CRONACA

A Palermo scatta il "piano anti-discariche": 100 fototrappole in 4 zone a rischio, quali

La gestione dei rifiuti sembra essere a un cambio di rotta, ma le criticità ancora restano: dagli ispettori ambientali ai nuovi centri raccolta, tanti i servizi in stallo

  • Pubblicato il
    13 ottobre 2026

Un cassonetto stracolmo di rifiuti a Palermo (foto pubblicata su Associazione Comitati civici Palermo)

Dalle fototrappole anti-furbetti in arrivo (si presume) a novembre fino allo stallo storico sugli ispettori ambientali, passando per i CCR tanto attesi a Borgo Nuovo e le richieste dei cittadini sul porta a porta. A Palermo la gestione dei rifiuti sembra essere di fronte ad un cambio di rotta.

Ma andiamo per gradi: in città sono in arrivo 100 fototrappole per contrastare l’abbandono illecito della “munnizza” per strada.

«A fine settembre – fa sapere il consigliere comunale, Antonino Randazzo – Rap ha comunicato chi si è aggiudicato l’appalto. Da quella data, come da capitolato, dovranno passare circa 30 giorni per poterle vedere per le strade di Palermo. Quindi, per il mese di novembre, dovrebbero già essere installate nei siti più critici, partendo dai confini della città per evitare che i cittadini dei comuni limitrofi abbandonino i rifiuti nel capoluogo».

Le zone individuate

Le aree individuate sono, di conseguenza, la zona di via Messina Marine, Baida, Boccadifalco e Calatafimi Alta. Ad aggiudicarsi l’appalto per un totale di 7,5 milioni di euro, con riserva sulle verifiche documentali in corso, sono stati Sainvent e Geotech Engineering.

Gli ispettori ambientali

Nelle scorse settimane, in un precedente articolo, proprio contro i “furbetti dei rifiuti”, vi avevamo già parlato di come alcuni invocassero (di nuovo) il ritorno degli ispettori ambientali in città, che circolavano dopo una fase di sperimentazione che, tuttavia, non è stata più rinnovata: «Gli ispettori ambientali non ci sono – prosegue Randazzo - perché possono essere istituiti solamente quando il Consiglio comunale approva il regolamento sulla nuova gestione dei rifiuti in città. Ma il Consiglio, ancora, non lo approva e il tutto è fermo da 8 anni. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, aveva emanato delle ordinanze temporanee, le quali, in assenza dell’approvazione di un apposito regolamento comunale (di competenza proprio del Consiglio), non possono essere rinnovate».

Se alcune aree di Palermo si preparano ad una rinnovata fase sul fronte rifiuti, ce ne sono altre, tuttavia, sulle quali persistono ancora domande e dubbi, come la zona di Borgo Nuovo.

«Il Consiglio comunale – precisa Antonino Randazzo - aveva deciso, circa un anno e mezzo fa, che c’erano dei soldi, provenienti da un decreto del Ministero dell’Interno, che assegnava al Comune di Palermo risorse per realizzare CCR e isole ecologiche. Il Consiglio aveva deciso di inserire Borgo Nuovo, oltre a quelli esistenti in via Nina Siciliana, via dell’Olimpo, via Lanza di Scalea e via Salina. Oltre a questi abbiamo sottolineato che fosse scoperta la zona di Borgo Nuovo in un’area di appartenenza dello IACP, in via Caltagirone. Ma c’era anche l’area in via Azoti, nel quartiere Bonagia».

I nuovi centri comunali di raccolta

Ebbene, quattro di questi progetti andranno in gara: si tratta di quelli previsti in via dell’Olimpo, via Lanza di Scalea, via Salina (Mondello) e in via Nina Siciliana.

«Per via Azoti (Bonagia), invece, è previsto un nuovo percorso con fondi PON Metro Plus, ma per via Caltagirone, a Borgo Nuovo manca tutto – precisa Randazzo -. Il Comune ha provato ad avere in affido l’area e lo IACP, proprietario del terreno, ha chiesto un affitto che l’amministrazione era favorevole a pagare, ma la procedura si è bloccata e al momento non sappiamo nulla. Di fatto, Borgo Nuovo è stato privato, nuovamente, della possibilità del CCR. È una situazione temporanea perché sembra che il Comune si stia muovendo per risolvere la questione, ma gli anni passano».

Infine, c’è un’altra vicenda che interessa non solo il quartiere Borgo Nuovo, ma anche il Cep: la raccolta differenziata porta a porta. “Annunciata e mai partita – conclude il consigliere comunale Randazzo -. I cittadini continuano ad aspettare un servizio essenziale. Siamo a metà ottobre. C’erano state dichiarazioni ufficiali secondo le quali il servizio doveva partire a fine estate, ma su questo vorremmo avere certezze che ci sia l'intenzione da parte dell'Amministrazione di portare il porta a porta a Borgo Nuovo e al CEP”.
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