A Caltanissetta con "Le Vie dei Tesori": luoghi inediti, passeggiate ed esperienze
La vista da Palazzo Giordano a Caltanissetta
Un viaggio inesauribile iniziato nel 2017, quando uno dei maggiori festival italiani di rigenerazione culturale, ha deciso di espandersi anche fuori da Palermo dove era nato nel 2006: così "Le Vie dei Tesori" tornano a Caltanissetta e festeggiano i loro primi dieci anni negli stessi giorni in cui il festival-madre compie vent’anni.
Di fatto un doppio compleanno che si srotola lungo 15 luoghi - alcuni del tutto inediti e una sorpresa per gli stessi cittadini - e propone esperienze, laboratori, passeggiate e spettacoli. Tre fine settimana, sempre sabato e domenica (dal 10 al 25 ottobre), per una manifestazione nata sin dall’inizio con il sostegno del Comune di Caltanissetta e specificatamente, dell’assessorato alla Cultura oggi retto dall’assessore e vicesindaco Giovanna Candura.
L’edizione di Caltanissetta attraversa le sue trasformazioni: quelle già compiute, quelle in corso, quelle affidate a chi recupera un edificio, apre uno spazio d’arte, continua a impastare il pane in un piccolo borgo. Tra le aperture più attese, l’ex gasometro nel quartiere degli Angeli: costruito nel 1867, alimentava una rete di 12mila metri di tubature e trecento punti luce. Poi arrivò l’elettricità e "l'usina del gas" perse la sua funzione.
Oggi il recupero con fondi PNRR ne prepara la trasformazione in spazio espositivo e museale: il festival permetterà di entrare per la prima volta nel cantiere. Un’altra restituzione riguarda da un paio d’anni la casa natale di Michele Tripisciano, lo scultore nisseno che lavorò all’Altare della Patria e al Palazzo di Giustizia di Roma. Restaurata dopo decenni di abbandono, ospita anche i vasi in ceramica di Marilù Viviano che condurrà anche un laboratorio sulla manipolazione dell’argilla.
Alla Saccara si incontra la memoria di padre Angelico Lipani, il frate che accolse le figlie degli zolfatari morti nelle tragedie minerarie: la sua casa continua a ospitare attività sociali per il quartiere. Poco distante, Sant’Antonio racconta la devozione dei fedeli che ne finanziarono la costruzione e conserva l’Addolorata di Francesco Biangardi, autore delle Vare.
Il percorso tra le chiese raggiunge la seicentesca San Giuseppe, con gli affreschi di Tommaso Pollace e la statua del patrono rivestita in oro; Santa Maria della Provvidenza, dove si sposò Leonardo Sciascia, nel quartiere oggi attraversato dalla street art; Santa Maria delle Grazie, con l’immagine miracolosa dipinta su ardesia e i ritratti dei capitani della Real Maestranza.
Ritorna San Domenico dove si scoprono la storia dei Moncada e la cripta settecentesca con i colatoi per l’essiccazione dei cadaveri; all’abbazia di Santo Spirito, dove i cappuccini distillavano l’infuso che sarebbe poi diventato l’Amaro Averna. I Moncada ritornano nel Lapidarium del loro palazzo, tra mensoloni scolpiti, figure umane e animali fantastici, una ghigliottina borbonica e i ritratti di Francesco Guadagnuolo.
Cambia lo sguardo al Museo della satira Luigi Mastrosimone, dove le caricature in argilla dialogano con la mostra contemporanea “Icons” del Kollettivo Pink. Dentro Villa Lapadura, un nuovo cenacolo, l’Officina degli artisti accoglie le fotografie di Luciano Del Castillo, un’installazione sonora di Cristian Argento e Lucio Bacile e la pittura di Sara Arnau.
Si torna tra i banchi nella scuola-museo San Giusto, dove è stata ricostruita un’aula degli anni Trenta dello scorso secolo, con gli armonium e un grande proiettore degli anni Trenta. Si ritorna nella caserma dei Vigili del Fuoco per conoscere mezzi, attrezzature e lavoro del soccorso.
E ci si ritrova tra i terrazzamenti del parco "Sotto il Monastero", dove il verde incontra spettacolo e land art; sarà uno dei centri nevralgici del festival, tra teatro, concerti e mostre. Ritorna Palazzo Giordano che ospitò Ferdinando II di Borbone: un’occasione ammirare le sue volte affrescate e le sculture di Sebastiano Messina.
Le esperienze portano nell’ex scuola Luigi Monaco, restaurata come emeroteca della Biblioteca Scarabelli e aperta per la prima volta al pubblico in occasione del festival: la mostra “Le mappe raccontano – L’epopea dello zolfo”, curata da Marcello Frangiamone, mette insieme cartografia mineraria e tecnologie multimediali.
E sempre in biblioteca, si sperimenta la scrittura cinese con Armando Turturici (in omaggio al nisseno Girolamo Gravina, missionario in Cina nel XVII secolo), e il laboratorio “Musica e Parole” con Federica Falzone e Damiano Gentile.
Fuori città, il Forno Santa Rita della famiglia Spinello lega le visite alla storia di rinascita del borgo; Adamantea racconta invece l’allevamento della capra girgentana e il lavoro dei casari.
Il 18 ottobre una ciclopasseggiata raggiungerà Santa Caterina Villarmosa, passando tra borghi rurali, masserie e paesaggi dell’entroterra. Il parco Sotto il Monastero sarà anche palcoscenico: “Il mare di carta” di Ivan Giumento guarda alle migrazioni; “Saraceno di Sicilia” intreccia le voci dei poeti e le storie dei carusi; la Giovane Orchestra Sicula, diretta da Raimondo Capizzi, porta dal vivo le grandi colonne sonore. Con “ALSAMT”, Alberto Antonio Foresta invita a percorrere la poesia tra le pietre, accompagnato dal coro Diapasong diretto da Gabriele Ferrara.
Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite e da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Per le passeggiate, coupon da 8 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile.
A chi prenota viene inviata per mail una pagina con un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi sul proprio smartphone o stampata. In alternativa, ci si può presentare direttamente all’ingresso dei luoghi mostrando la pagina con il codice QR ricevuta via mail al momento dell’acquisto, ma si entrerà soltanto se ci sono posti disponibili.
I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon "multiplo" sono disponibili nei luoghi solo ticket da 3 euro. Le scuole o i gruppi possono scrivere a info@leviedeitesori.com. I coupon sono donazioni scaricabili dalla dichiarazione dei redditi a organizzazioni non lucrative di utilità sociale.
Di fatto un doppio compleanno che si srotola lungo 15 luoghi - alcuni del tutto inediti e una sorpresa per gli stessi cittadini - e propone esperienze, laboratori, passeggiate e spettacoli. Tre fine settimana, sempre sabato e domenica (dal 10 al 25 ottobre), per una manifestazione nata sin dall’inizio con il sostegno del Comune di Caltanissetta e specificatamente, dell’assessorato alla Cultura oggi retto dall’assessore e vicesindaco Giovanna Candura.
L’edizione di Caltanissetta attraversa le sue trasformazioni: quelle già compiute, quelle in corso, quelle affidate a chi recupera un edificio, apre uno spazio d’arte, continua a impastare il pane in un piccolo borgo. Tra le aperture più attese, l’ex gasometro nel quartiere degli Angeli: costruito nel 1867, alimentava una rete di 12mila metri di tubature e trecento punti luce. Poi arrivò l’elettricità e "l'usina del gas" perse la sua funzione.
Oggi il recupero con fondi PNRR ne prepara la trasformazione in spazio espositivo e museale: il festival permetterà di entrare per la prima volta nel cantiere. Un’altra restituzione riguarda da un paio d’anni la casa natale di Michele Tripisciano, lo scultore nisseno che lavorò all’Altare della Patria e al Palazzo di Giustizia di Roma. Restaurata dopo decenni di abbandono, ospita anche i vasi in ceramica di Marilù Viviano che condurrà anche un laboratorio sulla manipolazione dell’argilla.
Alla Saccara si incontra la memoria di padre Angelico Lipani, il frate che accolse le figlie degli zolfatari morti nelle tragedie minerarie: la sua casa continua a ospitare attività sociali per il quartiere. Poco distante, Sant’Antonio racconta la devozione dei fedeli che ne finanziarono la costruzione e conserva l’Addolorata di Francesco Biangardi, autore delle Vare.
Il percorso tra le chiese raggiunge la seicentesca San Giuseppe, con gli affreschi di Tommaso Pollace e la statua del patrono rivestita in oro; Santa Maria della Provvidenza, dove si sposò Leonardo Sciascia, nel quartiere oggi attraversato dalla street art; Santa Maria delle Grazie, con l’immagine miracolosa dipinta su ardesia e i ritratti dei capitani della Real Maestranza.
Ritorna San Domenico dove si scoprono la storia dei Moncada e la cripta settecentesca con i colatoi per l’essiccazione dei cadaveri; all’abbazia di Santo Spirito, dove i cappuccini distillavano l’infuso che sarebbe poi diventato l’Amaro Averna. I Moncada ritornano nel Lapidarium del loro palazzo, tra mensoloni scolpiti, figure umane e animali fantastici, una ghigliottina borbonica e i ritratti di Francesco Guadagnuolo.
Cambia lo sguardo al Museo della satira Luigi Mastrosimone, dove le caricature in argilla dialogano con la mostra contemporanea “Icons” del Kollettivo Pink. Dentro Villa Lapadura, un nuovo cenacolo, l’Officina degli artisti accoglie le fotografie di Luciano Del Castillo, un’installazione sonora di Cristian Argento e Lucio Bacile e la pittura di Sara Arnau.
Si torna tra i banchi nella scuola-museo San Giusto, dove è stata ricostruita un’aula degli anni Trenta dello scorso secolo, con gli armonium e un grande proiettore degli anni Trenta. Si ritorna nella caserma dei Vigili del Fuoco per conoscere mezzi, attrezzature e lavoro del soccorso.
E ci si ritrova tra i terrazzamenti del parco "Sotto il Monastero", dove il verde incontra spettacolo e land art; sarà uno dei centri nevralgici del festival, tra teatro, concerti e mostre. Ritorna Palazzo Giordano che ospitò Ferdinando II di Borbone: un’occasione ammirare le sue volte affrescate e le sculture di Sebastiano Messina.
Le esperienze portano nell’ex scuola Luigi Monaco, restaurata come emeroteca della Biblioteca Scarabelli e aperta per la prima volta al pubblico in occasione del festival: la mostra “Le mappe raccontano – L’epopea dello zolfo”, curata da Marcello Frangiamone, mette insieme cartografia mineraria e tecnologie multimediali.
E sempre in biblioteca, si sperimenta la scrittura cinese con Armando Turturici (in omaggio al nisseno Girolamo Gravina, missionario in Cina nel XVII secolo), e il laboratorio “Musica e Parole” con Federica Falzone e Damiano Gentile.
Fuori città, il Forno Santa Rita della famiglia Spinello lega le visite alla storia di rinascita del borgo; Adamantea racconta invece l’allevamento della capra girgentana e il lavoro dei casari.
Il 18 ottobre una ciclopasseggiata raggiungerà Santa Caterina Villarmosa, passando tra borghi rurali, masserie e paesaggi dell’entroterra. Il parco Sotto il Monastero sarà anche palcoscenico: “Il mare di carta” di Ivan Giumento guarda alle migrazioni; “Saraceno di Sicilia” intreccia le voci dei poeti e le storie dei carusi; la Giovane Orchestra Sicula, diretta da Raimondo Capizzi, porta dal vivo le grandi colonne sonore. Con “ALSAMT”, Alberto Antonio Foresta invita a percorrere la poesia tra le pietre, accompagnato dal coro Diapasong diretto da Gabriele Ferrara.
Come partecipare
Il programma completo dei luoghi aperti a Termini Imerese si può consultare online sul sito "Le Vie dei Tesori". La formula resta sempre la stessa: basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito "Le Vie dei Tesori" o negli infopoint allestiti durante il Festival in ogni città.Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite e da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Per le passeggiate, coupon da 8 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile.
A chi prenota viene inviata per mail una pagina con un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi sul proprio smartphone o stampata. In alternativa, ci si può presentare direttamente all’ingresso dei luoghi mostrando la pagina con il codice QR ricevuta via mail al momento dell’acquisto, ma si entrerà soltanto se ci sono posti disponibili.
I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon "multiplo" sono disponibili nei luoghi solo ticket da 3 euro. Le scuole o i gruppi possono scrivere a info@leviedeitesori.com. I coupon sono donazioni scaricabili dalla dichiarazione dei redditi a organizzazioni non lucrative di utilità sociale.
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