"La magia nera nell'arte": la prima mostra tra demoni e simboli proibiti a Bagheria
Lo sconfinamento nell'insolito e nel proibito continua. Dopo il successo di pubblico e le richieste di prenotazione, la mostra d'arte contemporanea di Piero Montana "La magia nera nell'arte", dedicata al mago di Cefalù Aleister Crowley, è stata prorogata fino al 31 luglio al Museo dell’Eros di Bagheria.
L’esposizione, inizialmente prevista fino all'11 luglio, è stata inaugurata sabato 27 giugno alle 17.30 ed è visitabile solo su appuntamento fino al 31 luglio negli spazi del Museo dell’Eros di Bagheria in via Bernardo Mattarella n. 64 e si presenta come la prima mostra in Italia interamente dedicata a questo tema.
Crowley fonda nei primi decenni del Novecento la sua Abbazia di Thélema a Cefalù, dove viene a praticare la sua scandalosa magia sexualis, ma da questa città della Sicilia nell'aprile del 1923, con provvedimento d'urgenza, viene espulso dal suolo italico per ordine di Mussolini per riti ritenuti licenziosi e perversi.
Accanto alle opere di Piero Montana sono esposti anche i lavori di Filippo Bordonaro, Lorenzo Guzzo e Tommaso Serra, all’interno di un percorso che intreccia riferimenti alla demonologia medievale, ai grimori antichi e alla simbologia dell’occulto, rievocando nell’insieme atmosfere inquietanti e tenebrose che già antichi e moderni maestri della pittura hanno saputo magistralmente creare in capolavori quali "Le tentazioni di Sant’Antonio" di Jeronimus Bosch, "Le scene di stregoneria" di Salvatore Rosa, "L’incubo" di Füssli, "Il Sabba" di Fransisco Goya, "I Satanisti" di Félicien Rops e "I Demoni" di Kubin, dai quali tutti l’ideatore della mostra ha tratto pure ispirazione.
Riferimenti precisi delle opere in mostra si possono altresì trovare in testi storici come "Il Testamento e la Clavicola di Salomone", il "Lemegeton", il "Malleus Maleficarum", il "Compendium Maleficarum", e nel "Necronomicon", il famoso pseudobiblion di Lovecraft, i quali tutti contribuiscono a trasformare l’immaginario della stregoneria e del proibito in linguaggio artistico contemporaneo.
Tra i lavori esposti figurano opere come "La dama scarlatta", "Le rose nere", "Stregoneria" di Piero Montana, "Baphomet" di Filippo Bordonaro, "Le Diable noir" di Lorenzo Guzzo e "Frottage noir" di Tommaso Serra.
Pittura, simbolismo e riferimenti storici e letterari costruiscono così una mostra che guarda apertamente all’estetica del "maledetto" e dell’irrazionale, nel volere esprimere una forte reazione all’ipertrofia della ragione, che caratterizza l’angusta mentalità positivista, scientista e materialista propria del nostro tempo.
Una mentalità questa da riprovare soprattutto in campo artistico dove, a causa di essa, critici e "artisti" in maggioranza hanno oggi la pretesa di voler ridurre ogni creazione dell’arte al solo piano dell’immanenza, negando ad essa l’evocazione del Soprannaturale e di altri piani dell’essere.
La mostra si avvale del catalogo intitolato "L’estetica del Diavolo. La magia nera nell’arte" con illustrazioni delle opere, commento e testo critico di Piero Montana in vendita al Museo dell'Eros, al costo di 17 euro (clicca qui per scoprire di più).
L’esposizione, inizialmente prevista fino all'11 luglio, è stata inaugurata sabato 27 giugno alle 17.30 ed è visitabile solo su appuntamento fino al 31 luglio negli spazi del Museo dell’Eros di Bagheria in via Bernardo Mattarella n. 64 e si presenta come la prima mostra in Italia interamente dedicata a questo tema.
Crowley fonda nei primi decenni del Novecento la sua Abbazia di Thélema a Cefalù, dove viene a praticare la sua scandalosa magia sexualis, ma da questa città della Sicilia nell'aprile del 1923, con provvedimento d'urgenza, viene espulso dal suolo italico per ordine di Mussolini per riti ritenuti licenziosi e perversi.
Accanto alle opere di Piero Montana sono esposti anche i lavori di Filippo Bordonaro, Lorenzo Guzzo e Tommaso Serra, all’interno di un percorso che intreccia riferimenti alla demonologia medievale, ai grimori antichi e alla simbologia dell’occulto, rievocando nell’insieme atmosfere inquietanti e tenebrose che già antichi e moderni maestri della pittura hanno saputo magistralmente creare in capolavori quali "Le tentazioni di Sant’Antonio" di Jeronimus Bosch, "Le scene di stregoneria" di Salvatore Rosa, "L’incubo" di Füssli, "Il Sabba" di Fransisco Goya, "I Satanisti" di Félicien Rops e "I Demoni" di Kubin, dai quali tutti l’ideatore della mostra ha tratto pure ispirazione.
Riferimenti precisi delle opere in mostra si possono altresì trovare in testi storici come "Il Testamento e la Clavicola di Salomone", il "Lemegeton", il "Malleus Maleficarum", il "Compendium Maleficarum", e nel "Necronomicon", il famoso pseudobiblion di Lovecraft, i quali tutti contribuiscono a trasformare l’immaginario della stregoneria e del proibito in linguaggio artistico contemporaneo.
Tra i lavori esposti figurano opere come "La dama scarlatta", "Le rose nere", "Stregoneria" di Piero Montana, "Baphomet" di Filippo Bordonaro, "Le Diable noir" di Lorenzo Guzzo e "Frottage noir" di Tommaso Serra.
Pittura, simbolismo e riferimenti storici e letterari costruiscono così una mostra che guarda apertamente all’estetica del "maledetto" e dell’irrazionale, nel volere esprimere una forte reazione all’ipertrofia della ragione, che caratterizza l’angusta mentalità positivista, scientista e materialista propria del nostro tempo.
Una mentalità questa da riprovare soprattutto in campo artistico dove, a causa di essa, critici e "artisti" in maggioranza hanno oggi la pretesa di voler ridurre ogni creazione dell’arte al solo piano dell’immanenza, negando ad essa l’evocazione del Soprannaturale e di altri piani dell’essere.
La mostra si avvale del catalogo intitolato "L’estetica del Diavolo. La magia nera nell’arte" con illustrazioni delle opere, commento e testo critico di Piero Montana in vendita al Museo dell'Eros, al costo di 17 euro (clicca qui per scoprire di più).
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