"Coscienza e Libero Arbitrio nell'era dell'IA": a Palermo tre giorni tra Eros, Psiche e Techne
Federico Faggin
Un'occasione irripetibile per chiunque desideri fermarsi a riflettere su cosa significhi, oggi, essere umani nell'epoca dell'intelligenza artificiale. Palermo si trasforma nella capitale mondiale del dibattito su mente, materia e tecnologia.
Dal 15 al 17 Novembre 2026, lo splendido scenario del Politeama Garibaldi ospita il convegno dal titolo "La domanda più antica, nell'era delle macchine: Coscienza e Libero Arbitrio" con la direzione artistica di Ester Bonafede e promosso da Symposium Ente del Terzo Settore con il sostegno di Ars e Fondazione Sicilia e il contributo della Camera di Commercio Palermo ed Enna.
Per tre giorni, scienziati, filosofi e studiosi di fama internazionale si riuniscono attorno al quesito fondamentale dell'esistenza umana, resosi ormai indifferibile con l'avvento e la pervasività dell'intelligenza artificiale: "Che cos'è la coscienza? Siamo davvero liberi di scegliere, o siamo soltanto sofisticate macchine biologiche che eseguono un programma?".
Nel mio percorso nelle istituzioni e nella cultura, la centralità della persona rappresenta un riferimento fondamentale. Da questa sensibilità nasce anche il senso del convegno: rendere accessibile una riflessione che ha conseguenze sulla vita di ciascuno e sulla società che stiamo costruendo. Dopo il primo appuntamento del 2025, abbiamo voluto dare continuità a questo percorso, ampliandolo a tre giornate.
Palermo aggiunge a questo dialogo la propria storia di incontro fra culture, linguaggi e tradizioni spirituali. Credo molto nella capacità della nostra città di produrre pensiero e di contribuire alle grandi questioni del presente. Il Politeama rende concreta questa ambizione, mentre la scelta dell’ingresso gratuito esprime proprio la volontà di fare della conoscenza un’occasione di partecipazione e di crescita per la comunità».
«Federico Faggin incarna in modo particolarmente significativo l’incontro tra innovazione tecnologica e ricerca sul significato dell’esperienza umana - aggiunge Ester Bonafede -. Ha contribuito a rendere possibile la rivoluzione digitale e ha poi dedicato una parte importante della propria vita a interrogarsi sulla coscienza e sul libero arbitrio. Questo percorso dà profondità al dialogo che vogliamo proporre.
La sua riflessione sull’irriducibilità della coscienza al calcolo invita a interrogarsi sul rapporto tra elaborazione dell’informazione ed esperienza vissuta. La sua presenza durante tutte e tre le giornate permette di sviluppare queste domande attraverso il confronto con studiosi di discipline e orientamenti differenti.
Vorrei che il pubblico portasse con sé una maggiore consapevolezza del valore delle proprie scelte, insieme alla curiosità di continuare a cercare. Mi auguro che l’ascolto di prospettive diverse aiuti ciascuno a formulare domande più precise e a esercitare il proprio spirito critico.
Penso soprattutto ai giovani, che stanno costruendo la propria identità in un mondo attraversato da trasformazioni profonde. Offrire loro occasioni di confronto significa riconoscerli come protagonisti di questo cambiamento. Se il convegno riuscirà a rafforzare la fiducia nella loro capacità di pensare, creare relazioni e scegliere responsabilmente, avrà lasciato qualcosa di duraturo. È anche così che la cultura può contribuire al futuro della nostra comunità».
«Le abbiamo pensate come tre dimensioni della stessa esperienza umana - sottolinea Bonafede -. "Eros" riguarda il desiderio, la forza dei legami, ciò che ci spinge verso l’altro e dà significato alle nostre relazioni. "Psiche" ci conduce nell’interiorità, nella mente, nella coscienza e nella domanda sulla libertà delle nostre decisioni. "Techne" riguarda la nostra capacità di creare, trasformare il mondo e costruire strumenti che, a loro volta, modificano il nostro modo di vivere.
Il filo che le unisce è la persona nella sua interezza : un essere che sente, pensa, ama, sceglie e si assume delle responsabilità. Per questo il programma mette in relazione ricerca scientifica, filosofia, teologia e linguaggi artistici. Ciascuno offre un contributo diverso a una domanda che resta aperta.
Di fronte all’intelligenza artificiale, questa visione diventa particolarmente significativa. Le possibilità offerte dalla tecnologia ci chiedono di chiarire quali finalità vogliamo perseguire, chi trae beneficio dalle innovazioni e quale spazio intendiamo custodire per il giudizio e la responsabilità umana.
Qui riconosco anche una questione civile e politica : orientare il progresso verso il bene comune, tutelando la dignità delle persone e le loro opportunità di partecipazione. La tradizione umanistica e cristiana alla quale mi sento legata pone al centro il valore di ogni essere umano. Il confronto con la scienza e con sensibilità diverse può aiutare a tradurre questo principio nelle scelte del nostro tempo».
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito web del convegno e i suoi canali social: profilo Instagram e pagina Facebook.
Dal 15 al 17 Novembre 2026, lo splendido scenario del Politeama Garibaldi ospita il convegno dal titolo "La domanda più antica, nell'era delle macchine: Coscienza e Libero Arbitrio" con la direzione artistica di Ester Bonafede e promosso da Symposium Ente del Terzo Settore con il sostegno di Ars e Fondazione Sicilia e il contributo della Camera di Commercio Palermo ed Enna.
Per tre giorni, scienziati, filosofi e studiosi di fama internazionale si riuniscono attorno al quesito fondamentale dell'esistenza umana, resosi ormai indifferibile con l'avvento e la pervasività dell'intelligenza artificiale: "Che cos'è la coscienza? Siamo davvero liberi di scegliere, o siamo soltanto sofisticate macchine biologiche che eseguono un programma?".
L'idea del convegno
«L’idea nasce dal desiderio di creare uno spazio in cui interrogarsi sull’essere umano, sulla sua libertà e sul significato delle sue scelte, mettendo in dialogo conoscenze ed esperienze diverse - spiega la direttrice -. Sono domande antiche che l’intelligenza artificiale riporta al centro della nostra vita quotidiana: riguardano il modo in cui impariamo, lavoriamo, ci relazioniamo e immaginiamo il nostro futuro.Nel mio percorso nelle istituzioni e nella cultura, la centralità della persona rappresenta un riferimento fondamentale. Da questa sensibilità nasce anche il senso del convegno: rendere accessibile una riflessione che ha conseguenze sulla vita di ciascuno e sulla società che stiamo costruendo. Dopo il primo appuntamento del 2025, abbiamo voluto dare continuità a questo percorso, ampliandolo a tre giornate.
Palermo aggiunge a questo dialogo la propria storia di incontro fra culture, linguaggi e tradizioni spirituali. Credo molto nella capacità della nostra città di produrre pensiero e di contribuire alle grandi questioni del presente. Il Politeama rende concreta questa ambizione, mentre la scelta dell’ingresso gratuito esprime proprio la volontà di fare della conoscenza un’occasione di partecipazione e di crescita per la comunità».
La presenza di Federico Faggin
A guidare il dialogo di questa tre giorni è Federico Faggin, l'inventore del primo microprocessore al mondo e padre delle tecnologie che hanno reso possibile la rivoluzione digitale. Da oltre 30 anni, Faggin porta avanti una profonda riflessione scientifica e filosofica, sostenendo con forza una tesi controcorrente ma sempre più centrale: la coscienza umana e la consapevolezza non sono riducibili a un mero calcolo o a un algoritmo. La sua presenza offre un ponte unico tra la scienza dei microchip e l'esplorazione dell'interiorità umana.«Federico Faggin incarna in modo particolarmente significativo l’incontro tra innovazione tecnologica e ricerca sul significato dell’esperienza umana - aggiunge Ester Bonafede -. Ha contribuito a rendere possibile la rivoluzione digitale e ha poi dedicato una parte importante della propria vita a interrogarsi sulla coscienza e sul libero arbitrio. Questo percorso dà profondità al dialogo che vogliamo proporre.
La sua riflessione sull’irriducibilità della coscienza al calcolo invita a interrogarsi sul rapporto tra elaborazione dell’informazione ed esperienza vissuta. La sua presenza durante tutte e tre le giornate permette di sviluppare queste domande attraverso il confronto con studiosi di discipline e orientamenti differenti.
Vorrei che il pubblico portasse con sé una maggiore consapevolezza del valore delle proprie scelte, insieme alla curiosità di continuare a cercare. Mi auguro che l’ascolto di prospettive diverse aiuti ciascuno a formulare domande più precise e a esercitare il proprio spirito critico.
Penso soprattutto ai giovani, che stanno costruendo la propria identità in un mondo attraversato da trasformazioni profonde. Offrire loro occasioni di confronto significa riconoscerli come protagonisti di questo cambiamento. Se il convegno riuscirà a rafforzare la fiducia nella loro capacità di pensare, creare relazioni e scegliere responsabilmente, avrà lasciato qualcosa di duraturo. È anche così che la cultura può contribuire al futuro della nostra comunità».
Eros, Psiche e Techne
Il programma si articola in tre giornate, ciascuna dedicata a una chiave di lettura fondamentale dell'esperienza umana.«Le abbiamo pensate come tre dimensioni della stessa esperienza umana - sottolinea Bonafede -. "Eros" riguarda il desiderio, la forza dei legami, ciò che ci spinge verso l’altro e dà significato alle nostre relazioni. "Psiche" ci conduce nell’interiorità, nella mente, nella coscienza e nella domanda sulla libertà delle nostre decisioni. "Techne" riguarda la nostra capacità di creare, trasformare il mondo e costruire strumenti che, a loro volta, modificano il nostro modo di vivere.
Il filo che le unisce è la persona nella sua interezza : un essere che sente, pensa, ama, sceglie e si assume delle responsabilità. Per questo il programma mette in relazione ricerca scientifica, filosofia, teologia e linguaggi artistici. Ciascuno offre un contributo diverso a una domanda che resta aperta.
Di fronte all’intelligenza artificiale, questa visione diventa particolarmente significativa. Le possibilità offerte dalla tecnologia ci chiedono di chiarire quali finalità vogliamo perseguire, chi trae beneficio dalle innovazioni e quale spazio intendiamo custodire per il giudizio e la responsabilità umana.
Qui riconosco anche una questione civile e politica : orientare il progresso verso il bene comune, tutelando la dignità delle persone e le loro opportunità di partecipazione. La tradizione umanistica e cristiana alla quale mi sento legata pone al centro il valore di ogni essere umano. Il confronto con la scienza e con sensibilità diverse può aiutare a tradurre questo principio nelle scelte del nostro tempo».
Uno spazio interattivo
Il convegno è inoltre pensato come uno spazio interattivo e divulgativo aperto al grande pubblico. Il format prevede lectio magistralis tenute dai massimi esperti del settore, tavole rotonde e dibattiti incrociati tra approcci scientifici e umanistici nonché dialoghi aperti con il pubblico, per dare voce alle domande e ai dubbi dell'uditorio. Il convegno nasce dalla collaborazione tra istituzioni, università, media e realtà del territorio.Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito web del convegno e i suoi canali social: profilo Instagram e pagina Facebook.
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