MOSTRE

L'identità che sopravvive alla tortura: la mostra "Restano i fiori" nel cuore di Palermo

  • Officine Bellotti - Palermo
  • Dal 30 settembre al 11 ottobre 2026
  • Visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30
  • Gratuito
  • Pubblicato il
    22 settembre 2026

Dal 30 settembre all'11 ottobre, le Officine Bellotti di Palermo ospitano la mostra della fotografa e giornalista Valentina Tamborra.

Con il suo progetto multimediale "Restano i fiori – L'identità che sopravvive alla tortura", realizzato per Medici Senza Frontiere, Tamborra racconta e dà voce alle persone migranti sopravvissute a torture e violenze intenzionali.

Cosa rimane dell'essere umano quando la violenza cerca di cancellarne l'identità?

A questa domanda prova a rispondere il lavoro di Tamborra nato grazie all'interazione e alla collaborazione con il progetto interdisciplinare che MSF gestisce a Palermo in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Paolo Giaccone, l'Università degli Studi di Palermo, il Dipartimento  Pro.Mi.Se e la Clinica Legale per i diritti umani (CLEDU), per l'assistenza e la riabilitazione di persone migranti e rifugiate sopravvissute a torture e trattamenti degradanti.

Attraverso un mosaico di fotografie, video, immagini Instax, testi scritti e tracce audio, la mostra mette al centro i e le pazienti, come protagonisti della propria storia, come soggetti che raccontano la bellezza e la forza che resistono anche dopo le esperienze più drammatiche.

All'evento di inaugurazione, il 30 settembre alle 18.00, intervengono l'autrice Valentina Tamborra, l'autore della video installazione Diego Ronzio, e gli operatori e le operatrici che lavorano nel progetto di MSF a Palermo.

La serata prosegue con un aperitivo solidale (al costo di 15 euro, di cui 3 euro devoluti a MSF per sostenere i progetti medici e psicologici in favore delle persone migranti sopravvissute a violenze intenzionali e torture).

La mostra rimane aperta fino all'11 ottobre, ogni giorno dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30.

COSA C'È DA FARE