Una tavola apparecchiata per attori e spettatori: "La Cena" in scena a Taormina
Da mercoledì 30 settembre a domenica 4 ottobre, alle 21.00, a Palazzo Corvaja, la Fondazione Taormina Arte Sicilia presenta "La Cena", progetto teatrale e regia di Walter Manfrè, testo di Giuseppe Manfridi, con Andrea Tidona, Chiara Condrò, Stefano Skalkotos e Giulio Pampiglione.
Lo spettacolo diventa oggi anche un omaggio a Walter Manfrè, recentemente scomparso, e a una ricerca teatrale che ha fatto del coinvolgimento diretto dello spettatore uno dei suoi elementi distintivi.
"La Cena" è, infatti, uno degli spettacoli centrali di quel percorso definito dal critico Ugo Ronfani "Teatro della Persona", nel quale viene annullata la distanza tradizionale tra pubblico e rappresentazione e allo spettatore viene assegnato un ruolo all'interno del dramma, senza che possa modificarne lo svolgimento.
Attorno a una sontuosa tavola apparecchiata, trovano posto trenta spettatori e tre attori: il pubblico diventa così invitato a una cena della quale è testimone ravvicinato, senza poter intervenire sul corso degli avvenimenti.
Una situazione conviviale solo in apparenza, destinata a trasformarsi progressivamente mentre emergono misteriosi affari di famiglia, vicende del passato e del presente e una tensione crescente che costituisce uno degli elementi portanti dello spettacolo.
Lo spettacolo diventa oggi anche un omaggio a Walter Manfrè, recentemente scomparso, e a una ricerca teatrale che ha fatto del coinvolgimento diretto dello spettatore uno dei suoi elementi distintivi.
"La Cena" è, infatti, uno degli spettacoli centrali di quel percorso definito dal critico Ugo Ronfani "Teatro della Persona", nel quale viene annullata la distanza tradizionale tra pubblico e rappresentazione e allo spettatore viene assegnato un ruolo all'interno del dramma, senza che possa modificarne lo svolgimento.
Attorno a una sontuosa tavola apparecchiata, trovano posto trenta spettatori e tre attori: il pubblico diventa così invitato a una cena della quale è testimone ravvicinato, senza poter intervenire sul corso degli avvenimenti.
Una situazione conviviale solo in apparenza, destinata a trasformarsi progressivamente mentre emergono misteriosi affari di famiglia, vicende del passato e del presente e una tensione crescente che costituisce uno degli elementi portanti dello spettacolo.


















