A Palermo "L’arte di abitare": il grande design del Novecento al Casino delle Muse
Bottiglie colorate su consolle dorata
Un progetto espositivo dedicato al design, al modernariato e alle arti decorative del Novecento, visitabile fino a venerdì 29 gennaio 2027. Alla Galleria d’Arte Il Casino delle Muse di Palermo in mostra “L’arte di abitare”.
La galleria d’arte rafforza così una delle componenti più caratteristiche del proprio progetto culturale, affiancando alla ricerca sull’arte contemporanea un’attenzione strutturata verso il design storico, il modernariato e le arti decorative, nella convinzione che abitare significhi anche scegliere le forme attraverso le quali costruire il proprio rapporto quotidiano con la bellezza.
La mostra è visitabile dal 20 ottobre 2026 al 29 gennaio 2027 presso la Galleria d’Arte Il Casino delle Muse, in via XII Gennaio 11 a Palermo, dal martedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.30 alle 19.30.
Accanto alla tradizione italiana, la presenza di Maison Mercier Frères introduce la cultura francese dell’ameublement e amplia la lettura del progetto in una prospettiva europea, ricordando come il rapporto tra arte, arti decorative e spazio domestico abbia attraversato esperienze differenti ma accomunate dalla stessa convinzione: l’interno non è un semplice contenitore di oggetti, bensì il luogo nel quale le forme entrano in relazione e costruiscono una visione.
«Esiste ancora un equivoco sorprendentemente resistente, quello che vorrebbe l’arte confinata alla parete e il design consegnato esclusivamente all’uso - osserva Giuseppe Carli, critico d’arte e direttore artistico della Galleria Il Casino delle Muse-. La storia del Novecento dimostra invece quanto questa separazione sia fragile, perché quando il progetto incontra l’intelligenza della forma, la qualità della materia e la capacità di interpretare il proprio tempo, la distanza tra ciò che chiamiamo arte e ciò che chiamiamo design diventa molto meno evidente».
La costruzione dell’allestimento è affidata al dialogo tra Giuseppe Carli e Luigi De Cara, interior designer chiamato ad affiancare il critico d’arte nella definizione degli ambienti e delle relazioni tra gli oggetti esposti. Una continuità tra arte e ambiente che trova forma la filosofia del Casino delle Muse: un quadro contemporaneo può incontrare un mobile degli anni Cinquanta o Settanta, un vetro di Murano può dialogare con una scultura, una lampada può modificare la percezione di un’opera pittorica e un oggetto nato per essere utilizzato può improvvisamente chiedere di essere guardato, perché la qualità non appartiene alle categorie e la bellezza non ha bisogno di stabilire preventivamente se debba essere definita arte, design o arte decorativa.
Con “L’Arte di Abitare” alla Galleria D’Arte Il Casino delle Muse di Palermo si sottolinea il concetto che «collezionare significa anche riconoscere affinità tra epoche differenti e costruire attraverso opere e oggetti una geografia personale dello sguardo - conclude Giuseppe Carli-. Il contemporaneo non deve cancellare ciò che lo ha preceduto, ma può interrogarlo; allo stesso modo il passato, quando viene liberato dalla nostalgia, torna a essere sorprendentemente presente».
In mostra il grande design del Novecento
Mobili, lampade, vetri, oggetti e complementi d’arredo costruiscono un percorso nel quale la storia del progetto incontra quella dell’arte, superando una distinzione che per buona parte del Novecento è stata continuamente rimessa in discussione da architetti, designer, artigiani e manifatture capaci di trasformare la funzione quotidiana in ricerca sulla forma, sulla materia e sullo spazio.La galleria d’arte rafforza così una delle componenti più caratteristiche del proprio progetto culturale, affiancando alla ricerca sull’arte contemporanea un’attenzione strutturata verso il design storico, il modernariato e le arti decorative, nella convinzione che abitare significhi anche scegliere le forme attraverso le quali costruire il proprio rapporto quotidiano con la bellezza.
Il percorso
Il percorso riunisce alcune delle firme più significative del design italiano ed europeo: Gio Ponti, figura centrale nell’incontro tra architettura, arti decorative, editoria e progetto; Aldo Tura, riconoscibile per la raffinatezza delle superfici e l’impiego prezioso della pergamena; Cesare Lacca, interprete di una modernità elegante e funzionale; Romeo Rega, con il suo inconfondibile rapporto tra metallo, geometria e lusso; Carlo Torrigiani, accanto a protagonisti della grande tradizione del vetro come Ercole Barovier, Archimede Seguso e Mazzega, nei cui lavori l’antica sapienza muranese incontra il linguaggio moderno trasformando il vetro in luce, colore e presenza nello spazio.La mostra è visitabile dal 20 ottobre 2026 al 29 gennaio 2027 presso la Galleria d’Arte Il Casino delle Muse, in via XII Gennaio 11 a Palermo, dal martedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.30 alle 19.30.
Accanto alla tradizione italiana, la presenza di Maison Mercier Frères introduce la cultura francese dell’ameublement e amplia la lettura del progetto in una prospettiva europea, ricordando come il rapporto tra arte, arti decorative e spazio domestico abbia attraversato esperienze differenti ma accomunate dalla stessa convinzione: l’interno non è un semplice contenitore di oggetti, bensì il luogo nel quale le forme entrano in relazione e costruiscono una visione.
«Esiste ancora un equivoco sorprendentemente resistente, quello che vorrebbe l’arte confinata alla parete e il design consegnato esclusivamente all’uso - osserva Giuseppe Carli, critico d’arte e direttore artistico della Galleria Il Casino delle Muse-. La storia del Novecento dimostra invece quanto questa separazione sia fragile, perché quando il progetto incontra l’intelligenza della forma, la qualità della materia e la capacità di interpretare il proprio tempo, la distanza tra ciò che chiamiamo arte e ciò che chiamiamo design diventa molto meno evidente».
La costruzione dell’allestimento è affidata al dialogo tra Giuseppe Carli e Luigi De Cara, interior designer chiamato ad affiancare il critico d’arte nella definizione degli ambienti e delle relazioni tra gli oggetti esposti. Una continuità tra arte e ambiente che trova forma la filosofia del Casino delle Muse: un quadro contemporaneo può incontrare un mobile degli anni Cinquanta o Settanta, un vetro di Murano può dialogare con una scultura, una lampada può modificare la percezione di un’opera pittorica e un oggetto nato per essere utilizzato può improvvisamente chiedere di essere guardato, perché la qualità non appartiene alle categorie e la bellezza non ha bisogno di stabilire preventivamente se debba essere definita arte, design o arte decorativa.
Con “L’Arte di Abitare” alla Galleria D’Arte Il Casino delle Muse di Palermo si sottolinea il concetto che «collezionare significa anche riconoscere affinità tra epoche differenti e costruire attraverso opere e oggetti una geografia personale dello sguardo - conclude Giuseppe Carli-. Il contemporaneo non deve cancellare ciò che lo ha preceduto, ma può interrogarlo; allo stesso modo il passato, quando viene liberato dalla nostalgia, torna a essere sorprendentemente presente».
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