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Il lato oscuro dell'arte si svela a Bagheria: un nuovo libro sulla mostra "maledetta"

Dopo la mostra dedicata alla magia nera nell’arte, il Museo dell’Eros di Bagheria aggiunge un nuovo tassello al percorso espositivo con il catalogo di Piero Montana

Viviana Ragusa
Giornalista
  • 25 giugno 2026

"La Dama scarlatta" di Piero Montana

Non sempre l’arte consola; a volte inquieta, apre varchi, costringe a puntare gli occhi dove normalmente si preferirebbe distogliere lo sguardo. Figure, simboli, sigilli e presenze oscure che sembrano arrivare da un tempo lontano ma che, ancora oggi, continuano a interrogare il rapporto tra l'uomo e il mondo circostante.

Così nasce "L’Estetica del Diavolo. La magia nera nell’arte", il nuovo catalogo firmato da Piero Montana, pubblicato in occasione della mostra "La magia nera nell'arte" ospitata al Museo dell’Eros di Bagheria (clicca qui per scoprire come visitarla).

Il volume accompagna e approfondisce il percorso espositivo ideato da Montana con la partecipazione di Filippo Bordonaro, Lorenzo Guzzo e Tommaso Serra, raccogliendo opere realizzate tra il 1994 e il 2026. Una mostra che vuole caratterizzarsi per la sua forte reazione all’ipertrofia di una ragione oggi dominante, che verrebbe a soffocare la spiritualità e le potenzialità magiche dell’anima umana.

Non si tratta, quindi, di un semplice catalogo illustrato. Il libro è piuttosto un attraversamento nel lato oscuro dell’immaginario artistico occidentale, tra stregoneria, occultismo, simboli demoniaci, riferimenti letterari e antichi testi di magia. Un viaggio che parte dai grandi maestri del passato e arriva alla ricerca contemporanea, provando a leggere l’arte non come puro abbellimento della realtà, ma come strumento capace di evocare, disturbare, interrogare.

Da Bosch a Salvatore Rosa, da Füssli a Goya, fino a Félicien Rops e Alfred Kubin, il catalogo ricostruisce una lunga genealogia visiva del "maledetto". Montana si muove tra pittura, letteratura, demonologia e filosofia, guardando al Diavolo non soltanto come figura religiosa o superstiziosa, ma come presenza simbolica che ha attraversato secoli di arte e immaginazione.

Al centro del progetto c’è anche la figura di Aleister Crowley, il celebre mago inglese legato alla Sicilia per la sua esperienza a Cefalù, dove nei primi decenni del Novecento fondò l’Abbazia di Thélema e da dove fu poi espulso nel 1923. A lui, che si faceva chiamare la Grande Bestia 666, la mostra è idealmente dedicata.

Montana ne sottolinea anche la natura di artista, perché Crowley fu un mago, ma anche poeta, scrittore e pittore, figura capace di incarnare quel legame ambiguo tra creazione, provocazione e occulto.

Il libro nasce così come reazione all’eccesso di razionalismo della contemporaneità. Secondo Montana, l’arte non può essere ridotta alla sola rappresentazione della realtà visibile e materiale. Al contrario, citando idealmente una visione vicina a quella di Florenskij, può diventare una "porta regale", un passaggio verso l’invisibile, verso ciò che sfugge alla logica ordinaria e alla mentalità positivista.

Per questo il catalogo non si limita a descrivere le opere in mostra, ma costruisce attorno a esse una fitta rete di rimandi. Si incontrano il romanzo gotico, Baudelaire, la letteratura romantica, il tema del Sublime, i grimori medievali e rinascimentali, il "Malleus Maleficarum", il "Compendium Maleficarum", il "Lemegeton", la "Chiave di Salomone" e persino il "Necronomicon" di Lovecraft, inteso come grande mito moderno della magia nera letteraria.

Una particolare attenzione è riservata a Goya e alle sue celebri "Pitture nere" della Quinta del Sordo. Montana legge quelle opere non come una semplice rappresentazione del sabba e della stregoneria, ma come un’immersione più radicale nel mondo dell’orrore, del disfacimento e delle anime dannate. Il catalogo richiama anche il mistero della riesumazione del corpo dell’artista, trovato privo della testa: un episodio che, nella lettura proposta dall’autore, aggiunge ulteriore inquietudine alla vicenda.

Accanto ai riferimenti storici, il volume entra nel dettaglio delle opere esposte. Tra quelle di Piero Montana figurano le sue pergamene con sigilli e caratteri tratti da antichi libri di magia bianca e nera, le "Rose nere per Satana", le "Stregonerie" del 1994 e "La Dama scarlatta", legata alla figura apocalittica della donna vestita di porpora e scarlatto che cavalca la Bestia.

Alle opere di Montana si affiancano "Baphomet" di Filippo Bordonaro, realizzato nel 2020 e dedicato al presunto idolo blasfemo attribuito alla tradizione dei Templari; "Le Diable noir" di Lorenzo Guzzo, sagoma spettrale di Satana che emerge dall’oscurità; e "Frottage noir" di Tommaso Serra, opera realizzata per la mostra e costruita attorno a una riflessione sulla sessualità demoniaca così come veniva letta dalla mentalità medievale.

Proprio attraverso quest’ultima opera, il catalogo affronta anche il tema delle accuse rivolte in passato all'Ordine dei Templari, tra sodomia, pratiche magiche ed evocazione del Diavolo. Una materia delicata, che Montana colloca dentro il sistema di credenze e paure del Medioevo, quando ciò che sfuggiva alla norma religiosa veniva spesso interpretato come manifestazione del demoniaco.

Il protagonista non troppo nascosto dell’intero percorso resta quindi Satana, inteso come figura simbolica, letteraria e artistica. La mostra, però, non vuole essere un’indagine sulle realtà clandestine del satanismo contemporaneo. Il suo obiettivo è piuttosto raccontare l’influenza che il Diavolo continua a esercitare nell’arte e nella letteratura, a partire dalla seconda metà del Settecento, proprio nell’epoca dei Lumi, quando la ragione pensava di essersi definitivamente liberata da credenze, superstizioni e paure medievali.

"L’Estetica del Diavolo. La magia nera nell’arte" si inserisce inoltre in un percorso di ricerca che Piero Montana porta avanti da tempo sul rapporto tra arte, esoterismo e simbolo. Nel 2025 ha pubblicato "Eresia e magia nell’opera erotica di Raniero Alliata Principe del Sacro Romano Impero", mentre nel 2026 ha firmato "Considerazioni filosofiche sulla pittura di Casimiro Piccolo", dedicato al pittore e fotografo occultista palermitano ritiratosi negli anni Venti del Novecento con la famiglia nella villa di Capo d’Orlando.

A questi studi si aggiungono quelli su Villa Palagonia a Bagheria, tra cui "La villa dell’alchimia. Elementi alchemici ed esoterici di Villa Palagonia" e "Villa Palagonia. Studio e rivelazione dei simboli occulti", entrambi pubblicati nel 2024.

Il catalogo della mostra al Museo dell’Eros diventa quindi un ulteriore tassello di questa indagine: un libro per chi vuole visitare la mostra con uno sguardo più consapevole, ma anche per chi desidera addentrarsi in un territorio dove arte, paura, desiderio, spiritualità e immaginario oscuro si intrecciano.

Perché, nella prospettiva di Montana, l’arte non nasce soltanto dalla luce. A volte ha bisogno anche dell’ombra. E proprio lì, nel punto in cui il visibile incontra l’invisibile, possono ancora aprirsi nuove domande.

Il catalogo intitolato "L’estetica del Diavolo. La magia nera nell’arte" con illustrazioni delle opere, commento e testo critico di Piero Montana, è in vendita al Museo dell'Eros di Bagheria, in via Bernardo Mattarella 64, al costo di 17 euro (clicca qui per vedere la copertina). Info al numero 388 6416109
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