AMBIENTE

Una piattaforma studia l'innalzamento del mare: quali sono le aree a rischio in Sicilia

Il sito rende accessibili dati sulle trasformazioni delle coste, permettendo di osservare con mappe digitali le zone che potrebbero essere interessate

Aurelio Sanguinetti
Esperto di scienze naturali
  • Pubblicato il
    3 ottobre 2026

Un'onda si abbatte sul lungomare Vittorini a Siracusa (foto di Augusto Scariolo)

Il cambiamento climatico sta trasformando progressivamente il rapporto tra la terra e il mare. Dove un tempo c’era la costa, oggi si può trovare della sabbia bagnata dal mare, mentre in futuro chissà, potrebbe esserci, persino un mare profondo. Gli scienziati d’altronde ci avevano avvertito. Ormai da anni l’aumento delle temperature favorisce la perdita di ghiaccio dalle calotte e dai ghiacciai, contribuendo all’innalzamento del livello degli oceani e mettendo sotto pressione numerose aree costiere.

Il Coastal risk finder

Non si tratta di uno scenario puramente teorico, ma di un fenomeno già osservato e destinato ad avere conseguenze ambientali, sociali ed economiche sempre più rilevanti, anche nel Mediterraneo e nella nostra Sicilia. Uno degli strumenti utilizzati per comprendere quali territori potrebbero essere maggiormente esposti è Coastal Risk Finder, una piattaforma interattiva dedicata all’analisi dei rischi legati all’innalzamento del livello del mare.

Il sito nasce con l’obiettivo di rendere accessibili dati e proiezioni scientifiche sulle trasformazioni delle coste, permettendo di osservare attraverso mappe digitali le zone che potrebbero essere interessate dalle future variazioni del livello marino. La sua utilità risiede soprattutto nella possibilità di collegare le informazioni sul cambiamento climatico alla conformazione concreta dei territori, mostrando come anche differenze apparentemente minime nella morfologia della costa possano modificare il grado di esposizione.

Il caso italiano

Nel caso italiano, l’attenzione si concentra soprattutto sull’Adriatico, una fascia costiera caratterizzata da numerose aree pianeggianti e particolarmente vulnerabili all’innalzamento delle acque. Tra i centri indicati nelle proiezioni figurano Venezia, Ravenna, Rimini, Ancona e Bari. Anche lungo il versante tirrenico esistono territori potenzialmente esposti, con particolare interesse per alcune zone della Campania e della Toscana, comprese le aree di Napoli, Pisa, Livorno, Castel Volturno e Cuma.

Le aree più vulnerabili in Sicilia

In Sicilia, le aree considerate più vulnerabili comprendono in particolare alcuni territori delle province di Catania e Trapani. La loro esposizione dipende dalla conformazione della costa, dalla presenza di pianure e zone umide e dalla vicinanza al mare di infrastrutture, abitazioni e attività economiche.

In scenari caratterizzati da un ulteriore aumento del livello marino, alcune aree potrebbero quindi essere interessate da fenomeni di allagamento e dall'arretramento della linea di costa, come dimostrato a gennaio dall’azione erosiva del ciclone Harry, che ha ampiamente distrutto interi settori dell’isola. Un caso particolare è quello di Mondello. La storia di questo luogo è strettamente legata all’acqua: fino alla prima metà dell’Ottocento, l’area era infatti caratterizzata da una vasta zona paludosa, separata dal mare da una fascia di sabbia.

La trasformazione del territorio avvenne progressivamente grazie a importanti interventi di bonifica e urbanizzazione, che contribuirono a trasformare Mondello da ambiente palustre a uno dei più conosciuti luoghi di villeggiatura della Sicilia. La presenza storica della palude rappresenta oggi un elemento interessante per comprendere quanto la morfologia di questo territorio sia stata condizionata dall'acqua e dalle trasformazioni naturali e umane. Questa località balneare per nostra fortuna non è destinata necessariamente a essere sommersa, ma i problemi relativi alla sua rete fognaria – praticamente assente – aumenteranno con l’innalzamento delle acque costiere.

Bisogna qui ricorda che le mappe di rischio costiero vengono elaborate sulla base di differenti scenari climatici e rappresentano possibili evoluzioni del territorio. Non si trattano di previsioni certe. Il loro obiettivo è individuare le aree che potrebbero essere maggiormente esposte qualora il livello del mare continuasse a crescere, ma per nostra sfortuna tutti gli indicatori climatici oggi considerati dalla scienza vanno in questa direzione.

Anche il Mediterraneo si innalzerà e ciò porterà a delle conseguenze. Anche la provincia di Trapani presenta territori particolarmente sensibili a questo fenomeno.

Le celebri saline, modellate dall'interazione tra mare, vento e attività umana, mostrano in modo evidente quanto l'equilibrio tra terra e acqua sia delicato. Un ulteriore innalzamento del livello del mare potrebbe modificare questi ambienti, con possibili conseguenze sia sugli ecosistemi sia sulle attività che dipendono dalle caratteristiche della costa.

In questo senso, la storia dei territori costieri dimostra quanto il rapporto tra ambiente e insediamenti umani sia dinamico: luoghi che nel passato erano paludi, zone umide o aree modellate dall'acqua sono stati progressivamente trasformati dall'uomo e oggi potrebbero nuovamente trovarsi al centro dei cambiamenti dovuti ai danni che abbiamo provocato al clima.
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