Un parco urbano da Lolli a Notarbartolo: così rinascono le aree attorno alle stazioni
A spiegare la visione è l’assessore Maurizio Carta, che sottolinea la portata strategica dell’intervento: "Il parco urbano lineare sarà un’infrastruttura ecologica e sociale"
Il progetto verrà presentato ufficialmente alla città verso la metà del 2026, in un momento pubblico che segnerà non solo l’avvio operativo, ma anche l’apertura di una nuova narrazione urbana condivisa. Finanziato nell’ambito dell’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC 2021-2027) tra Presidenza del Consiglio dei Ministri e Regione Siciliana, l’intervento non si limita a ridisegnare uno spazio urbano: lo reinventa. Il masterplan, elaborato da RFI in sinergia con gli uffici comunali, prevede la riconnessione tra i Cantieri Culturali alla Zisa, il Castello della Zisa, Villa Malfitano, Villa Serradifalco e Villa Filippina, integrando mobilità sostenibile, servizi di prossimità, spazi espositivi e aree ludico-sportive.
A spiegare la visione è l’assessore comunale alla Rigenerazione urbana, Maurizio Carta, che sottolinea anzitutto la portata strategica dell’intervento: «Il parco urbano lineare sarà un’infrastruttura ecologica e sociale capace di generare nuovo valore urbano». Non una semplice riqualificazione, ma una trasformazione profonda: «Non si tratta soltanto di riqualificare uno spazio residuale, ma di costruire un sistema di connessioni vegetali, culturali e sociali che trasformi una storica cesura urbana in una dorsale di innovazione e prossimità».
Carta insiste sul metodo, fatto di gradualità e apertura al cambiamento: «Attraverso un approccio incrementale e adattivo, il progetto introdurrà funzioni miste, usi temporanei e nuovi servizi urbani, contribuendo a una Palermo più resiliente, inclusiva e contemporanea». Il dialogo con il territorio diventa elemento centrale: «Attraverso una pianificazione integrata e un dialogo costante con il territorio, stiamo trasformando zone spesso dimenticate in nuovi centri di aggregazione e innovazione».
E poi una dichiarazione che suona quasi come un manifesto politico e culturale: «La rigenerazione è il motore che permette a Palermo di evolvere senza perdere la propria identità storica». Non manca il riconoscimento al lavoro tecnico e istituzionale che ha reso possibile l’accordo: «Ringrazio gli ingegneri Ciralli, Di Francisca e i loro uffici e la Professore Celauro per l’attività costante in sinergia con l'ingegnere Colaneri di RFI e i suoi uffici che hanno consentito di arrivare a questo importante atto che apre una nuova stagione di collaborazione istituzionale e tecnica con RFI a beneficio non solo del sistema integrato di trasporto pubblico locale di massa ma anche della connessa rigenerazione urbana».
Lo sguardo è già rivolto ai prossimi passaggi operativi: «L’accordo prevede una rigorosa tabella di marcia in linea con le scadenze del Programma FSC». L’attivazione del soggetto attuatore, spiega l’assessore, consentirà di accelerare: «L’attivazione del Soggetto Attuatore consentirà di avviare le procedure negoziali nel più breve tempo possibile, avendo già individuato l’appaltatore, l’impresa D’Agostino, e puntando a una cantierizzazione che segua il progresso dei lavori ferroviari sopra le gallerie del passante».
Infine, l’obiettivo più importante, quello che riguarda direttamente i cittadini: «Una volta collaudate, le aree che non sono funzionali all’esercizio ferroviario torneranno nella piena disponibilità della cittadinanza come bene comune per il quartiere e per l’intera città vista la centralità dell’area e la sua raggiungibilità con la metropolitana».
È qui che il progetto rivela la sua anima più autentica: non soltanto verde, non soltanto infrastruttura, ma restituzione. Palermo prova ancora una volta a trasformare una frattura in opportunità, una barriera in connessione, un margine in centro. E mentre si attende la presentazione ufficiale di metà 2026, cresce la consapevolezza che questa non sia solo un’opera pubblica, ma un gesto d’amore verso Palermo: una città che continua a reinventarsi senza smettere di riconoscersi.
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