamo il prima possibile, per noi sarebbe cruciale mantenere anche questa possibilità di accesso. E, più in generale, vorremmo che il progetto nella sua globalità fosse adeguatamente condiviso con il territorio».

Una richiesta che arriva proprio adesso che il disegno del parco è ancora aperto. La soluzione multifunzionale è stata infatti scelta come indirizzo, ma non rappresenta ancora un progetto esecutivo: saranno le prossime fasi a stabilire tutti i dettagli dell’opera.

È dunque in questa fase, secondo Longo, che la Circoscrizione e gli abitanti dovrebbero poter dire la loro. Una richiesta che trova un appiglio anche nello stesso documento comunale, che tra i temi da tenere in considerazione indica, accanto al verde e alla mobilità pedonale e ciclabile, la “dimensione sociale” e le necessità della collettività.
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