VISITE ED ESCURSIONI

Nella città degli ulivi e dei templi: la prima volta de "Le Vie dei Tesori" a Castelvetrano

  • Vari luoghi - Castelvetrano (Tp)
  • Dal 10 al 25 ottobre 2026 (solo sabato e domenica)
  • Consulta il programma nell'articolo
  • 18 euro (10 visite), 10 euro (8 visite), 3 euro (visita singola), 8 euro (passeggiate)
  • Coupon per visite e passeggiate acquistabili online o negli info point allestiti durante il Festival in ogni città. Per le esperienze i coupon sono di valore variabile. Info al numero 091 8421121 (tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle 12.00 alle 18.00, sabato e domenica dalle 12.00 alle 20.00)
Balarm
La redazione
  • Pubblicato il
    5 ottobre 2026

Una veduta da Castelvetrano

Una piccola chiesa arabo-normanna tra le palme, un albero genealogico che si arrampica in stucco, quattro lettere di Garibaldi al cappellano dei Mille. E una casa dove dieci salotti si inseguono uno dopo l’altro, custodendo mobili, quadri e ricordi di famiglia. Castelvetrano si fa bella e si presenta al suo primo appuntamento con "Le Vie dei Tesori", proprio quando il festival compie i suoi primi vent’anni.

Per tre fine settimana, dal 10 al 25 ottobre 2026, Castelvetrano promette parecchio: con le sue anime diverse, nobiliare e contadina, attraverso le storie conservate nelle chiese, nelle case, tra le carte di un archivio.

La città degli ulivi e dei templi entra nel festival con undici luoghi, due passeggiate e due esperienze gastronomiche a km0; e invita a fermarsi nella terra cresciuta accanto a Selinunte, seguendo le tracce dei principi Tagliavia, degli artisti chiamati a decorare le chiese, delle famiglie che ne hanno attraversato la storia.

I luoghi

Il viaggio può dunque iniziare: magari da una facciata che rivela ben poco di ciò che custodisce. Dentro la Chiesa di San Domenico, mausoleo della famiglia Tagliavia, esplode il mondo di stucchi e affreschi realizzato nel secondo Cinquecento da Antonino Ferraro da Giuliana e dalla sua bottega. La chiamano la "Cappella Sistina della Sicilia", dominata dal grande "Albero di Jesse" che racconta la genealogia di Cristo. Un’opera da seguire con gli occhi, tra figure e ramificazioni, prima di soffermarsi sulle cappelle e sui monumenti funebri.

Nella chiesa di San Giovanni Battista, dedicata al patrono, domina il santo scolpito nel marmo da Antonello Gagini nel 1522, mentre i dipinti di Gennaro Pardo raccontano la rinascita della chiesa dopo l’incendio di fine ‘800. A San Francesco di Paola si ritrova il legame tra i Padri Minimi e i principi di Castelvetrano, insieme alla devozione per Santa Rosalia, di cui si conserva una reliquia.

La Chiesa Madre, voluta nel 1520 da Giovan Vincenzo Tagliavia, custodisce opere di Antonino Ferraro e Gaspare Serpotta, la Madonna della Misericordia e la statua gaginiana della Madonna del Giglio. Nelle cripte del clero, gli stalli per l’essiccamento dei cadaveri e le targhette in terracotta con i nomi dei sacerdoti.

La Chiesa del Purgatorio, scenografica quinta del Sistema delle Piazze, apre solo nell’ultimo weekend (sabato 24 e domenica 25 ottobre): agli stucchi dell’abside affianca una mostra in cui gli architetti trapanesi si raccontano attraverso i loro progetti.

Fuori dal centro, tra cycas e palme secolari, appare la Santissima Trinità di Delia, la piccola Cuba arabo-normanna della prima metà del XII secolo. Una croce greca, tre absidi, una cupola sorretta da colonne con capitelli a foglie d’acanto: un’architettura raccolta, da scoprire nelle aperture del sabato mattina.

Il filo con l’antica Selinunte conduce al Museo civico Selinuntino, a Palazzo Majo. Qui si incontra l’Efebo, raro bronzo greco del V secolo avanti Cristo, protagonista anche di una vicenda rocambolesca: ritrovato nel 1882, rubato nel 1962, recuperato grazie a Rodolfo Siviero e restituito alla città nel 1997. Tra le opere del museo, anche una Madonna col Bambino del Laurana.

Nell’Archivio storico comunale, un tempo Conservatorio delle orfane, la storia passa invece attraverso le carte: una pergamena del 1453 registra l’affitto di una casa, quattro lettere autografe di Garibaldi raccontano il rapporto con fra’ Giovanni Pantaleo, castelvetranese diventato cappellano dei Mille. 

Due dimore permettono di avvicinarsi alle vicende delle famiglie. Il Museo Errante Parrino (visitabile solo il secondo weekend, 17 e 18 ottobre), conserva dodici stanze, dieci delle quali salotti en enfilade, con mobili d’epoca, armi, dipinti e sedie disegnate da Ernesto Basile, tra affreschi liberty e bassorilievi. A custodirlo è il discendente Antonio Errante Parrino.

Palazzo al Carmine (aperto solo la mattina dalle 10 alle 12.30) racconta invece tre secoli di storia economica e sociale attraverso i suoi proprietari: dai Saporito, grandi possidenti, ai Seidita Emmellino, commercianti di olio e formaggi, fino ai Mangiapane, che ne hanno curato il recupero conservativo.

Al Museo della civiltà contadina, nel Collegio di Maria, si ritrovano gli attrezzi e i gesti del grano, dell’olio e della produzione domestica. Fotografie, oggetti e video raccontano anche il viaggio dei castelvetranesi nel mondo, componendo una memoria alla quale hanno contribuito gli stessi cittadini. 

Passeggiate

Le due passeggiate ricuciono questi luoghi con la storia urbana. Ogni domenica alle 16.00, con partenza davanti al Teatro Selinus, si segue il racconto della città dei Tagliavia, dalla necropoli alla Fontana della Ninfa, da Palazzo Pignatelli al Duomo, fino a San Domenico.

Domenica 18 e 25 ottobre alle 9.30, dalla chiesa di San Francesco di Paola, si torna invece ai luoghi della peste del 1624-1626, a 400 anni dalla liberazione: l’arrivo della reliquia di Santa Rosalia, l’area dei Beati Morti, via Lazzaretto e la memoria dei religiosi che persero la vita assistendo i malati.

Esperienze enogastronomiche

Due esperienze enogastronomiche: "L’ulivo, l’olio Dop e il Pane Nero di Castelvetrano", (domenica 11 e domenica 18 ottobre) all’azienda agricola Turnaturi, è una passeggiata tra gli ulivi per raccontare la Nocellara del Belìce e l’olio "Sette Templi" Dop Valle del Belìce.

Degustazione di olio, olive, patè, pane cunzatu, Pane Nero e vino siciliano. "La poesia del cibo" (sabato 10 e domenica 25 ottobre) in contrada Santa Teresa, intreccia racconti, profumi e gesti della tradizione contadina e marinara. Degustazione di Pane Nero, olio evo, olive, grani antichi e prodotti stagionali.

Come partecipare

La formula resta sempre la stessa: basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito de "Le Vie dei Tesori" o negli infopoint allestiti durante il Festival in ogni città. Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite e da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Per le passeggiate, coupon da 8 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile. Consigliata la prenotazione on line. I coupon sono validi per le città della stessa provincia.

A chi prenoterà verrà inviato per mail un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi sul proprio smartphone o stampato. In alternativa, ci si può presentare direttamente all’ingresso dei luoghi mostrando la pagina con il codice QR ricevuta via mail al momento dell’acquisto, ma si entra soltanto se ci sono posti disponibili.

I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon "multiplo" saranno disponibili nei luoghi solo ticket da 3 euro. Le scuole o i gruppi possono scrivere a info@leviedeitesori.com
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