"Dalla loggia alla Chiesa": la storia di Sant'Eulalia dei Catalani in mostra a Palermo
L'Instituto Cervantes nell'ex chiesa di Sant'Eulalia dei Catalani a Palermo
In occasione delle celebrazioni per il XX° anno di attività, l'Instituto Cervantes di Palermo, diretto da Juan Carlos Reche presenta la mostra didattica "Santa Eulalia dei Catalani. Dalla loggia alla Chiesa", curata da Luigi Agus e realizzata in collaborazione con ABAPA, Obra Pía. Establecimientos espanoles en Italia e il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo. Progetto e allestimento di Oleksandra Bobokhina & Giacomo Molè.
La mostra è visitabile dal 21 ottobre al 18 dicembre 2026, da lunedì a giovedì (dalle 9.00 alle 16.15) e il venerdì (dalle 9.00 alle 13.15) all'interno della Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani di Palermo.
L’esposizione punta a condividere non solo la storia della chiesa, ma anche delle opere d’arte che erano presenti al suo interno dalla sua costruzione ad oggi. Si possono scoprire documenti d’archivio inediti, immagini, plastici e ricostruzioni che permetteranno di riannodare la storia dell'intero complesso, dalla cinquecentesca loggia, di cui avanza la splendida facciata su via Argenteria, fino alla chiesa, sia come complesso architettonico concepito alla fine del XVI secolo, sia per quanto riguarda i suoi arredi originali, in parte perduti, come le pale d'altare, le sculture, i marmi, le iscrizioni.
Negli anni di attività l’Instituto Cervantes di Palermo ha consolidato una ricca attività culturale, diventando un punto di riferimento per l'arte contemporanea nel Mediterraneo. Anticipato nel 1998 dall'intervento site-specific di Miquel Barceló (ispirato alla Vucciria e alla rinascita della città), il programma degli ultimi venti anni ha visto oltre settanta mostre, diverse performance e varie residenze d’artista che hanno favorito il dialogo tra architettura storica e linguaggi contemporanei, promuovendo scambi tra la scena spagnola e quella siciliana e creando la collezione permanente visibile all’interno degli spazi della Chiesa, Tesoros de Santa Eulalia.
Negli anni si sono susseguiti diversi filoni: mostre della rete internazionale esposizioni fotografiche (dalle immagini intime di Tina Modotti alle opere di Bazan, Gonnord, García Rodero, fino ai temi dell'identità femminile), mostre di dialogo culturale e letterario. Nel 2018, in occasione di Palermo Capitale della Cultura e Manifesta 12, Santiago Ydáñez ha avviato il programma di residenze e acquisizioni con Santo Animal.
La programmazione è proseguita con progetti multidisciplinari, tra cui quelli di David, Espaliú, Leal, Ruibal, Montalvo e Clemente. Il 2025 ha visto la performance di Zevallos e Cusumano e la mostra Luogo comune (Aparicio e Di Marco), dedicata alla poetica dello spazio urbano palermitano. Nel 2026 la mostra sulle geometrie abitabili di FOD.
Alcuni dei territori che oggi costituiscono la Spagna e l'Italia condivisero un medesimo progetto politico, circostanza che favorì la creazione di reti culturali e artistiche tra le due sponde del Mediterraneo grazie al ruolo svolto da re, vicerè, ecclesiastici e dagli stessi protagonisti delle arti.
Il convegno, ad ingresso libero fino ad esaurimenti dei posti disponibili, vuole essere l’occasione per analizzare e approfondire gli scambi culturali e artistici che ebbero luogo tra la Spagna e l'Italia, tra le Corone di Castiglia e d'Aragona, alle quali appartenne la Sicilia, nel periodo compreso tra il 1392, anno dell'ascesa al trono di Martino il Giovane, e il 1714, quando l'avvento della dinastia borbonica determinò l'abolizione dei fueros della Corona d'Aragona e la sua definitiva integrazione in una nuova realtà politica.
La mostra è visitabile dal 21 ottobre al 18 dicembre 2026, da lunedì a giovedì (dalle 9.00 alle 16.15) e il venerdì (dalle 9.00 alle 13.15) all'interno della Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani di Palermo.
L’esposizione punta a condividere non solo la storia della chiesa, ma anche delle opere d’arte che erano presenti al suo interno dalla sua costruzione ad oggi. Si possono scoprire documenti d’archivio inediti, immagini, plastici e ricostruzioni che permetteranno di riannodare la storia dell'intero complesso, dalla cinquecentesca loggia, di cui avanza la splendida facciata su via Argenteria, fino alla chiesa, sia come complesso architettonico concepito alla fine del XVI secolo, sia per quanto riguarda i suoi arredi originali, in parte perduti, come le pale d'altare, le sculture, i marmi, le iscrizioni.
Negli anni di attività l’Instituto Cervantes di Palermo ha consolidato una ricca attività culturale, diventando un punto di riferimento per l'arte contemporanea nel Mediterraneo. Anticipato nel 1998 dall'intervento site-specific di Miquel Barceló (ispirato alla Vucciria e alla rinascita della città), il programma degli ultimi venti anni ha visto oltre settanta mostre, diverse performance e varie residenze d’artista che hanno favorito il dialogo tra architettura storica e linguaggi contemporanei, promuovendo scambi tra la scena spagnola e quella siciliana e creando la collezione permanente visibile all’interno degli spazi della Chiesa, Tesoros de Santa Eulalia.
Negli anni si sono susseguiti diversi filoni: mostre della rete internazionale esposizioni fotografiche (dalle immagini intime di Tina Modotti alle opere di Bazan, Gonnord, García Rodero, fino ai temi dell'identità femminile), mostre di dialogo culturale e letterario. Nel 2018, in occasione di Palermo Capitale della Cultura e Manifesta 12, Santiago Ydáñez ha avviato il programma di residenze e acquisizioni con Santo Animal.
La programmazione è proseguita con progetti multidisciplinari, tra cui quelli di David, Espaliú, Leal, Ruibal, Montalvo e Clemente. Il 2025 ha visto la performance di Zevallos e Cusumano e la mostra Luogo comune (Aparicio e Di Marco), dedicata alla poetica dello spazio urbano palermitano. Nel 2026 la mostra sulle geometrie abitabili di FOD.
Il convegno internazionale
Giovedì 22 ottobre, dalle 15.00 alle 18.00 e venerdì 23 ottobre, dalle ore 09.00 alle ore 12.00, si svolge il convegno "Segni dell’appartenenza e dell’integrazione tra Spagna e Italia. Aragona, Castiglia e Sicilia dal 1392 al 1714", al quale prendono parte rispettivamente gli studiosi Marco Rosario Nobile, Domenica Sutera, Stefano Piazza, Sílvia Canalda Llobet; il 23 interverranno Ángel Campos Perales, Jorge Martín Marco, Emanuela Garofalo, Joan Domenge i Mesquida.Alcuni dei territori che oggi costituiscono la Spagna e l'Italia condivisero un medesimo progetto politico, circostanza che favorì la creazione di reti culturali e artistiche tra le due sponde del Mediterraneo grazie al ruolo svolto da re, vicerè, ecclesiastici e dagli stessi protagonisti delle arti.
Il convegno, ad ingresso libero fino ad esaurimenti dei posti disponibili, vuole essere l’occasione per analizzare e approfondire gli scambi culturali e artistici che ebbero luogo tra la Spagna e l'Italia, tra le Corone di Castiglia e d'Aragona, alle quali appartenne la Sicilia, nel periodo compreso tra il 1392, anno dell'ascesa al trono di Martino il Giovane, e il 1714, quando l'avvento della dinastia borbonica determinò l'abolizione dei fueros della Corona d'Aragona e la sua definitiva integrazione in una nuova realtà politica.
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